29 novembre 1914
IX. 37
Per la Novena della Concezione
Due cose dobbiamo fare in questa Novena: rallegrarci con Maria SS. del singolare privilegio da Dio concessole; imitarla nell'affetto alla grazia divina e nell'esenzione dai peccati. A questo fine ripetiamo sovente lungo il giorno le giaculatorie: Sia benedetta ecc., 0 Maria concepita... Maria SS. gode di questa lode, e ce ne ripagherà con tante grazie. Il Signore volendo formarsi una degna Madre non trovò di meglio che esimerla dal peccato originale in vista dei meriti di N.S. G.C.; così noi per corrispondere alla nostra vocazione dobbiamo stare attenti a fuggire ogni peccato volontario, deliberato, anche piccolo. - Così facendo ci prepareremo bene a questa Festa, una delle due di precetto.
Per l'Avvento
La S. Chiesa non trovò sufficiente premettere una Novena al SS. Natale, ma stabilì quattro settimane circa. Quanto è importante prepararci alla venuta di Gesù in noi! Entriamo in questo spirito, e facciam nostri i sospiri dei profeti che la Chiesa ci suggerisce nella S. Liturgia: veni Domine... Utinam... Excita... Gesù verrà in noi colle Sue grazie in proporzione della nostra preparazione e desiderio...
Per S. Andrea
Considerate l'amore di questo Santo alla Croce: 0 bona Crux... Qual'è il nostro amore alle croci che Iddio ci manda o permette? Questa è la strada pel Paradiso e non ce n'è altra... Domandiamo a questo Santo che ci ottenga la pazienza nelle pene, ed anche l'amore al soffrire...
SR. FERDINANDA GATTI
Le conversioni operate da S. Francesco Zaverio furono così salde che anche in posti rimasti isolati dal contatto con Missioni cattoliche, si mantenne la fede per più secoli. Non sono i miracoli che hanno guadagnato tante anime, ma bensì i sacrifizi e le virtù del Santo, per mezzo delle quali ottenne la grazia di far miracoli e di operare moltissimo bene. Chi ha orgoglio, amor proprio, non farà mai niente. S. Francesco era tutto per Iddío, tutto per il prossimo e tutto per sé. Dobbiamo esser molto per noi, perché anche per salvare un'anima sola è necessario da parte nostra avere tanta virtù, affine di ottenere da Dio la grazia di quella conversione. Sovente siamo tutte per le cose esterne e ben poco per noi. Ricordiamoci: anzitutto dobbiamo farci sante ed essere conche e non canali.
N. Signore nel Vangelo dice: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. - Così è di noi riguardo ai parenti; amiamoli, sì, ma ricordiamoci che essi disturbano la religiosa nella sua perfezione. Vi sono due parlatori: uno col Signore, ed a questo intervenire volentieri; uno coi parenti, e questo non desiderarlo, lasciarlo il più presto possibile. Sembra crudeltà, ma il nostro cuore è debole.
L'Immacolata dobbiamo pregarla ed imitarla. Il Signore per venire al mondo non ha cercato ricchezze in Maria o altro, ma ha cercato la purezza dell'anima. La Madonna ebbe la cognizione fin dal primo istante della sua vita: Fundamenta eius in montibus sanctis [Le fondamenta di lei sono sui monti santi].
Nell'Avvento bisogna pregare il Signore affinché venga a nascere nel nostro cuore. Com'è buono il Signore! ascolta la nostra supplica, viene in noi che siamo peccato. Almeno, in Betleem. sulla povera paglia giaceva male sì, ma era molto di più che il nostro miserabile cuore.
Ad imitazione di S. Andrea dobbiamo amare molto la croce. Quando non l'abbíamo, la croce, è presto detto di sospirarla, desiderarla, ma allorché arriva è il momento buono per sperimentare la nostra virtù. Amare la croce è molto perfetto: cominciamo a domandare di aver pazienza a sopportare le croci. Fortunata quella persona che sa soffrire senza che nessuno lo sappia, tranne i Superiori, s'intende! Essere generose, generose.