14 luglio 1918

 

XIII. 44 - 45

Oltre la purità d'intenzione e l'esattezza, tutte le nostre opere devono farsi in unione con N.S.G.C. E’ Gesù la vite, e noi ne siamo i tralci; uniti a lei viviamo e produciamo, staccati nulla più possiamo, secchiamo, e non ci resta che il fuoco: Ego sum vitis vos palmites... Dobbiamo vivere dello spirito di N.S. e qui spiritum Christi non habet, hic non est Ejus. Questo spirito deve informare tutte le nostre azioni. Il nostro Venerabile lasciò scritto ne' suoi pensieri di fare ogni cosa come la farebbe lo stesso nostro Signor Gesù Cristo. Dobbiamo operare ad imitazione di Lui, sotto la sua dipendenza ed in sua unione: Cum ípso, per ípsum et in ipso (V. Hamon Dom. VII dopo Pent.).

Noi sacerdoti nella Messa dopo la consacrazione, prima del Pater noster solleviamo la S. Ostia ed il Calice. Offrendoli all'Eterno Padre colle parole: Per ipsum, et cum Ipso, et in Ipso... Parole che il demonio teme più di tutto. Anche noi operiamo sempre con Gesù... Ci santificheremo.

 

 

SR. CARMELA FORNERIS

(11 nostro Ven.mo Padre parlò alquanto riguardo al coroncino e poi soggiunse:) E’ una vera poltronite lasciar contare i grani dall'Angelo Custode; se non si contano i fioretti, è facile dimenticarli. Un sacerdote un giorno diceva: « Oh! per solo fare cinquanta fioretti al giorno!... Io ne faccio altro che cinquanta! ». « Si provi » gli rispose un altro sacerdote. Alla sera, interrogato quanti fioretti avesse fatto in giornata, ne contò solo 25. Sembra alle volte di averne fatti tanti, magari cento, poi non saranno che quindici. La materialità aiuta a ricordarci di farli.

Martedi è la festa della Madonna del Carmine. Non è una festa particolare, ma siccome siete della Compagnia.... per voi è festa. Lei verrà a liberarvi dal Purgatorio, ma per essere liberate, bisogna andarvi. Chiedetele la grazia di non dover passare in Purgatorio!

 

Bisogna far tutto con purità d'intenzione, di cui vi ho già parlato, far tutto bene, per il Signore. Ah! in fondo al cuore c'è ancor sempre quella paglietta! Si fa tanto presto a dire: Tutto per il Signore, niente per il diavolo! Ma se andiamo all'atto pratico... laggiù... in fondo... c'è ancor qualche cosetta... Non c'è tutta quella purità d'intenzione assoluta! Togli quella muraglia e troverai altre cose!

Un mezzo per riuscire a correggerci di queste cose è l'imitazione di N.S.G.C.

 

L'Epistola che la Chiesa ci fa leggere quest'oggi è un tratto della lettera di S. Paolo ai Romani. E’ così bella, andate a leggerla. La leggiamo sovente quando si fa la festa dei martiri, non solo di più martiri, ma anche di un solo martire.

S. Paolo dice: Si enini secundum. camem vixerítis, moriemini; si auteni spiritu facta carnis mortíficaveritís, vívetis [Infatti, se vivrete secondo la carne, morirete, ma se mortificherete con lo spirito le opere della carne, vivrete]! Noi non siamo debitori alla carne, al nostro corpo; non dobbiamo vivere di queste miserie. Dobbiamo vivere di spirito.

 

Tutti quelli che vivono dello spirito di Dio, sì che sono i suoi figli! Siamo in questo mondo per servire il mondo e la carne? No, vi siamo per vivere di spirito. Ciò vuol dire che dobbiamo curare l'anima e far che essa sia tutta di Dio. Vuol dire che quelli che si lasciano assorbire da questo spirito, non fanno altro che vivere dello spirito di Dio. Ah! questi sì che sono veri figli di Dio! E come si fa a vivere di questo spirito? Col fare ogni cosa ad imitazione, sotto la dipendenza, ed in unione di N.S.G.C. - L'Eterno Padre ha mandato N. Signore in questa terra, non solo per salvarci, ma perché fosse il nostro specchio, la nostra regola, il nostro esemplare. Quindi il Signore non è venuto solo per salvare gli uomini, ma anche per essere loro modello. E’ venuto per unirsi alle sue creature. Tutte le nostre azioni, se vogliamo farle bene, bisogna farle sotto la dipendenza ed in unione di N. Signore.

Il sacerdote nella S. Messa, avrete visto tante volte, prima del Pater, prende l'Ostia, discopre il Calice e dice: Per Ipsum, cuni Ipso, et in Ipso... [per Lui, con Lui ed in Lui]; e poi lo solleva... Dicono che il diavolo in quel momento strepita... perché il sacerdote offre il Sangue di N. S. Gesù Cristo all'Eterno Padre. E’ un momento così bello! Quel momento lì per il diavolo è il più terribile perché si da al Padre un immenso onore. Si offre tutto quel che c'è di più bello, poiché si offre il Corpo ed il Sangue di Gesù Cristo.

 

S. Paolo diceva: « Imitate me, come io ho imitato N.S.G.C. ». Imitate N. Signore in tutte le vostre azioni. Interrogatevi sempre: Imito proprio N. Signore? Se il Signore facesse quest'opera, la farebbe proprio come la faccio io? Se scopate, pensate: Se fosse qui il Signore e scopasse, ah! come scoperebbe bene! toglierebbe le ragnatele, non lascerebbe briciole... Io m'immagino come scopasse... perché la Madonna lo faceva anche scopare, sapete! S. Giuseppe, nella sua bottega faceva sempre le buscaje [i trucioli]... e quindi...

E così in tutto il resto: quando si resta lì con un po' di plandronite [ poltroneria ]... dite subito: Ma N. Signore farebbe così? Lui certamente risponderebbe: No, no, io lo farei meglio. Allora far tutto con esattezza, come lo farebbe Gesù; lavorare con Lui.

 

Don Cafasso diceva ai suoi sacerdoti: Quando andate a predicare, associatevi con la Madonna. Andate a predicare tutti e due, e ditele così: Io farò la voce, Tu farai la predica. Egli diceva che la Madonna era la sua socia. Tra tutti e due facevano tutto. Diceva che l'aiutava a far del bene. Otteneva la grazia, perché la predica si imprimesse nei cuori. Io veramente volevo togliere questa parola «socia », eppure è lui che l'ha detta.

Imitiamo N. Signore; con questo mezzo non faremo a nostro capriccio, ma dipenderemo sempre da Lui. Interroghiamolo: Che cosa devo fare? Che vuoi che io faccia? E poi far proprio così, non solamente a sua imitazione, non solo dipendere da Lui, ma fare una cosa sola, affinché possiamo dire: Non sono io che vivo, ma è Gesù che vive in me.

 

Ricordatelo: conformarci alla volontà di Dio è già bella cosa. Uniformarci vuol dire: di due volontà farne una sola, ma deificarci vuol dire che togliamo completamente la nostra volontà... la mandiamo in un angolo... e prendiamo quella di Lui. Facciamo tutte le cose in Lui; che sia Lui il vostro operatore in tutte le cose. Il Signore ha comandato che Gesù fosse uno specchio, un esemplare. Chiunque procede in questo modo, avrà la pace.

Tutte le preghiere che facciamo finiscono sempre: Per Christum Dominum nostrum [per Cristo nostro Signore]... E’ quella la scuola, bisogna che passino di lì tutti quelli che vogliono farsi santi. Quelli che incominciano a farsi santi, passando dai santi alla Madonna, dalla Madonna a Gesù Cristo, non si sbagliano.

 

Bisogna aspirare alla vera devozione. Perché le nostre azioni abbiano valore, N. Signore ci mette tutti i suoi meriti. Dobbiamo far tutto proprio in unione con Lui. Uno che sia in peccato mortale. le sue azioni non sono meritorie, non valgon nulla per l'eternità. Tutte le azioni degli infedeli non sono peccati, ma non hanno merito. Quindi bisogna passare per Christum Dominum. nostrum...

 

S. Paolo amava tanto N. Signore, era sviscerato di amore per Lui. Facciamo così, allora ci incarniamo meglio in queste cose. Le nostre azioni sian tutte per sua imitazione, in unione con Lui, perché è Lui che ci fa fare tanti meriti. Quanti meriti in quelle cose che sembran piccole! Ricordate la scopa del P. Suarez... Ah! la scopa... la scopa... Questo Padre avrebbe dato tutti i suoi libri, tutta la sua scienza per il merito di un' Ave Maria... Guardate: se voi dite bene un' Ave Maria, sarebbe più di essere dotte come lui. Quell'uomo sapeva giudicare delle cose di Dio. Una scopa... una padella... una zappa... un rampin dell'orto... valgon tanto come tutti i libri di S. Tommaso, davanti a Dio.

E’ la purità d'intenzione che ci vuole!!!

 

SR. MARIA DEGLI ANGELI VASSALLO

Festa del Carmine - Siamo tutti nella Compagnia, quindi festa nostra. Si fa presto a dire: tutto per il Signore, niente per il diavolo, ma poi! andiamo bene a fondo, fuori le cose! e vediamo.se è proprio per il Signore... Non siamo in questo mondo per vivere secondo la carne ma di spirito di Dio. Come si fa? solo vedere le cose tutto secondo l'anima e per Dio. N. Signore non è venuto solo per salvarci ma anche per essere nostro modello. Tutte le nostre azioni se vo- gliamo farle bene dobbiamo farle per ipsum, cum ipso et in ipso. Dicono che in quel momento della Messa il diavolo strepita, perché in quel momento si offre all'Eterno Padre Nostro Signore in corpo anima sangue e divinità, ed è il più terribile per lui.

Dite sovente: se il Signore facesse questa azione al posto mio (se scopasse, non lascerebbe niente indietro, non ragnatele, non pezzi di carta) lo farebbe così? lo imito? - Il Signore risponde: no, no, no, io l'avrei fatto meglio...

Il Ven. Cafasso diceva ai sacerdoti che facessero tutto colla Madonna - io faccio la materialità ed essa mette lo spirito - la mia socia - Dipendere nelle azioni da N. Signore - in Ipsum vuol dire fare una cosa sola con Lui - conformarmi, uniformarmi, deificarci... che non siamo più noi ma il Signore in noi, al nostro posto.

Pone me ut sígnaculum super cor tuum [mettimi come un sigillo sul tuo cuore] - Che le nostre azioni non siano aeree; facciamole con nostro Signore. C'è la SS. Trinità, ma il Signore ci ha mandato l'umanità di Gesù Cristo perché passiamo di lì, e se non basta Lui c'è la Madonna. Alcuni temono di meditare la Passione, di non essere abbastanza contemplativi e di rimanere troppo a terra. Eh! sono storie - se il Signore vi vuole contemplative saprà prendervi anche nella Passione...

Padre Suarez avrebbe dato tutta la sua scienza per il merito di una Ave Maria, e tutti i suoi volumi non valevano secondo lui la scopa di un coadiutore.