12 ottobre 1917 - (Professe)

 

 

SR. FERDINANDA GATTI

La nostra adunanza di carità fraterna sia sotto la protezione di S. Placido e compagni. S. Mauro e S. Placido sono i due discepoli principali di S. Benedetto. S. Placido fu mandato a Messina a fondare un monastero. Giunsero i pirati a Messina, presero d'assalto il monastero e S. Placido e i suoi compagni furono martirizzati perché non vollero rinnegare la fede; compresa la sorella di S. Placido che era andata a trovarlo.

Ma questo Santo (S. Placido) si distingue per la regolatezza a tutti gli ordini di S. Benedetto. Abbiamo un esempio di obbedienza cieca quando salvò dalle acque il compagno. All'ordine del superiore poteva dire: « Ma!... come!... prendo qualche cosa ». Niente: il superiore ha ordinato ed egli è andato... Direi che ha avuto più fede degli Apostoli. Teniamolo come un esempio di obbedienza più che cieca, obbedienza senza ragionare. Quindi mettiamo la nostra adunanza sotto la protezione di S. Placido e preghiamo che si faccia bene la volontà di Dio.

 

(Quindi comincia la pratica. Si osserva che si è troppo pronte a dare il proprio giudizio; al che il nostro Padre osserva:) Nei monasteri vi sono di quelli che non dicono mai niente e vi sono di quelli che dicono troppo. Certe volte perché la Superiora non accetta il nostro progetto, quasi ci si offende! Questa è una cosa di molta importanza: mai volerla spuntare nel nostro giudizio, mai insistere, sia colle compagne come coi superiori. Si dice semplicemente, con distacco dal proprio, giudizio. Vorrei che vi teneste nella via di mezzo. L'attacco al proprio giudizio non va; e neppure tacere sempre. Quando andrete in Africa avrete da decidere anche voi; sarete solo tre o quattro.

 

Non sempre voler parlare, essere la prima in tutto. Io non so, ma state attente. Se foste in vita contemplativa non direi niente (non parlerei), ma in vita attiva direi qualche cosa..., ma... si dice semplicemente.

(Si osserva che non si è abbastanza sollecite a mettere in ordine quel che si vede in disordine, se non appartiene al nostro impiego). Nel fare le cose non bisogna andare ai due eccessi: non si deve fare quel che non ci appartiene, ma non va neppure il non toccar niente di tutte quelle cose che non sono in ordine. Senza mischiarci negli uffici altrui, vedere che le cose siano in ordine, questo sì; o si va a riferire a chi tocca. Bisogna essere tante cascinere [massaie] (le quali hanno occhio a tutto). Il Signore, come missionarie, vuole che'ci sia questa attività. Se c'è un pezzo di carta lì e... non si tira su?...

 

Il punto che mi piace è che bisogna parlare e fare. Ah, il fare come è importante! Prima di venire qui, alla Consolata hanno aggíustato le lampade. Passo e vedo uno straccio qui, un'altra cosa in disordine là; il portinaio stava mettendo in ordine. Gli domando che cosa fa ed egli mi dice che i domestici il giorno prima avevano aggiustato le lampade ed ora egli metteva in ordine... « Tu hai fatto bene, gli dico, ma toccava agli altri ».

 

Laggiù in Africa Monsignore si lamenta che un missionario lascia tutto dove si trova, e quanta roba si perde ... Poi dicono che son ladri... eh! vorrei vedere!

L'avete già questo spirito (d'ordine) ... ma tutte? non solo qualcuna? Una vocazione religiosa come la vostra richiede ciò. Ah, il Can. Soldati di. buona memoria, era tutto in punto e virgola. Non siete mica tutte buone a cavar la polvere; un giorno o l'altro v’insegnerò poi io.

Il bene consiste nelle piccole cose. Quando è venuto il generale e l'ingegnere a vedere la casa di là per mettervi i soldati, la credettero non abitata, tant'era ben tenuta.

Le missionarie devono essere più delicate che le signorine. Se noi teniamo il nostro posto ci vuole una certa delicatezza e ordine, del resto in Africa, invece di convertire c'è pericolo di pervertire, dice un Vescovo.

Bisogna star attenti a tutto: a un ago, un pennino. Il Can. Anglesio della Piccola Casa diceva: « Quando ci lasciano un'eredità dicono che portiamo via fin un chiodo; sicuro: bisogna fare con delicatezza, ma il chiodo è lasciato con l'eredità ». Così è in tutte le cose, e non lasciarci prendere dalla stanchezza... eh, via!...

Dunque siamo intese così.

 

Che il Signore voglia aiutarci; tutte le piccole penitenze servono per la grazia della pace. Noi abbiamo bisogno di far violenza al Cuore di Gesù.