16 febbraio 1915
P.P. Albertone, quad. VI, 59-60
16 Febbraio
Avete desiderio di sapere qualche notizia del Kaffa. (Tirò fuori le lettere aperte per causa della guerra). Vedete aprono tutte le lettere quei galantuomi­ni. E poi le lettere arrivano quando arrivano.
(Dopo la lettura di una lettera di P. ... primo partito dalGekoio per Kaf­fa).
Belle notizie, e ben espresse. Avete sentito quel là (allude ad un catechista che si profferse spontaneamente per la spedizione del Kaffa) che bella lettera aveva scritto. E lui lascia i figli, la moglie, i beni, e diceva, per fare penitenza dei suoi peccati. Consola proprio vedere come la nostra fede produce questi sentimenti in quei cuori, frutta degli eroismi.
Ai 17 comincia la novena di S. Giuseppe, raccomandiamoli a S. Giusep­pe, anche che essi siano disposti a subire il martirio, pure noi non vogliamo ancora, vogliamo che giungano bene e che facciano del bene. Mettiamo questa intenzione a tutto quel poco che faremo in questo mese, affinché riescano be­ne e facciano anche nel Kaffa tutto quel bene che hanno fatto nel Kenya.
Ma c'è D. Meineri che vuole darvi qualche cosa tanto per fare differente dagli altri giorni.
Ecco i sentimenti che hanno i nostri, non vogliono avere neppure l'ombra di peccato veniale. Così dobbiamo volere noi; neppure l'ombra altrimenti il demonio non si vince. Vedete la Madonna gli ha schiacciato il capo. Quando si vuole fare qualche cosa bisogna avere neppure l'ombra, essere senza pecca­to.
Facciamo bene questo mese; e tutto quello che si fa, farlo con questo sco­po; (questo dopo la lettura di una lettera di un Padre che diceva di essere lun­go tempo che lavorava attorno ad un pozzo, ma che era disposto a farlo anche per tutta la vita). E è disposto a farlo anche tutta la vita. Faccio leggere questo perché serva di edificazione per i buoni sentimenti che sono espressi. (Il Signor Rettore era molto allegro, tranquillo, calmo, sicuro, la pace del giusto... gaudium vestrum nemo tollet a vobis; un qualche cosa più dell'ordinario).