11 gennaio 1914
Quad.IX, 18
Letture Spirituali
(16 Genn. 1914)
Dobbiamo imitare in quest'anno il nostro protettore S. Ignazio. Incominciamo dal primo atto
della sua vita di perfezione, la sua consecrazione a Dio, di cui nelle mani di Dio fu causa la lettura
di libri spirituali, della Vita di N.S. e dei Santi (V. Fatto - Scaramelli tratt. I p. 128, e Perf. Cristiana p.
485).
Le letture spirituali sono mezzi
efficaci per convertire ; mondani, e per perfezionare i giusti.
Esempi dei primi sono oltre il fatto di S. Ignazio, quello di S. Agostino e
dei due cortigiani, riferito dallo stesso S. Agostino, e di S. Giovanni Colombino. (Ved. Scaram. ivi p. 128-9 e Perf.
Crist. ivi p. 483 - 6).
Dei secondi basti il fatto di S. Gerolamo (Scar. ivi p. 130-2).
L'esperienza nostra prova tale cosa; e noi ci
sentiamo talora quasi più scossi ed animati alla perfezione dalla
lettura delle vite dei Santi e dei libri scritti dai santi e da anime pie
che dalla stessa meditazione. Dice S. Ambrogio che colla orazione e
meditazione noi parliamo a Dio, colla lettura Dio parla a noi (La perf. Cr. p. 482).
Ed è perciò che tutte le religioni prescrivono
tra le principali azioni giornaliere la lettura spirituale, come le nostre
Costituzioni, poi le tante letture di S. Scrittura, dell'Imitazione di Cristo ecc. che si fanno specialmente in
Refettorio...
Sta a ciascuno trar
profitto da tali letture, e ciò si ottiene alle seguenti condizioni: 1) S. Bernardo: si quis ad legendum accedat, non tam quaerat
scientiam, quam saporem; quella verrà dopo. 2) leggere o sentir leggere con fede, come lettera inviata dal Cielo: loquere Domine... -
3) Leggere adagio posatamente (così il lettore pubblico), con riflessione, ed anche rileggere i punti
più salienti e che sentiamo farci del bene, come pioggia minuta. - 4) Ricordare dopo ciò che si
è letto, portando via qualche sentimento per gustare dopo (Scaram. p. 132-6). 5) Registrare in un zibaldone i
detti ed i fatti che più ci commossero, e serviranno per noi e per gli altri.
P.P. Albertone, quad. V, 194-199
11 Gennaio
1914
(la conferenza inglese fu fatta dal Ch. Spinello)
Bisogna che diate una grande importanza alla declamazione per portare una predica un po' bene,
non esagerata, ma opportuna.
Non fare come quei predicatori che stanno
lì tutto il tempo fermi, e poi si accorgono che non hanno ancora mosso e
saltano dall'altra parte del pulpito. Don Sales può insegnarvi, può aiutarvi un pochino, non così
come faceva l'altra sera (Epifania, declamò su Costantino Magno)
l'argomento portava.
Certo ci vuole un po' di naturale, ed è
il Signore che lo dà; io per me non sono mai stato tanto... Davide vestito di corazza non era più capace...
questo tanto per dire, tra parentesi; se si può fare maggior bene... come per la pronunzia, guai alle
cantilene!
Un Vicecurato di Pancalieri c'è morto il parroco e
faceva già lui da curato. Pareva che dovesse essere lui l'eletto, e poi, ma ... mi dicevano: «Udisse,
ha tutti i doni, eccetto che predica con cantilene».
Star attenti
a deporre le cantilene... Quei di Giaveno una, quei di Bra un'altra; gli uni stanno sempre in aria... gli altri non so...
e si conserva e vengono in convitto... Canonico Boccardo predica bene, ma ha un
po' di cadenza... guai se uno non sta attento! via le cadenze!...
Parliamo d'altro. Ho una lettera già un po' stazionata di Don Prina. Ringraziamo il Signore; là,
dicono, che c'è un numero di Neofiti, e si fa del bene, che è consolante.-
E venendo a noi: qualche buon pensiero: studio ed imitazione di S. Ignazio. Cominciamo dal momento della sua conversione. Come con quel Libro di vite di Santi fu la causa
prossima con cui si servì il Signore per convertirlo. Base, e stabilì subito di darsi tutto al Signore,
di farsi santo Lui e tanti altri.
Dunque: lettura di buoni libri.- S. Agostino diceva: Non le lagrime di una madre, non i discorsi di S. Ambrogio,
ma la lettura di San Paolo; Egli si è convertito leggendo quel pezzo di S.
Paolo: «Non in commessationibus et ebrietatibus ecc. sed induimini
D.N.J.C.». Ed ha rotte le sue catene. Da 12 anni si sentiva non a posto, ma in modo che non sapeva emendarsi: Video
meliora, proboque, deteriora sequor.
Proprio, fu il tratto di quella
lettera che l'ha determinato: Quasi luce serenitatis infusa cordi meo omnes dubitationes fugerunt.
Importanza adunque della Lettura spirituale. Egli stesso racconta di due cortigiani
che andando a visitare un romito vi trovarono la vita di S. Antonio Eremita, e bastò questa per staccarli, erano
già vicino a matrimonio, ed abbandonarono tutto pensando: Cosa andiamo a cercar gloria, e non pensiamo al
più; e si fecero romiti.
San Giovanni
Colombino, ammogliato, tutto fatto per fare denari, andò un giorno a casa per pranzare. Sua moglie non aveva ancora
preparato: allora egli andò sulle furie, e non c'era verso di calmarlo. Allora essa gli porse la vita di Santa
Pelagia penitente, e da principio la gettò via, poi cominciò a leggerla; e quand'ella ebbe finito lui le
disse: «Ora hai fatto aspettar me, aspetta tu» e si fece santo, e la moglie diceva: «O Signore, vi ho
sempre domandato un cristiano, e voi mi avete dato un santo».
Importanza adunque della lettura. San Bernardo dice che colla meditazione noi parliamo al Signore, e colla lettura
spirituale il Signore parla a noi.-Non si mette nell'orario tanto per tener posto, ma per la nostra santificazione,
e chi non è presente alla comune, supplisca. Dicono che alle volte fa più la lettura che la
meditazione.
Non solo la lettura
spirituale, ma tutte: Sacra Scrittura, Storia Ecclesiastica, e i libri da studio
bisogna studiarli spiritualmente. In Refettorio si fa la lettura non per parlare, ma per la lettura. Domandavo ad un Padre
Gesuita, di quei di Via Barbaroux, (lì sono pochi), se facevano la lettura a tavola, «sempre» mi
disse, «e tutto il tempo». Non è necessario perdere quel tempo a
parlare. Di tutto ciò che si legge sia per noi un nutrimento spirituale. Non che sia lo scopo primo
l'istruzione, perché porta via l'effetto — come l'avvocato che studia per altri — sentiamo per noi
prima, e poi ce ne serviremo, e così va bene.
Chi legge,
legga bene, e faccia capire, adagio, a senso, bene, e senza cantilene, e chi ascolta, con buon spirito. Non essere di
quelli che il primo scopo loro è di criticare, non essere sofisti. Il popolo non critica, ma in generale il clero,
si va alla chiesa per criticare e questo porta via.
Bisogna pigliare le
cose con semplicità, e allora sì che è come una pioggia, e poi guardate pure la lingua e lo stile per
noi. Si può fare una cosa e l'altra.
San Girolamo già
ritirato a Betlemme a far penitenze ci piaceva ancora leggere Plauto, e trovava noiosa la Sacra Scrittura. E venne ammalato ed una notte si vide due uomini che l'hanno vergato ben bene e gli hanno
domandato:
«Quis es tu?» — «Christianus!
...» — «No! Ciceronianus es tu!» e al mattino si trovò
le lividure, e allora ci è andato via la voglia di leggere Plauto, ed era un sant'uomo, pure aveva quel debole! E
venne un Dottore massimo, e studiò Sacra Scrittura.
Non bisogna essere: «Smurfius!». C'è latino da sacrestia, sì, ma
c'è sostanza; desiderare e fare molta attenzione a tutte le letture, e chi legge, bene, che non defraudi, e
chi ascolta, ascolti.
Monsignor Gastaldi
quando stava ancor in Seminario perché non aveva l'Exequatur e quando aveva
l'Exequatur e dovette andare al Vescovado ci rincresceva, in particolare per la lettura a tavola. «Tante cose, diceva, che non ho più tempo a
leggere», e lui correggeva proprio e non voleva l'«O» così rotondo; vi sono due
«O» corso, una strada; corso della Corsica. E si aveva poi tanto l'abitudine che uno a tavola lesse
«Guzzelino» e lui allora: «Non viene da guzzo (gozzo), ma di' «Gôzzelino»! E mi
ricordo che non è un piacere fare le correzioni, e quando non c'era Monsig. né il Rettore, toccava a me, e
faccende! e bisogna aver la bocca non piena, ... alle volte si sbaglia, ma bisogna essere obbedienti, come S.
Tommaso. Sapete, gli avevano corretto un accento ed egli aveva ragione, pure obbedì, ed in ricreazione i compagni
gli dicevano:
«Ma, Tommaso, avevi ragione!» —
«Che importa, purché si vada in Paradiso!»
E Monsignor Gastaldi a quelli che avevano cantilena diceva: «Sei un
potente sonnifero!» In principio pareva un po', ma poi eravamo contenti. L'importanza di tutte le Sacre
Scritture, prenderci gusto!
L'imitazione di Cristo: Sant'Alessandro
Sauli si ricreava colla lettura dell'Imitazione. Energia di spirito la nostra testa
ed il cuore. Leggeteli bene tre volte: Latino, Italiano, Inglese.
Ora
leggete il Gaume, è un'opera classica, ed è stato di molta istruzione. Esige attenzione, tante cognizioni
da prendere. E’ stato provvidenziale questo libro.