17 marzo 1907

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Auguri di S. Giuseppe (17 marzo 1907) Congratulazioni agli Ord.ti Diaconi

Vi ringrazio ... Uno di voi paragonò la battaglia che il nostro isti­tuto muove in Africa contro il demonio alle lotte giudaiche dei Macca­bei. Ben applicata la similitudine! Se io devo imitare il padre Mattatia, voi dovete ricopiare in voi la fede e lo zelo dei figli: Giuda, Gionata, Simone ecc. Essi ebbero vera vocazione e furono dal Sommo Sacerdote loro padre inviati...; e con quale spirito e fortezza! Sollevarono il pre­stigio d'Israele, e diedero tutti la vita per la S. Legge di Dio. - Non co­me quei sacerdoti invidiosi della gloria loro, che ... fortiter facturos in bello...; non enim erant de semine virorum illorum per quos salus facta est in Israel. - Ci vuole vocazione e corrispondenza.

Ma io sono oggi venuto tra voi per fare con voi i miei complimenti ai novelli Ordinati (Diac. Balbo, Savio; Tons. M. Sudd. Gamberutti).

Temo che qui dentro non si faccia abbastanza attenzione, e non si dia tutta la dovuta importanza alle frequenti grazie che il Signore ci fa colle S. Ordinazioni. - Per un paese, per una comunità è segno di predi­lezione divina la S. Ordinazione. Pel nostro istituto è poi prova che il Signore gli vuol bene, vuol sostenerlo e moltiplicarlo. Avete mai ben pensato a questa grazia speciale? noi che formiamo un solo corpo, di cui siamo membri, e godiamo di una vita comune? Per fermare sfosserà la mia considerazione al Diaconato, osservate quante volte in pochi an­ni il Signore già ci fece tale grazia... Ma per venire alla pratica vediamo quali sono le qualità che deve avere un Diacono. Ciò servirà a noi che già ne siamo ornati di eccitamento ad accrescere nelle virtù proprie di tale stato; a voi che vi aspirate a prepararvi bene a quel giorno fortuna­to.

Negli Atti degli Ap. sono notate cinque le qualità richieste pei Dia­coni: 1) viri boni testimonii 2) pieni Spiritu Sancto,3) vir plenus fide; 4) viri pleni sapientia; 5) plenus fortitudine. - Ripieni di tutti questi doni.

1) Anzitutto è necessario che abbiano buona testimonianza tra co­loro con cui convivono: considerate viros ex vobis boni testimonii septem (Act. VI, 3). I vostri superiori e i vostri compagni possono e po­tranno fare o pensare di ciascuno bene, in modo da stimarvi degni del S. Ordine? Oh il giudizio dei compagni con cui convivete val molto! Dalle vostre azioni e dalla vostra condotta ben possono giudicare se sie­te ripieni di spirito santo, ripieni di fede, ripieni di sapienza e ripieni di fortezza. Procuratevi questo favorevole giudizio, che di ognun di voi possa dirsi con verità che queste virtù possedete non in parte e qualche volta, ma con pienezza da essere da tutti conosciute ed ammirate. 2) Pieni di Sp. S., cioè della grazia santificante, che sia in voi come abito, sì che vi traspaia in tutto il vostro vivere. Non ripieni di peccati e difetti abituali, senza emendarvene mai. 3) Plenus fide. Ah! la Fede deve in­formare tutta la persona, anima e corpo, da vivere come il giusto di fe­de. Via quindi i pensieri ed affetti mondani.. 4) Pleni Sapientia, di scienza necessaria acquistata con spirito di Dio, che ci fa assurgere a Lui, e quindi la sapienza. 5) plenus fortitudine. Ciò è necessario spe­cialmente pel diacono missionario: fortezza nel vincere le difficoltà, nel prepararvi colla disciplina e poi per lavorare bene nelle Missioni...

E notate che di tutte queste virtù bisogna essere pieni... Es. : S. Ste­fano e S. Lorenzo - S. Vincenzo Diac. e S. Franc.  d'Assisi.

P.U. Costa, Quad. I, 153

Rev.mo Sig. Rettore - 17-3-1907 - Torino

Sono venuto a rallegrarmi coi nostri nuovi Ordinati. Ogni volta che qual­cuno viene ordinato in questo Istituto, sia per la Tonsura, Ord. Min., Sudd., Diac., e poi, Presbiterato, è per me una festa; è come una conferma del nostro Istituto, è una grazia straordinaria che il Signore ci fa.

Io voglio oggi parlarvi del solo Diaconato (erano stati ordinati al 16 mar­zo, della domenica Sitientes un Sudd. e due Diac.). Le doti che si richieggono nel Diacono sono, secondo la S. Scrittura, cinque:

 

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1) Vir boni testimonii, che abbia buona testimonianza da tutto il mondo, e per noi dalla comunità, in maniera che tutti possano dire: sì, colui è proprio degno del Diaconato. Noi che l'abbiamo ricevuto dobbiamo procurare di me­ritar sempre tal testimonianza; e quelli che l'hanno ancora da ricevere bisogna che si preparino bene, che possano dire nella loro coscienza; tutta la comunità potrebbe dir di me "Si colui è degno". Questa veramente è una dote piuttosto estrinseca, ma suppone l'esercizio delle virtù, perché di uno che senza pur dar scandalo, non dia però edificazione, non si darebbe tal testimonianza.

2) plenus fide, che gli altri possano dire: vedi come vive di fede, come pre­ga bene...

3) plenus gratta, non bisogna solo non aver vizi, ma essere pieno di gra­zia; una grazia corrisposta ne attira un'altra, come il denaro ben trafficato ne produce dell'altro.

4) plenus sapientia: sa giudicare le cose dai tetti in su, non secondo le cor­te viste umane.

5) plenus fortitudine: se questo dono è necessario nei Diaconi in genere, l'è tanto più nei Missionari.

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