Agosto 1914
Quad. IX, 27- 28
Fervorino a S. Ignazio
(Ai soli sacerd. e chierici)
Prima di partirmi da voi, dove passai pochi giorni felicemente, debbo rallegrami per quanto osservai. Vidi in tutti aspetto chiaro e lim­pido; segno di animo tranquillo e di coscienza pura. Vi osservai in Chiesa a pregare, e godetti di vedervi pregare bene, con spirito di fede interna ed esterna. Posi speciale attenzione al come eseguite le S. Ceremonie, nelle Messe solenni,Vespro e Benedizioni; e mi rallegro con voi perché già le fate bene, con precisione... Si vede il frutto dell'esercizio di tutto l'anno. Continuate tale studio, che stammi tanto a cuore, e giungerete a compierle perfettamente.
Con tutto ciò lasciate che vi dica, come padre a cari figli, che non mi basta. Io vedo nella Comunità una santità troppo comune e senza prove. E mi spiego. Voi siete buoni, pii, ubbidienti quando tutto proce­de secondo il vostro genio e volontà. Ma vi venga un'osservazione, una correzione dei superiori, un contrasto ai vostri desiderii; come sospesa a tutti od in particolare una passeggiata, dato un ordine speciale od un contr'ordine; ecco allora che appare la vostra debole e poca virtù: bor­bottamenti e giudizii contrarii, od anche solo commenti interni. Miei cari, è qui che si prova la vostra virtù, non quando tutto va liscio... Esaminatevi se non succede così tra voi... Non voglio ciò dire di tutti, e sempre; ma non tutti e sempre vi studiate di perfezionarvi nelle occasio­ni che Dio vi manda per farlo. La santità esige violenza: tantum proficies, quantum tibi vim intuleris, e s'inganna chi non si studia di vincere ogni giorno e di frenare le passioni inclinate più al male che al bene. Ah! quella ripugnanza o difficoltà a fare molti piccoli sacrifizi, è segno che non vi formate a soda virtù, non tendete sul serio alla perfezione.
E, se come di dovere, volgiamo il pensiero all'avvenire, apparirà più in Missione la debolezza delle vostre virtù, e l'effetto del non esservi qui formati a sodezza. Un'obbedienza, una difficoltà, un pò di aridità vi getterà per terra... Qui dovete esercitarvi nelle piccole prove, e riusci­re vittoriosi, per poi... Dice bene l'Imitazione che le occasioni non fan­no l'uomo fragile, ma dimostrano quale egli è: occasiones hominem fragilem non faciunt; sed qualis sit ostendunt (libr. 1 cap, 16). Con­chiudiamo col proponimento di subito darci con energia...