3 settembre 1916
XII. 6-8
Nel S. Vangelo della domenica passata si racconta il miracolo di N.S.G.C. della guarigione di un sordo-muto. A questo fatto le turbe meravigliate..., esclamarono: bene omnia fecít - fece tutte le cose bene. Pare che come conseguenza dell'accaduto, dovessero dire: fece cose grandi, miracolose... No, ma: bene omnia fecit. Con queste tre parole fecero molto miglior elogio, affermando che Gesù non solo nelle cose straordinarie, ma anche nelle ordinarie e comuni faceva tutto bene.
Vediamo come veramente N.S. in tutta la sua vita fece bene ogni cosa; per poi vedere se fnoi pure, imitandolo facciamo tutto bene.
N.S.G.C. sin dal primo momento della sua Incarnazíone nelle opere e nel fine di esse fece quanto il suo Eterno Padre desiderava. 11 Divin Padre voleva che assumesse un corpo mortale, e vivesse come ognuno di noi, percorrendo i varií stadi della vita, dall'infanzia alla virilità. Ebbene Gesù fece il volere del Padre, e durante tutto il tempo compì tutte le azioni proprie dell'età, facendo ogni atto bene, con perfezione. Da bambino, sebbene colla pienezza della ragione, si di portò come ogni altro bambino, facendo silenzio ... ; e poi crescebat aetate, sapientia... coram Deo et hominibus. Eccetto gli ultimi anni, visse vita apparentemente ordinaria, ma ogni cosa comune faceva colla massima perfezione. Lavorava da fabbro, scopava, tutto... L'unico fine di ogni cosa era la gloria del suo Eterno Padre, e la di Lui S. Volontà: Non quaero gloriam meam... Non facio voluntatem meam, sed... Ci- bus meus...
Ecco,come Gesù si meritò l'elogio: bene omnia fecit. E noi abbíamo finora fatto bene tutte le cose; e sulla nostra tomba si potranno scrivere queste parole: bene omnia fecit, e di tutta la nostra vita? Certamente-non abbiamo fatto bene nelle nostre azioni peccaminose; neppure nelle nostre azioni fatte imperfettamente e non con santo fine. Imperocché è verità assoluta, che non siamo in questo mondo che per conoscere... (Catech.): Creatus est homo ut Dominum... (S. Ignazio). Quindi tutto ciò che non è degno della gloria di Dio, e fatto per la S. Volontà di Dio non è ben fatto (Med. del Fine - Ven. Cafasso). Deploriamo il passato e per l'avvenire, sin da questo momento proponiamo di fare tutte le nostre azioni, che siano buone in sé e nel fine. Già lo diceva il nostro Venerabile: non basta fare il bene, ma farlo bene, cioè che ogni nostra cosa anche buona sia fatta bene nel retto fine e con tutte le circostanze volute da Dio. Il servo, dice lo stesso Venerabile, non basta che serva il suo padrone, ma deve servirlo senza eccezioni, e lo serva in modo da contentarlo pienamente, cioè con prontezza, con esattezza e con garbo (Med. del Fine), e col fine di piacergli.
S. Gerolamo rispondendo a Paolino che lo lodava perché abitava nei Luoghi Santi,'gli rispondeva: Non Jerosolymis fuisse, sed Jerosolymís bene vixisse laudandum est. Applichiamo a noi: non basta essere religioso, missionario; ma bisogna essere buon religioso, buon missionario: hoc laudandum est; di ciò dobbiamo gloriarci. La nostra bontà consiste nella perfetta obbedienza... non basta fare le Comunioni, ma farle bene; non basta fare la meditazione, ma farla bene. Questa è la differenza che passa tra il religioso perfetto e il tiepido e cattivo, perché quegli fa tutte le cose bene, questi no, ma... (Rodriguez Tratt. II cap. I).
Del nostro Venerabile è detto che fu straordinario nell'ordinario, cioè fece tante cose ordinarie in modo perfetto, ed operò tutte le cose in modo perfetto. Lo stesso Venerabile ci suggerisce alcuni pensieri che ci aiuteranno a fare tutte le cose bene. Dice per passar bene la giornata; ma passata una bene, proporremo dì passare bene la seconda, e così via tutte le giornate del mese, dell'anno, della nostra vita. (Vedi foglietto).
Note: al 1° pensiero. Gesù venne sulla terra per essere nostro modello. Inspice et fac secundum exemplar. Ego sum via, veritas et vita. - Quos prescivit, et praedestínavit conformes fieri imagini Filii sui. S. Basilio: Omnis actio Salvatoris regula est. - Quindi S. Paolo: Vivo ego, jam. non ego; vivit vero in me Christus. Prendiamolo a nostro modello nel fare le cose. (Nepveu, Sp. del Crist.).
Al 2' pensiero. L'Imit.: Qui se Crucifixo conformaverunt in vita, accedent ad Christum judicern cum magna fiducia. Sovente esaminiamoci davanti a Gesù Sacramentato e facciamoci ora giudicare da Lui in tutti i nostri pensieri, affetti ed opere: juste judex ultionis, donum...
Al 3° Pensiero. S. Bernardo: Si modo moriturus esses, faceres istud?... Imit.: Sic te in omní facto et cogitatu deberes tenere, quasi hodie esses moriturus. Se sul serio pensassimo di dover morire subito dopo quella confessione, quella comunione, come le faremo con impegno (Rodrig.). Es. di S. Luigi interrogato mentre faceva ricreazione. Quotidie morior. Beatus ille servus... sic facientem.
Al 4' pensiero. Age quod agis. Mentre attendiamo ad una cosa, ,poniamo in essa tutto l'impegno, senza pensare al fatto prima o dopo. Così i confessori circondati da turba di penitenti. Specialmente in chiesa, mandiamo via i pensieri estranei, anche in sé buoni, come di studio. Il demonio talora in mentre della preghiera ci fa ricordare ciò che prima cercavamo, anche lo scioglimento di difficoltà ... ; sono tentazioni del demonio, non lasciamoci ingannare con interrompere l'orazione e prender nota, fare un groppo al fazzoletto, o tenere metà del- l'attenzione alla preghiera e metà a tener viva in mente la cosa. S. Bonaventura: scientia, quae pro virtute despicitur, per vírtutem post- modum melius invenítur (Rodriguez).
Cari miei, abbiamo bisogno di queste sante industrie per avanzare nella perfezione. Così facevano i Santi; così facciamo anche noi...
QUATTRO SORELLE
Sono solo le signore che vanno in campagna, e quelli che son più che signori vanno al mare, ai monti ecc.; occupano cioè tutta l'estate a non far niente, per modo di dire. E voi? siete pure state in campagna! (Quindi il Ven.mo Padre domanda relazione delle passeggiate ed allorché gli si dice che siamo pure andate a pescare) Voi pescate pesci (esclama sorridendo), ma sarete pure pescatori di anime!!! Ebbene, anche la campagna facciamola come un bisogno.
Quest'oggi fate il ritiro mensile; esso è della massima importanza perché noi siamo inclinati a discendere ed un po' di ritiro ci mette a posto.
Domenica avevo preparato un argomento, ma poi non potei venire (causa l'emicrania), però non voglio lasciarlo passare e, per quanto sembri che il demonio desideri impedirmelo, lo tratterò quest'oggi. Il Vangelo parlava della guarigione del sordo-muto. Tale guarigione che cosa fece dire alle turbe? Esclamarono forse: Oh! che miracolone? Che cosa fecero? Il popolo disse di Gesù null'altro che questo: Bene omnia fecit: fece bene tutte le cose... ma, non corre quest'argomento; la turba vede fare tanti miracoli e si accontenta di dire solo queste poche parole. No, queste parole indicano molto per N. Signore e van bene anche per noi perché indicano come dobbiamo fare ad imitazione di Gesù che fece tutto bene, tutto, fm le più piccole cose. Che parole son mai queste! Gesù fece tutto bene: compì la volontà del Padre, nacque in una stalla, poverissimo; fu un bambino, benché avesse la cognizione, il quale aveva bisogno di tutto; fu fanciullo; e fece tutte le cose piccole prima delle grosse, e di grosse ne fece poche. Nella vita apostolica gli Ebrei quando videro la carità che aveva, la compassione che sentiva, di Lui dissero: Ha fatto bene tutte le cose. Per fare le cose bene bisogna fare opere buone e farle con buon fine. Le nostre opere possono essere buone e cattive, ma anche le opere buone fatte senza un retto fine, non sono più buone. Le opere poi in sé indifferenti si possono ridurre a bene quando si indirizzano alla maggior gloria di Dio.
S. Paolino diceva a S. Gerolamo che era fortunato di vivere in Gerusalemme. Non è a lodarsi, rispose il Santo, che io sia a Gerusalemme, ma che stia bene, viva bene a Gerusalemme. - Così è di voi; non è per essere religiosa missionaria, per essere di questo Istituto, non è questo; bensì per essere una santa religiosa missionaria; non è far le cose, ma farle bene. Sei fortunata tu che sei religiosa, ci dicono; sì, fortunata se sono una buona religiosa. Piuttosto di portar male l'abito, è meglio gettarlo alle ortiche (come si dice).
Ora, facciamoci questa domanda: Ed io, ho sempre fatto tutto bene? Se non l'ho fatto lo farò: Bene omnia facio [faccio bene tutte le cose]; se per il passato non ho fatto tutto bene, per l'avvenire lo farò. Vedete che bell'elogio ebbe N. Signore confermato certo dal suo Eterno Padre: Questi è il mio Figlio diletto nel quale ho posto le mie compiacenze. Imitiamo anche noi N. Signore e facciamo tutto bene. Bene nei pensieri, nelle opere, sia nelle grandi come un miracolo, che nelle piccole come lavare i piatti, scopare ecc.
Si dice: Stamattina ho fatto la Comunione; ma l'hai fatta bene? Mi son confessata; ma ti sei confessata bene? Quel che si cerca non è il fare, ma il far bene. Il nostro Venerabile ha fatto pochi miracoli, e ancora non strepitosi, ma ha fatto tutte le cose bene e nello stesso tempo tanta di quella roba che sembra impossibile che un uomo potesse far tanto. Il suo detto era questo: Il bene bisogna farlo bene. Una volta a S. Ignazio il Ven. Don Bosco disse a me che parlando egli con Don Cafasso circa l'istruzione della gioventù, diceva: Oh! basta che in mezzo a quei giovani si possa fare un po' di bene; e il nostro Venerabile: Non basta fare un po' di bene, ma bisogna fare tutto bene. E soggiunse: Il bene bisogna farlo bene. Don Bosco poi contava a me che in quel momento avevano disputato un poco, si vede che avevano tutti e due un po' di prurito per disputare...
E come fare a fare bene il bene? Noi verso Dio siamo tutti servi... Il servo deve sempre essere all'ordine del padrone e non obbedire solo in quel che vuole. Deve fare dal mattino alla sera la volontà del padrone e farla con prontezza, con esattezza, e cum bel doit (con bel garbo). Queste sono le tre qualità del servizio di Dio.
1°' - Con prontezza; se quando si comanda a qualcuno di far qualcosa e lui sta lì a pensare ecc... fa venire... là là... Bisogna essere come gli Angeli che han sempre le ali aperte per eseguire i comandi di Dio.
2° - Poi con esattezza. Se comanda ad uno di togliere la polvere e la toglie solo per metà, il padrone non può essere contento.
3°- Con bel garbo, che le cose che si fanno facciano piacere, farle gentilmente...
Qual è il modo, i mezzi per fare tutte le cose bene? Vediamo i pensieri del Ven. Cafasso per passare bene la giornata. E se si passa bene la giornata, si passano anche bene le settimane, i mesi, gli anni...
I - Fare ogni cosa come la farebbe N.S.G.C. Oh! se pensassimo così! Quando lavo i bicchieri; come farebbe N.S.G.C.? Li laverebbe bene, non romperebbe tutto... Si tratta di scopare? N.S.G.C. guarderebbe ogni ragnatela, alzerebbe gli occhi un po' in su... ecc. e tutto faceva bene e per amor di Dio. Ah?! Facendo le cose piccole bene, si è proposto per nostro modello. Ego sum via, veritas et vita [io sono la via, la verità e la vita]: guarda e fa' secondo il modello. Se aveva da morir sulla croce per salvarci, poteva farlo subito, invece doveva essere nostro modello e si fece bambino e passò per tutte le età. Non dovete dire: N. Signore è un modello troppo difficile; no, quando lavorate, scopate ecc. pensate a N. Signore. Che cosa faceva col rabot [pialla* fra le mani? Non aveva paura che gli venissero i quai [calli] sotto le dita!... A N. Signore che era così delicato chi sa quante volte gli venivano, e S. Giuseppe diceva: Non è niente; e Lui continuava... Il Card. De Bérulle diceva che guardando S. Francesco di Sales si faceva l'idea di N. Signore sulla terra. S. Basilio dice: Ogni azione del Salvatore è una regola. Tanto è vero che il Padre Eterno disse che nessuno si può salvare senza essere simile all'immagine del suo Divin Figlio... Fare come S. Paolo che operava come se N. Signore fosse in lui: Vivo ego, jam non ego ecc. [Vivo, ma non sono io ... ]. Ora, se N. Signore lavora, pensa, parla in me, per mezzo mio, bisogna che, per non fargli far brutta figura, io parli e operi bene. Dunque, per passar bene e giorno e mese e anno e tutta la vita è fare come faceva N. Signore. Quando siamo in chiesa... N. Signore quanta unione aveva con Dio e noi per un nulla ci lasciamo distrarre, e così via...
Il. - Fare le nostre azioni a quel modo che vorremmo averle fatte quando ce ne sarà domandato conto al Tribunale di Dio. Quel tale che, mentre andava a celebrare la S. Messa, cadde in quella tomba, si mise a gridare: Un confessore, un confessore! - Ma, gli dissero, se andate alla Comunione, non siete preparato a morire? - Dice l'Imitazione di Cristo: Coloro che in vita si conformano a Gesù Crocifisso, andranno al suo giudizio con grande fiducia, cioè andranno volentieri al tribunale di Dio. La paura di morire non è mica la morte, ma il timore del giudizio. Quando andiamo alla Comunione, pensiamo di andare al tribunale di Dio.E’ lo stesso Gesù che allora si presenterà giudice tremendo. Diciamogli: 0 Gesù, giudicatemi adesso e non aspettate a giudicarmi allora!
Come siamo mai fatti!... dovremmo fare ogni azione come se dopo quella avessimo da morire. Il Rodriguez racconta il fatto di quel monaco che, esortato a prepararsi alla morte, disse di essere tranquillo perché aveva fatto sempre le sue confessioni come l'ultima. Se noi facessimo così tutte le nostre confessioni, sì che saremmo contente allora!
III - Fare ogni cosa come se fosse l'ultima di nostra vita. San Bernardo si diceva: Bernardo, se avessi adesso da morire, faresti questa o quella o quell'altra azione? Se ci facessimo anche noi questa interrogazione... S. Luigi domandato se avesse avuto da morire essendo in ricreazione, disse: Continuerei a giocare. Faremmo anche noi così?... No no, ma domandereste subito d'andare in chiesa a prepararvi. Ah! ci facciamo delle idee false! se lascio l'ubbidienza per andarmi a concentrare, non muoio operando bene...
IV. - Fare le cose in maniera come se non se ne avesse a fare altra. Mentre facciamo una cosa noi pensiamo a quello che abbiamo fatto o che dovremo fare ecc... Il demonio quando noi stiamo facendo un'azione e specialmente quando preghiamo, ci mette in testa proprio delle idee giuste, ci viene la soluzione di un problema... dobbiamo scriverla? No, bisogna lasciare stare. La scienza che si disprezza per amore della virtù si acquista poi molto meglio per il sacrifizio fatto a non pensarci. In chiesa, mentre preghiamo, ci viene un buon pensiero... forse ci viene in mente un nome che da tanto tempo non ricordavamo più... Oh, faccio solo un nodo al fazzoletto!... No, non dovete farlo. Se il Signore lo vuole, lo farà ritornare...
Imitiamo N. Signore. Fare il dovere con buon fine, e allora si può dire che si fa tutto bene. Bene omnia facio, bene tutto farò. Ah! il segreto di farci santi non è mica di fare cose grosse, miracoli ecc., ma di fare le cose bene. Il Ven. Cottolengo che presto sarà beatificato, non ha mica fatto tanti miracoli strepitosi; tutto è andato per trovarne due da poterlo beatificare. Ma un portento è stata la sua opera, un miracolo tutta la sua vita.
Dunque, fare tutto bene; ma per far bene bisogna che i nostri pensieri siano buoni, così il nostro cuore e le opere nostre. L'uomo per qual fine è stato creato? (attende la risposta). Dunque, non sei stata creata per goderlo in questa vita, ma lassù. Se al fine della vita si potesse dire:E’ stata una buona suora missionaria, faceva tutto bene, si è santificata nel suo angolo, non ha fatto nulla di straordinario, ma ha fatto tutto con carità, superbia non ne aveva... Sulla vostra tomba, quando morirete, bisognerebbe poter scrivere: Bene omnia fecit. Se dissero così di Gesù, che bell'elogio per voi! Non vale, ricordatevi, essere stata religiosa missíonaria in Africa, bensì di aver lavorato e fatto tutte le cose bene.