15 ottobre 1919

 

 

SR. CARMELA FORNERIS

Oggi è la festa della vostra patrona! E’ una missionaria, sapete! Da bambina è scappata, ma i suoi le son corsi dietro, perché partiva per andare in mezzo ai mori. Vedendo allora che non poteva riuscire, si costituì vittima per gli infedeli e per gli eretici. Tutto quello che soffriva e che faceva era tutto per quello scopo; quindi è stata missionaria di desiderio e lavorò per questo tutta la vita. Ed ecco perché è vostra protettrice!

Anche voi altre potete essere missionarie anche senza andare in Africa. Se la volontà di Dio fosse quella, vi chiudiamo in mezzo a quattro mura, e così... Bisogna che ci sia chi prega, chi fa benedire il lavoro. Chi sa che col tempo non venga anche una specie di appendice, di perfezionamento! Non per quelle che vogliono chiudersi... che non hanno voglia di parlare... Un bel momento viene la paura della missione, ma bisogna vincerla; è venuto lo scoraggiamento anche al B. Chanel, e può venire anche a voi, ma bisogna vincersi. Ormai la vostra vocazione è provata e certo che di tutte le vocazioni, quella è la migliore. La condizione delle missionarie è la condizione di mag- gior perfezione. Il Signore è Lui che l'ha scelta e se ci fosse stata una vita di maggior perfezione, una vita più scelta, avrebbe cercato quella là. Invece non si è fatto Trappista, e poteva ben redimere il mondo anche così! Chi ha questa vocazione deve chiamarsi fortunato. Qualcuna può pensare di avere la vocazione della clausura perché è più comodo star lì cogli occhi chiusi, ma la vocazione è di scuoterci!

Per parlare ci vogliono queste condizioni: parlar poco, con prudenza, non dire sciocchezze; parlar con carità, con pietà, massime noi che siamo religiosi. I Santi anche nelle cose più estranee, tuttavia facevano entrare qualche buon pensiero.

 

Ma torniamo a S. Teresa. Certo è stata una donna forte ed anche per questo bisogna fissarci nei suoi esempi. Vedete, formare dei frati, dei preti è già tanto, ma riformare delle suore e dei frati, ah! è una faccenda seria.

Quando S Benedetto fu chiamato da quei frati perché li guidasse, andò, ma essi volevano fare quel che volevano ed un giorno tentarono di avvelenarlo. Per fortuna egli faceva sempre bene il segno della croce prima di prendere qualche cosa, ed il bicchiere si ruppe. Se ne andò poi via e fondò altri frati.

 

Un giorno o l'altro vi do il permesso di perseguitare, non le sorelle, ma i difetti delle sorelle.

Insomma S. Teresa fu una donna forte ed una donna di preghiera, di spirito, perché mentre era in contemplazione questo non le impediva per niente il lavoro. Soprattutto ricordate quest'oggi quell'espressione che aveva fatto familiare: Patire o morire. Non trovava altro stato migliore. Noi avremmo detto: godere e non morire, invece lei diceva: Patire o morire. Capiva che per uniformarsi di più a N. Signore bisogna imitarlo nel patire. N. Signore ha patito in tutta la sua vita e S. Teresa vedeva che non c'era altra strada e che era inutile stare su questa terra, allora...

 

Ricordatevi che le mortificazioni non consumano il corpo; non star sempre lì colle talpe, ma innalzarci un po'. Animo e fortezza domandiamo a S. Teresa.

S. Teresa per incoraggiarsi dopo le cadute, diceva: Roba del mio giardino; non è coltivato bene. E si umiliava così nei suoi difetti. Invece di scoraggirsi riconosceva che il giardino era mal coltivato. Incominciamo, ah, incominciamo! A forza di incominciare, qualche cosa faremo. La rinnovazione di questa volontà il Signore la gradisce già; è già un qualche merito. Bisogna bene sollevarci un tantino!...

Domandate a S. Teresa lo spirito di unione con Dio. Non è necessario sentire. Essa è stata 22 anni nel buio, eppure durava forte e, dopo 22 anni, il Signore le diede poi tutte le consolazioni. Noi, perché un giorno non sentiamo il Signore, c'inquietiamo subito; siamo subito fuori di noi.

 

Che vi dia il Signore, prima l'amore alla preghiera, anche in mezzo all'aridità (eh, scuotersi ... ) e poi che vi dia quell'animo, quella fortezza per riuscire vere missionarie. Questo fa piacere a S. Teresa, perché se non ha potuto esserlo su questa terra, in Paradiso è una vera missionaria, e sarà contenta che andiate in missione. Bisogna invocarla per tutti i bisogni, quando sarete in Africa: è una vera missionaria. Ci son andati dei missionari di S. Teresa nell'Armenia ed in tante altre parti...

Statemi buone e... avanti!

 

SR. MARIA DEGLI ANGELI VASSALLO

Un bel momento viene la paura della missione, ma bisogna vincerla. Ormai è provato sicuramente che la vocazione di missionaria è di maggior perfezione. Il Signore non s'è fatto Trappista. Qualcuna può pensare di avere la vocazione di clausura perché è più comodo star lì cogli occhi chiusi, ma la vocazione è di scuotersi!

Per diritto o per traverso, bisogna far entrare sempre nei discorsi delle parole sante; per es.: E’ andato così?... oh! preghiamo il Signore!

 

Un giorno o l'altro vi do il permesso di perseguitare, non le sorelle, ma i difetti delle sorelle.

Ricordatevi che le mortificazioni non consumano il corpo non star sempre colle talpe, ma innalzarsi un po’!

Domandate a S. Teresa animo e fortezza - sarà contenta dal Paradiso che andíate in missione - invocatela.