7 settembre 1913
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Quad. IX, 1
Dom.
XVII (Epistola)
(1913 - 7 Sett.) (Alle
Suore)
S. Paolo scrivendo ai fedeli di Efeso li
esorta, anzi li scongiura a camminare degnamente nella vocazione, a cui
furono chiamati: obsecro vos... La stessa esortazione io rivolgo a voi,
care figlie,... Voi avete ricevuto dalla bontà di Dio una
vocazione tutta particolare...; vocazione che il Signore non diede
a tante vostre compagne, forse migliori di voi...; vocazione invidiata da tante pure religiose...
Ma non basta averla e tenerla
cara, bisogna che in essa camminiate, non stiate lì ferme a goderne la preziosità: bisogna utilizzarla,
camminare nella perfezione ch'essa richiede, giacché in via
perfectionis non progredi, regredi est. es. in un torrente.
Camminare, e camminare in modo degno, conveniente alla stessa sublimità della
vocazione; trottare si da presto riuscire sante e presto perché
è breve il tempo della vostra formazione. Non perdete tempo... da
questi anni dipende...
S. Paolo soggiunge che camminiate con tutta
umiltà, e mansuetudine e pazienza, sopportandovi l'un l'altra per carità. E queste sono le virtù che dovete esercitare vivendo in comunità; sono le virtù che
rendono la casa una specie di paradiso. Essendo ogni Congregazione un corpo solo pel fine d'una stessa
vocazione, deve avere un solo spirito, come l'anima nel corpo umano;
dev'essere comune impegno il conservare questa unità di spirito. Ciò si otterrà col vincolo
della pace, per aver la quale stabilmente sono necessarie le
virtù che ho dette (V. Lett. S. Paolo).
Sia impegno di tutte.