1 maggio 1913
Quad. VIII, 37-38
Ascensione (1 Maggio). A tutti
Oggi basta per nostra meditazione tenere presenti le parole di N. S.G.C.: vado parare vobis locum.
Come consola!... Sì, Gesù ci tiene preparato questo luogo in Paradiso; per me, per ciascuno di voi, solo
che lo vogliamo. Il Ven. Cafasso ad una penitente diceva: in paradiso c'è anche un posto per lei; ed essa tanto
paurosa si rasserenava e colla certezza di tanto bene moriva in pace. Cresce però per noi missionarii la
gioja e il conforto perché per noi Gesù prepara un posto non comune, ma distinto; non tra i bambini e i puri
cristiani, ma tra gli Apostoli: come soli splendenti di gloria acquistata nelle fatiche per salvare anime. Ubi
sum ego illic et minister meus erit. Questo pensiero ci deve far coraggio a farci degni missionarii, a faticare
per poco in questa breve vita per poi godere tanto in perpetuas aeternitates. Così ben la pensarono i
Santi: S. Ignazio: sordescit mihi tellus, dum coelum aspicio: S. Franc. d'Ass. tanto è il bene
che aspetto, che ogni pena mi è diletto. Coraggio, miei cari, oggi e sempre nel mirare il bel Paradiso di
Gesù e nostro: Vos qui permansistis mecum in...
Gesù
partendo pel Paradiso disse agli Apostoli che non li avrebbe lasciati orfani, ma che ritornerebbe non relinquam vos
orphanos; veniam ad vos nella persona dello Sp. S., il che essere loro conveniente per compire la loro educazione
all'Apostolato: docebit vos omnem veritatem ecc. Le stesse parole oggi Gesù rivolge a noi; e come agli
Apostoli ci dice di ritirarci a fare una novena per disporci a ricevere lo Spirito Santo. E noi
imitiamo gli Apostoli, che ritirati in Gerusalemme:
erant
perseverantes unanimiter in oratione cum Maria Matre Jesu.
Tre cose fecero gli
Apostoli, e dobbiamo fare noi per prepararci a ricevere lo Sp. S.: spirito d'orazione, carità
vicendevole, e ricorso all'intercessione di Maria SS. — Non basta pregare in certi tempi determinati,
mattino, sera, prima del pranzo e della cena, bisogna pregare sempre: oportet semper orare; coi sospiri e
giaculatorie lungo tutto il giorno, e svegliandosi di notte... Così uniti a Dio saremo forti contro le tentazioni,
ed attireremo le grazie di Dio sui nostri doveri.
Carità; via in
questi giorni i piccoli dissapori e malumori, tutti volersi bene; via le ripugnanze ai difetti morali o fisici: siamo
un corpo morale, che come nel fisico ogni parte s'interessa delle altre parti, ecc. — Intercessione di
Maria SS. che molto aiutò gli Apostoli ad ottenere l'abbondanza dei doni dello Sp. S.; oggi cominciamo il
mese di Maria;
facciamolo bene, invochiamola, onoriamola e facciamogli
fioretti; Essa ci aiuterà... (Estraz. Fioretti).
P.P. Albertone, quad. V, 85-93
1 Maggio 1913
(Festa dell'Ascensione)
(Conferenza in salone a tutti dell'Istituto)
(Domanda ad
un giovane): Sai perché oggi non avete avuto la predica? Sapete perché? Vedete: io questa mattina non ho
avuto neppure tempo a far meditazione, avuto da confessare!... Basta dire Ascensione e la predica è già
bell'e fatta; oggi non è necessaria, basta annunziarlo. Gesù ha dato gli ultimi avvertimenti agli Apostoli
ed è partito, ha lasciati gli Apostoli come estasiati che guardavano, ed ecco gli Angeli che dicono loro: Viri
Galilei, quid statis aspicientes in Coelum? Orsù egli è salito al cielo e voi fate quello che Egli vi ha
detto. Gli Apostoli ritornarono in Gerusalemme.
Gesù era vissuto 33 anni;
era morto, risuscitato, salito al cielo alla destra del Padre. Per sé solo? No: non relinquam vos orphanos —
Vado parare vobis locum. La festa di quest'oggi è la festa del Paradiso; il nostro cuore è con
Gesù, montiamo anche noi con lui. Vado... un bel pensiero!...
Gesù è lassù. Conviene che io vada. Expedit vobis ut Ego vadam. Voi siete mesti, ma: Si
non abiero Paraclitus non veniet ad vos. Expedit vobis, conviene: voi avete più bisogno ora dello Spirito
Santo che di me.
Combina colla novena dello Spirito Santo sopra gli
Apostoli.
Prima di tutto adunque dobbiamo fare un atto di fede: Credo che siete
in Cielo e siete andato a prepararmi un posto, ma un posto di Missionario, non una sedia o uno sgabello, ma un
seggiolone.
Oh, un Missionario! Ricordate il fatto di S. Ignazio. Come pensavano
i Santi. Il Signore per quelli che salvano anime prepara un posto bello. Sant'Ignazio domandò un giorno ad uno suo
padre se preferirebbe il Paradiso subito o salvare ancor un'anima e mettere a repentaglio ancora la sua salute, e quel
Padre scelse il Paradiso. Ma S. Ignazio gli rispose: No, io lascierei il Paradiso e la certezza di esso per salvare
un'anima. Voi ne salverete tante! Più anime si salva, più meriti, più premio in Paradiso! Non solo
stelle, ma i Missionari saranno tanti soli, tante stelle fisse, con tutt'intorno le anime salvate.
Se si sapesse che cosa vuol dire essere Sacerdote o Coadiutore missionario tutti vorrebbero
esserlo. Noi ne siamo assicurati dal Signore, un posto da Missionario!
Quando c'è da fare qualche piccolo sacrifizio pensate al Paradiso. E non solo come Missionari, ma
bisogna ancora usare i mezzi per diventare santi. Sordescit tellus quando coelum aspicio. Tanto è il bene che mi
aspetto che ogni pena m'è diletto. Disprezzare la terra. Soffrire volentieri; se non dite:
ogni pena m'è diletto, dite almeno: Lo soffro per amor di Dio.
In Paradiso avremo un posto più bello: "Vado parare vobis locum". Il
Paradiso è per noi, purché ne abbiamo il desiderio: ce l'ha promesso, ce l'ha guadagnato. Ma ricordate:
stella a stella differì. Noi dobbiamo essere come soli nell'estate che illuminano e riscaldano.
Quella santa che diceva: Che in Paradiso vi sia uno più in su di me, lo credo; ma
chi ami il Signore più di me, non so se lo sopporterei!... Bisogna lavorare, desiderarlo. E comoda vita avere
il Paradiso adesso, così presto, lavorare 40 o 60 anni. Io guarderò dal Paradiso, che non aprano le
porte tanto presto. Certo, il Paradiso del Missionario è il più bello di tutti. I Certosini si
alzano a mezzanotte, estate e inverno, eppure noi siamo sopra tutti. Avete mangiato, dormito, come va? Vedete:
c'è il diritto di passare in professione più stretta, ebbene un Certosino potrebbe venir Missionario, ma un
Missionario non potrebbe farsi Certosino, perché è più perfetto essere Missionario che Certosino, e
si discenderebbe.
Lo stato di Missionario è il più perfetto. Un
promesso Missionario non può andare in un altro non missionario, può montare, ma il Missionario ha
già ottenuto tutto. Uno dei nostri missionari che volesse andare in quei frati tanto penitenti non può:
questo è per dire che se sarete buoni in Paradiso sarete più in su!
Il mese di Maria è già cominciato; è già passato un giorno, un trentesimo (1/30) del
mese; spero che abbiate fatto qualche cosa. C'è anche la novena dello Spirito Santo. Quando gli Apostoli furono
mandati in Gerusalemme, erano tutti insieme: Cum Maria Matre Jesu. Così dobbiamo fare noi. Si sono radunati:
unanimiter: tutti d'accordo, i Discepoli e la Madonna in mezzo.
Fate questa
novena colla Madonna. Quali sono i modi per farla bene? È importantissimo. Gli Apostoli dopo tre anni erano ancora
pieni di difetti; disputavano: quis videretur esse major. Ambizione petulante: tutti scapparono via e Pietro l'ha
rinnegato. Dopo 3 anni... E in 8 giorni di preghiera, lo Spirito Santo li ha trasformati, li ha cambiati.
Il Signore volle fare la diffusione della grazia per mezzo dello S. Santo. Egli farà
ciò che io non intendo fare. Se la fate bene potete essere cambiati. Ora superbi, senza carità, pieni di
difetti, ma lo S. Santo: in alterum virum, bisogna fare come gli Apostoli e la Madonna: erant perseverantes unanimiter cum
Maria Matre Jesu in oratione.
Pregate bene, sospirare: Emitte Spiritum tuum et
creabuntur. Veni, Sancte Spiritus, Pater pauperum... Tutte quelle belle frasi che canterete.
Lo spirito di preghiera. "Oportet semper orare", non sempre colle mani giunte e in ginocchio, ma
lungo il giorno, in ricreazione, non passar la giornata con la testa in aria.
Ricordare l'ora di guardia. Se l'orologio suonasse fino ad ogni mezz'ora uno si ricorderebbe, ma anche senza
orologio. Cominciare a pensare a Gesù quando si va in chiesa: Ante orationem prepara animam tuam. Dopo la
ricreazione un bisticcio, lo porto vivo là in chiesa e che non posso stare raccolto. Pensare che Gesù
ci aspetta, fuori i pensieri inutili. Pigliate l'acqua benedetta con divozione, fate la genuflessione guardando il
Tabernacolo, atto di fede, e poi se vengono delle distrazioni involontarie, non sono peccati. E nelle preghiere stare
attenti almeno a qualche parola: Sancta Maria, ora pro nobis nunc, adesso. Non si può pensare sempre, fare
lo sforzo, ma di tanto in tanto. Aver lo spirito di preghiera, lungo la giornata, diciamo una giaculatoria, anche
cogli altri: uno non osa, l'altro non osa; fare come S. Luigi: un altro avrebbe lasciato tutto, egli no, ubbidienza; fare
bene quello che si fa.
Suor Maria del divin Cuore desiderava tanto che
Gesù stesse in lei, che il Signore le rivelò che sarebbe rimasto in lei corporalmente da una Comunione
all'altra.
Vorrei che foste potenti da domandar questa grazia. Se si
moltiplica, perché non può anche fare il miracolo di rimanere in noi? "Ma, come mi tratterai?
" dice Egli, "Non dimenticarmi delle ore: Adorazione, Amore, Ringraziamento". Io voglio che veniate,
che preghiate tutto il giorno. In questa novena specialmente: Veni dator munerum! E’ così bello! Fatene tante
giaculatorie. Desiderare e pregare.
1a cosa: A proporzione del
desiderio. Se si ha desiderio grosso, viene, viene pieno di virtù. In aestu temperies! Tempera il fuoco delle
nostre mancanze di carità, di superbia.
Pregare tutto il giorno e tutta
la notte; nella notte si lascia l'Angelo Custode.
Poi: unanimiter, sempre
d'accordo. Voi che dovete portare il fuoco della carità... Lo Spirito Santo non viene negli invidiosi, coi maligni
coi compagni;
dovete voler bene a tutti i compagni, fate l'esame di coscienza;
voglio bene a questo? E a quello? Di più: non tutti ugualmente. Quello fa una bella figura negli esami, ah, se
fosse l'altro, si,... Fate l'esame di coscienza. Con uno c'è sempre da lottare, con un altro no. Devo pensare a
me. In questa novena ci vuole carità. Perché in ricreazione ho sempre da bisticciare con quello? Non lo
manifesto, ma c'è nel cuore; voler bene a tutti, tutti lo stesso. Farei per loro qualunque sacrifizio? Sono
contento del bene suo come del mio? Che riesca bene? Per ricevere lo Spirito Santo ci vuole carità molta. Per
esempio: Se fa male il dito grida la lingua. E in pratica noi siamo cosi? Quando un compagno non istà bene,
dobbiamo sentire come cosa nostra. Ma nell'esame credo che siete tutti un po' maligni. No, "cor unum et anima
una", sempre, ma specialmente ora.
3° "Cum Maria".
C'è la Madonna in mezzo. Ora che è il mese di Maggio, ci ottenga lo Spirito Santo. Ciò che
Iddio può coll'onnipotenza, essa lo può colla preghiera.
Tutto
quello che fate dovete indirizzarlo a ricevere lo Spirito Santo. E dopo non che parliate tutte le lingue, ma che
sentiate d'essere umili, chiamare scusa, fare qualunque sacrifizio come S. Placido e Benedetto.
Come quei due preti che erano sul bastimento che è andato a fondo, che pregati a
mettersi in salvo risposero: No, finché ce n'è uno in pericolo noi staremo qui. Noi dobbiamo dare
l'ultima assoluzione, e sono morti lì.
Bisogna avere tanta carità
da dare la vita; non come i protestanti che hanno da curare la pelle, moglie e figli. Invece io sono un Missionario e
sono votato a dar la vita per la salute delle anime, morire pel Signore. Ma se non siete buoni a vincere un
bisticcio, a fare un piacere, ah, che sorta di Missionario che pensa solo a sé.
Preghiamo la Madonna che ci aiuti, carità vicendevole. — Esame di coscienza se nei pensieri,
parole, opere; se sono stato geloso; e sopratutto pregare. Domandate che tutto sia nuovo, una creatura nuova. Emitte
Spiritum tuum et creabuntur, et renovabis faciem terrae. — Leone XIII l'ha indulgen-ziata 7 anni e sette
quarantene. Le giaculatorie hanno per lo più 300 giorni, e questa 7 anni e 7 volte 40; applicatele anche alle anime
del Purgatorio.
(Dando i fioretti di maggio)
Adesso, vedete, lo diremo alla Madonna, ci darà questo biglietto, è quello
che desidera facciamo; preghiamola e prendiamolo proprio da Essa.- (Dati i biglietti).
Fate bene questo mese, bene la novena e l'ottava. Poi ci sono i sabati della Consolata.
Se non state buoni con tanti aiuti... "vas vacuum et implebo illud". Spalancare
la bocca, ma non la bocca, il cuore, un vaso, desiderare lo Spirito Santo. Tutto il bene che facciamo è
tutt'opera del Signore. Repleti sunt omnes, parlare col Signore.
Preghiamo
anche il Venerabile Cafasso. Una volta un penitente che non voleva lasciare le occasioni prossime... e era lì
indifferente, e quasi si burlava; "non volete darmi l'assoluzione, ne faccio senza". Se ci fosse stato Don
Cafasso, pensavo tra me, oh. Don Cafasso convertitelo! Poi mi volgo, ed egli piangeva; e si convertì. Si sente
la grazia! E continuò poi bene, ed ha dovuto fare dei sacrifìzi.
San Paolo custodiva le vesti di quelli che custodivano le vesti (sic) di coloro che lapidavano S. Stefano:
non solo lapidava come uno, ma come tutti. Pieno d'ira era andato a Damasco ut vinctos perduceret; e con gioia faceva i
conti sulla sua malignità, e sulla via di Damasco il Signore lo gettò a terra: Saule, quid me persequeris?
Il Signore quando parla, parla efficacemente. E San Paolo risponde:
Domine, quid vis me tacere? Ha cessato da tutte le malizie ed il Signore in un momento da un persecutore ne ha
fatto un agnello, ed ha dato la vita per l'amore di Nostro Signore e diceva: Chi non ama Gesù Cristo sia
scomunicato.