30 maggio 1907
P.U. Costa, quad. I, 66-67
Festa del Corpus Domini (30-5-1907)
Questa è la solennità delle solennità. Stamattina ho cantato io Messa so­lenne al Duomo, l'ultima del mio mese, e fui molto contento; si capisce perché era la Festa del Corpus Domini, ma specialmente perché ho consecrato io l'Ostia che starà esposta per tutta l'Ottava; un giorno di questa settimana voi pure andrete ad adorarla.
(Lamentasi poscia della mancanza di fede, di riverenza, di premura, ecc. nella processione in città): in Africa alla processione del Corpus Domini farete meraviglie. Eh... qui non c'è più quella fede.
Pensare che N. S. ci ha fatto questo bel regalo. Questa solennità vera­mente è al Giovedì Santo; ma dietro la rivelazione di S. Giuliana, Papa Urba­no IV istituì questa festa e ne fe' comporre l'Uffizio da S. Tommaso, Uffizio così bello, che S. Francesco di Sales aveva chiamato il permesso a Roma di re­citarlo nella sua Diocesi, in tutti i Giovedì liberi. "Quando porto il SS., diceva egli, mi sento tali sentimenti, che non posso quasi rattenermi dal piangere".
Questa deve essere la festa del cuore, della riconoscenza. Dobbiamo dire di cuore: Sacrum convivium! Quando andiamo a pranzo e poi ritorniamo là, diciamo: questo sì che è un vero convito! Ditele con cuore, con trasporto.
In quo Christus sumitur: Nostro S. Gesù C., vi è realmente come è in Pa­radiso.
Recolitur memoria Passionis Eius: "Quotiescumque manducabitis pa-nem hunc et calicem bibetis, mortem Domini annuntiabitis, donec veniat". È la rinnovazione del Sacrifricio della Croce. Uno dei migliori metodi per ascol­tare o celebrare bene la S. Messa, è pensare alla Passione di N.S. - quando al­ziamo l'Ostia, pensare che N.S.G.C, fu alzato sulla Croce.
Mens impletur gratia: L'anima deve ricevere non un po' di grazia, ma la pienezza (riceviamo l'Autore della grazia), quanto può tenerne... Alla Comu­nione dovremmo divenir gonfi di grazia, anima e corpo, non aver più luogo ove stia altro - tutto grazia.
Et futurae gloriae nobis pignus datur. È un pegno; voleva lasciare qualche cosa, e finì col lasciare Se stesso. Prima abbiamo il Paradiso in terra. Un'ammalata mi diceva in questi passati giorni, che le rincresceva morire, so­lo perché non avrebbe più potuto assistere al SS. Sacramento. Io le disse (sic) che pregasse il Signore a darle il suo Paradiso attorno al S. Tabernacolo, insie­me agli Angeli che vi adorano continuamente il Signore.
Dice S. Agostino: Cum esset omnipotens plus dare non potuit. Cum esset sapientissimus plus dare nescibit. Cum esset ditissimus plus dare non habuit.
In quo sunt omnes thesauri sapientiae et scientiae Dei...; "Cum ipso omnia nobis donavit".
Quando entreremo in Paradiso avremo N.S. con noi. L'Ufficio è tutto trasporto, è tutto una gioia: Sacris solemnis, ecc. Pange lingua, etc. Bisogna proprio che eccitiamo noi medesimi: su, su.
(Poi traendo da una predica fatta 30 anni prima per la stessa occasione in Seminario); Felici voi, se frequenterete la S. Comunione colle dette disposizio­ni. (1°. evitare il peccato mortale... guai! 2°. anche il pecc. veniale - staccarne il cuore: quel capriccio, quell'atto di superbia, quell'intenzione di trasgredire quella regola) - Gesù ci fortificherà per salire il monte del Sacerdozio - così fa­cendo voi salirete forti all'altare. Cominciate adesso ad avere confidenza col Signore.
Non v'è obbligo - guai a chi vi andasse solo per rispetto umano - Deside­rio desideravi - Quando sarete nell'Africa, questo sarà il cibo che vi sostente­rà.
S. Francesco Saverio andava a riposarsi in Chiesa avanti al SS. Sacra­mento, ove s'addormentava.
Vorrei farvi tutti devotissimi di N.S. Sacramentato. Vorrei che i vostri oc­chi fossero così fissi, cosi penetranti, che vedessero Gesù là entro... non è mica impossibile... ci vuol fede! - Quando si entra in Chiesa, subito lo sguardo al Tabernacolo - Lasciar parlare N.S.: sei un po' pigro, tenace di volontà, non fai proprio tutto per Me.
Certuni vogliono sempre pregar loro, non lasciar parlare il Signore. Il Ven. Olier per formare bene allo (sic) loro stato i suoi Sulpiziani, diede loro quai mezzi, la divozione a Gesù Sacramentato ed a Maria SS.
È il sole: tutto è attorno e diretto a Lui. Dunque siate divoti di N.S. in Sa­cramento - Verrà a consolarvi.
Devozione viva, piena - bisogna vivere di fede.
Ostacoli: Superbia - Difetto della bella virtù - certa gente sta poco in Chiesa - hanno paura che il Signore veda.
Fatevi puri, allora sosterrete quegli occhi purissimi, divini. Siate innamo­rati - Nella casa nuova voglio che nell'Infermeria vi siala S. Messa, affinché chi vuole, abbia comodità di comunicarsi. Sia la nostra divozione principale. Passiamo lì. N.S. è li per noi.
Quando c'è Nostro Signore, tutto si spiega ai piedi di Gesù! Io sono tuo pegno, io ti pagherò.
La Comunione è assolutamente libera. Mai dire: gli altri la fanno... io non farla...
Parlando del Processo di Beatificazione del Ven. D. Cafasso: ho intro­dotto questo processo, posso dire, non per affezione o parentela, ma pel bene che può produrre l'esaltazione di quest'uomo, affinchè coloro che leggeranno le sue virtù, divengano bravi Sacerdoti, bravi cristiani, e voi bravi Missionari.