6 settembre 1908
1908 - Parole per la Partenza di D. Merino
(Santuario di S. Ignazio 2 Sett.) (1).
L'odierna
funzione in questo Santuario sotto la protezione di S. Ignazio ci richiama quella con cui il Santo mandava nelle
Missioni delle Indie S. Francesco Zaverio. Sebbene nè io, nè tu, o caro sacerdote, siamo santi, io
tuttavia ho la stessa potestà di S. Ignazio in questo atto, e tu ricevi lo stesso mandato di S. Francesco. Anch'io
a nome del Papa ti mando alla Missione del Kenya; e tu partirai a nome del Papa. E perciò ambedue operiamo a nome
di Dio e per continuare l'attuazione di quelle parole di N.S.G.: euntes, docete omnes gentes.
Sortirà la nostra presente funzione lo stesso esito di quella di allora?
Così dovrebbe essere, e lo sarà certamente, se alle invocazioni che per te elevai al Signore, seguirà
in te la debita corrispondenza alla divina vocazione. E come? Se seguirai gli esempi di S. Francesco
Zaverio, o meglio di N.S.G.C., su lui si modellarono S. Francesco ed i degni mis-sionari di tutti i
secoli.
Orbene N.S.G. C. nella Sua vita apostolica esercitò a
nostro esempio tre virtù principali, che sono come i caratteri dell'uomo apostolico. Lo dice il nostro
Venerabile Cafasso, che lo predicò tante volte da quest'altare. N.S.G.Cr. ebbe: lo spirito di preghiera, lo
spirito di mansuetudine e lo spirito di distacco. (V. Pred. Ven. Cafasso - Med. Vita pubblica).
1. È falso il concetto di chi pensa all'apostolato come andasse a viaggi di
diletto e di avventure. Ben altra idea deve farsene il missionario. N. Signore si preparò alla Sua Celeste missione
colla preghiera nella casa di Nazaret e prossimamente con quaranta giorni nel deserto. Durante poi le sue
fatiche apostoliche si ritirava di tanto in tanto a pregare, e vi passava anche le notti intiere: erat
pernoctans in oratione Dei. E durante il lavoro apostolico sollevava sovente gli occhi e la mente al Suo Eterno Padre.
Perché così fece Gesù, che essendo Dio era sempre unito al Padre, quindi non aveva bisogno di tali
esterne dimostrazioni di preghiera? Risponde S. Ambrogio: tibi species (V. Pred. cit.). Che pensare, che dire di
quei missionari che credono di adempiere all'offizio di apostolo con girare, lavorare e fare molte cose e molto
rumore, lasciando perciò o diminuendo gli esercizi di pietà colla scusa del molto lavoro?
Gesù aveva più a fare che noi..., doveva in tre anni compiere la Sua missione ben più alta ed estesa
della nostra, eppure si ritira e prega, e con ciò non teme di perdere tempo o sottrarlo al maggior bene
delle anime per cui era venuto dal Cielo, e di cui era sitibondo. No, Gesù non la pensa così. Poveri quei
missionari che credono di saperne più del nostro Divin Redentore! Essi dimenticano di essere puri strumenti
della grazia di Dio per salvare gl'infedeli; attribuiscono praticamente alle loro industrie e fatiche un esito che
essenzialmente dipende dalla grazia di Dio, e questa ordinariamente non s'ottiene che per la preghiera ed unione con Dio.
Non così ad imitazione del Divin Redentore faceva S. Francesco Zaverio, il quale, come leggiamo nella sua vita era
assiduo alla preghiera tra tante fatiche, e quando non aveva potuto dare alla preghiera tutto il tempo che bramava,
passava le notti intiere ai piedi di Gesù Sacramentato, prendendo anche il breve riposo presso il Tabernacolo.
Tu, o mio caro, imiterai il gran Santo e più Gesù stesso: tibi datur species... Porrai tutto
l'impegno nel ben celebrare la S. Messa con convenienti preparazione e ringraziamento, reciterai a tempo il
S. Breviario, non usando che in caso estremo delle dispense che vi sono concesse, attenderai alla S.
Meditazione e troverai tempo a tutte le altre pratiche dell'istituto.
2. Altra lezione che deve il missionario imparare da N. Signore sì è la dolcezza e
mansuetudine. Virtù questa necessaria a tutti che hanno a trattare coi prossimi, ma specialmente ai
religiosi ed ai missionari. N.S.G. Cristo rivolse a tutti quelle parole: discite a me:
imparate... Egli fu dolce e mansueto cogli Apostoli rozzi ed ignoranti, e specialmente coi peccatori,
sicché fu perciò detto amico di loro e perciò anche calunniato. Gesù fu sempre con tutti
mansueto e quando gli Apostoli volevano tirare il fuoco dal Cielo per incenerire quella città che non lo volle
ricevere, che disse loro? Nescitis cujus spiritus estis; Non sapete...
Solo coi Farisei e coi profanatori del tempio cambiò modo senza tuttavia
perdere la mansuetudine, e lo fece per vero zelo di Dio e della Sua legge. Tuttavia, nota qui un autore (Nepveu, Sp. del
Crist, p. 204) non si convertirono costoro, segno non essere questo la via della conversione. Sono i maomettani, i
calvinisti che usarono la forza per far abbracciare le loro religioni; al contrario fecero gli Apostoli ed i
missionari di tutti i tempi sino al B. Pietro Chanel, del quale in questi anni (sic) dovete imitare l'esempio...
E qui tollerate ch'io con vero dolore riprovi altamente qualche nostro missionario perché ad onta delle mie
continue raccomandazioni si lasciò andare a dire parole dure ed anche a percuotere qualche nero. Ne piansi alla
notizia, e pregai il Signore di far dimenticare ai poveri neri la cattiva impressione, per cui anche appellavano
padre cattivo il delinquente. Dirà taluno che si fa presto a raccomandare la mitezza, ma bisogna essere là,
provare la testardaggine e malignità dei neri, che solo piegano alle percosse e minaccie; che sono come
bestie, che non temono che il bastone. E poi non si offendono pel modo duro, e continuano a volerci bene... Tutto
falso è da condannare...Nescitis cuius sp. estis. Si ubbidisca alla parola dei superiori e di Dio, e
basta.
Tu, caro figlio, proponi in questo momento e
rinnova il proponimento ogni mattina dopo la S. Comunione di volerti conservare dolce e mansueto nonostante tutte le
occasioni e gli ostacoli, e stima perduto quel giorno, quell'ora, nel quale mancassi al grave proposito. Se ti
assalissero moti di collera, dì al Signore: vim patior Domine responde pro me, e tosto si
calmerà il tuo cuore nel silenzio.
3. La terza
virtù caratteristica del missionario, è il distacco da tutto e da se stesso per non cercare che Dio e la sua
S. Volontà. Ora tu lasci la patria, i parenti ed ogni cosa del mondo civile, e ne fai con
generosità il sacrifizio. Sta però fermo, ed attento perché altri attacchi non
sottentrino ai primi, attacco a certe comodità, a preminenze ed alla propria volontà. La Divina
Provvidenza per mezzo dei superiori pensa a voi, ne vi lascierà mancare il necessario; ma voi non dovete cercare il
superfluo e la ricercatezza nel vitto, nelle vesti, nelle abitazioni ecc..; assuefarvi possibilmente ai cibi locali e non
cercare cibos ultramarinos, come dice la S. Congregazione. Come fa pena aver sentito nei passati giorni
frequenti parole di critica contro chi ha l'uffizio in missione di distribuire le robe...; quasi il medesimo potesse
e dovesse contentare tutti i gusti e capricci, o non piuttosto eseguire gli ordini del Superiori (sic), informati
alle necessità ed alle esigenze della S. Povertà che i missionari hanno professata. Certamente N.S.
Gesù C. nel mandare gli Apostoli e discepoli a convertire il mondo non li fornì come noi i nostri
missionari. Il S. Vangelo ci dice ch 'essi andarono sine pera...; eppure loro mai mancò qualche cosa, e
risposero interrogati da Gesù: nihil, nulla mai essere loro mancato del necessario. Così
succederà a voi. Che se talora non si potesse avere anche qualche cosa necessaria, e non si potesse avere
subito, si ricordino i nostri missionari di avere fatto voto di povertà, il cui spirito esige che si
provino gli effetti di tale virtù, che si sopportino con pazienza anzi con gioia.
Quindi, mio caro, via dalla tua testa il cercare tè stesso ed i tuoi gusti, ma
solo la gloria di Dio e la salute delle anime: quaerite primum... ; da mihi animas, coetera tolle: Dio solo e
anime... Ecco i tre ricordi che ti lascio: lo spirito di...
Tienli preziosi nella mente e mettili in pratica, e riuscirai un degno missionario, vero erede dello spirito dei
santi missionarii che ti precedettero: hoc fac et vives...
Ed ora parti per la Missione che Dio assegnò ai missionari della Consolata. Va e porta con
te le benedizioni più copiose che io imploro su di te e sui cari figli lontani. Porta loro i più vivi saluti
dei fratelli minori che qui attendono a prepararsi. Dì ai missionari che sempre li ricordiamo e li amiamo
in Domino. Essi lavorano e noi preghiamo perché il bel Kykuju presto sia tutto cristiano.