9 novembre 1913

 

 

SR. FERDINANDA GATTI

L'ordine deve sempre esserci in una comunità; sembra quasi inopportuno il suono della campana, la precisione dell'alzata ed in tutti gli atti del giorno quando questa fosse composta solo di due o tre persone. Non importa il numero; ogni cosa deve procedere ugualmente, tanto sé fosse di 50, di 100, come di due persone, poiché l'ordine ci può essere sempre.

 

Il ritiro mensile giova per apparecchiarci alla morte ed a fare l'esame di coscienza sopra quanto abbiamo fatto nel mese precedente. Dobbiamo in questo fare i conti come i mercanti, i quali al termine del mese guardano il loro passivo ed attivo e ne fanno il bilancio. Anche noi guardiamo a che grado siamo in virtù, quanti difetti dobbiamo sradicare, poi tiriamo le somme e con una sottrazione tra il buono ed il cattivo osserviamo quale dei due abbia la prevalenza; in conclusione verranno i proponimenti di avanzare nel mese seguente in perfezione col combattere gli uni ed esercitarsi nelle altre.

Sovente ci vediamo peggiori; non è da credere che abbiamo fatto un regresso; piuttosto con lo studiarsi meglio incominciamo a conoscere i nostri difetti; e molte cose che prima non apparivano, ora vengono alla luce.

La domanda che dobbiamo fard nel giorno del ritiro mensile è questa: se io dovessi morire stasera, che cosa vorrei aver fatto?

 

Un maestro di spirito diceva che per le anime principianti nello studio e pratica della perfezione, spaventa il pensiero di star buone un mese intiero perché temono di non riuscire. E’, meglio che propongano a loro stesse: voglio star buona un giorno, anche solo mezza giornata. Se poi non riuscisse incominci il domani, ricominci magari tante volte al giorno, senza scoraggiarsi mai, e le sue cadute e imperfezioni le porga al Signore dicendogli: Signore, bruciatele col vostro amore.