13 marzo 1921

 

XVI.8

Sulle S. Cerimonie (V. Quad. III p. 1 e 15 in breve)

111. 1 [vedere al 25 novembre 1917]

III.15

Il Concilio di Trento dice: « Ecclesia caeremonias adhibuit, ut majestas tanti Sacrificii commendaretur, et mentes fidelium per haec visibilia religionis signa ad rerum altissimarum quae in hoc sacrificium latent, excitarentur. Due quindi sono i fini delle S. Cerimonie: 1) l’onore di Dio; 2) l'edificazione del prossimo: Sanctificabor in íis qui... (C. S. Cer.).

l. L'onore di Dio: - sanctificabor. Le Cerimonie giuste e ben fatte danno onore a Dio, il quale si scelse le chiese per suo trono; e come in cielo è circondato e servito da míriadi di Angeli, così vuote in terra essere servito da' suoi ministri. Vedete come i sovrani di questo mondo sono circondati da ministri e cortigiani (De Molina p. 254). Anche i Signori da tanti servi... Quanto maggiore onore è dovuto a Gesù Sacramentato il quale è il re dei re, ed il domínatore dei dominanti. Nell'antico testamento Iddio stesso prescrisse le cerimonie, e le insegnò a Mosè ed Aronne. Nel nuovo molte sono di tradizione apostolica. S. Paolo: caetera cum venero disponam.

La Chiesa poi assistita dallo Sp. S. nei Concilíi e sempre diede molta importanza alle S. Cerimonie. A tal fine è costituita a Roma una Congregazione detta dei Riti... (V. De Herdt).

Il tutto per dare la debita gloria ed onore al Signore, che si degna di abitare nelle nostre chiese. Il Ven. Olier portava il campanello (V. Rep.).

2. L'edificazione della gente. Gli uomini sono materiali e terreni, per fare loro penetrare la reale presenza di N.S. nelle nostre chiese osserva noi come ci diportiamo. Se noi non ci comportiamo con fede ecc. essi non assurgono a vedervi cose celesti. Guai a noi se col nostro contegno e col fare male le cerimonie li rítrarríamo dal culto di Dio! Il peccato dei figli di Levi fu da Dio punito perché retrahebant gentes a sacrificiís, e non per altri loro gravi peccati.

Conclusione: 1) Studio delle S. Cerimonie sia in sé, sia in ciò che significano. 2) Esecuzione precisa e con pietà interna ed esterna. C. di Tr. « Omnem operam et diligentíam (studio ed esecuzione) in eo... ».

Esempi: Selvaggi dell'Indostan (Ann. Prop. 1877) Paggio di Aless. M. - P. Girò senza - S. Alfonso, di 88 anni gen. flno a terra (Rep.) - S. Francesco di Sales non si para le mosche sebbene calvo (S. Fr. proposto). D. Calasso dal segno di Croce riconosceva se era un sacerdote di spirito.

 

 

SR. CARMELA FORNERIS

Oggi abbiamo due sacerdoti ed un diacono di più, e quando il Signore fa di queste grazie bisogna ringraziarlo. Il Signore ci vuole bene! Se mancano i sacerdoti che cosa fate voi altre? Ringraziate, ringraziate il Signore e pregate anche per loro perché corrispondano a questa grazia.

Un giorno un Vescovo mi diceva: « Alcuni chierici si son messi in testa di fare una carità al Signore, alla Chiesa, al seminario col farsi preti ». Invece è una grazia che il Signore fa a loro. Lamennais diceva: « lo sono necessario alla Francia ». Oh! necessario! Ed è poi morto male. Si credeva necessario poveretto!... Non c'è nessuno necessario a questo mondo. Tanto più per il sacerdote, perché il Signore dice: Son io che vi ho scelti; non siete stati voi a scegliere me. - E che nessuno abbia il coraggio di introdursi se non è chiamato. Si credono che la Comunità, il seminario, siano obbligati a mantenerli. Come quei pochi frati di quel convento i quali dicevano al Padre Guardiano: Eh, stia attento, ci tratti bene, altrimenti andiamo via e lei non sarà più Guardiano.

 

L'ho detto io a S. Pietro: Via, via quelle che non sono di prima classe; trovate il mezzo di spiantarle perché io non le voglio. Con difetti sì sì, perché ne abbiamo tutti, ma che si lotti, si lavori.

Poiché abbiam parlato dei sacerdoti, dirò dell’mportanza delle cerimonie. Da principio le fanno tutte bene; ma poi guai se si lasciano andar giù. Una volta un protestante andò in una chiesa di Roma per convertirsi, ed assistette ad una Messa che il sacerdote non aveva celebrata con troppa edificazione. Passato dopo in sacrestia chiese a quel prete se credeva nel Signore, avendo celebrato così la S. Messa, e aggiunse: « Se lei che crede celebra così, io non posso credere ». Così non si è convertito. Guardate che scandalo!

Anche voi state attente alle piccole cerimonie; e quel poco che dovete fare, fatelo bene. Non fare per metà un inchino, un segno di croce. Tutte quelle che vi appartengono, fatele bene.

 

Ho ricevuto una lettera dall'Africa: avevo mandato giù un paramentale ai seminaristi e adesso Giacomino scrive e dice che han cantato Messa tanto bene; dicono che faranno bene tutto quello che io ho loro mandato a dire e promettono pure di far bene le cerimonie. Lei, dicono, dice che ogni volta che facciamo una genuflessione, un inchino, il Signore ci benedice e noi aspettiamo la benedizione.

Adesso sono otto chierici già proprio con l'abito; guardate un po'! Quelli là danno molta importanza alle cerimonie sacre. Non dire: « Che cosa è mai un segno di più o di meno? ». E poi, mai farle in fretta; non fare quelle dei sacrestani o dei diavoli.

Io, di ritorno da Roma, ero stanco, avevo le gambe irrigidite e non potevo fare la genuflessione, ma no... giù, e l'ho fatta fino a terra. E’ così che bisogna fare... Bisogna dare importanza a queste cose. State attente, non fate quei segni di croce che sono goffaggini ... ; mai aver fretta; farli proprio bene; piuttosto è meglio non farli. Imparate quest'oggi, come frutto di questa Sacra Ordinazione a prendere amore a queste piccole cerimonie.

Nell'Antico Testamento Iddio aveva detto che tenessero,ben conto delle cerimonie. Guardate bene di non negligentare le cerímonie che vi comando. Una volta l'arca pareva cadere e uno che aveva tentato di sostenerla restò subito fulminato dal Signore, perché non aveva messo i guanti prescritti. Certuni vengono poi duri (di cuore) perché non osservano bene le sacre cerimonie. Quando si funziona bisogna, tornando dall'altare, poter dire: « Mi pare che non ho lasciato niente, mi pare d'aver fatto tutto bene ». Niente di più importante della S. Messa. Non posso vedere quei preti che appena tornano dalla Messa guardano l'orologio per vedere se non hanno oltrepassato il tempo.

 

Fare i segni di croce bene, anche al S. Vangelo. Queste cose sono prescritte dalla Chiesa per la S. Messa. Prima cosa ci insegna a fare il segno della S. Croce. Bisogna tener tutte le dita unite insieme. (Il nostro Ven.mo Padre c'insegna a fare il segno di croce). Bisogna dare importanza a queste cose. S. Teresa per la minima cerimonia della Chiesa sarebbe stata disposta a dare la vita. C'era fede lì dentro!...

La genuflessione fatela bene; perché siete donne dovete farla solo fino a metà? Quando sarete in Africa sarete anche sacrestane e, diceva il P. Superiore, se voi non sapete fare bene il segno di croce, i neri dicono poi: Guarda quella lì non sa fare le cerimonie.

 

SR. EMILIA TEMPO

(Due sacerdoti nuovi) Pregate perché questi sacerdoti nuovi corrispondano.

Non crederci necessari alla comunità; non come quei frati che dicevano: Ci tratti bene, se no andremo via e lei non sarà più Padre Guardiano.

Via, via, niente roba per metà. 0 roba di prima classe o niente. Io non voglio tante classi. Non è che non debba esserci niente, ma combattere; bisogna combattere.

Le S. Cerimonie, o non farle, ma se si fanno, farle bene.