23 maggio 1915
Quad. X, 28
Pentecoste
(23 Maggio)
Lo Spirito Santo venendo in noi in questo giorno, ci porta anche in proporzione delle nostre disposizioni i suoi sette doni, e ci nutrisce di dodici frutti. Lasciando di parlarvi dei doni che ben conoscete, tratte­niamoci brevemente dei frutti dello Spirito Santo. S. Paolo scrivendo ai Calati dice: Fructus autem Spiritus Sancti est charitas, gaudium, pax, patientia, benignitas, bonitas, longanimitas, mansuetudo, fides, mode­stia, continentia, castitas. - S. Tommaso: dicuntur fructus in quantum mentem sincera dilectione refìciunt: quia habent in se suavitatem et dulcedinem. E S. Anselmo: ex bona arbore sicut optimi fructus prodeunt ut refectionem perpetuae saturitatis praebeant electis. (V, Sini­scalchi).
 
P.P. Albertone, quad. VI, 135-139
(Pentecoste) Maggio 1915
A che ora è venuto lo Spirito Santo?... Alle 9, ma... secondo il calenda­rio; ma non importa dell'ora, egli discende a qualunque ora; prepararci collo studio e colle virtù, e poi egli viene a qualunque ora, qualunque giorno, qua­lunque settimana. La Chiesa fa la festa, ma si impegna quasi di più per l'otta­va di questa festa; tutti i dì una messa particolare, e un breviario particolare. Oggi, domani, dopo domani, ecc., sua messa e suo breviario, con lezioni di­verse; proprio una novena veramente particolare, perché così se uno non l'ha ricevuto, che insista, e continui finché lo riceva. Così per i futuri diaconi, rice­veranno lo Spirito Santo non alla festa, ma al fine dell'ottava; la Chiesa vuole che facciamo la novena, la festa, e l'ottava e poi così possano ricevere la pie­nezza dello Spirito Santo.
Non si deve dire: «Ah, io sono sempre freddo lo stesso! Appunto per quello si deve fare ancora di più. Vedete, in questo tempo non si ricevono solo i doni dello Spirito Santo, ma si riceve lo Spirito Santo stesso. E si riceve ogni­ qualvolta uno lo desidera e si prepara a riceverlo. È come se uno facesse una comunione. Nella comunione si riceve N. Signore in corpo, sangue, anima e divinità, ma lo Spirito Santo è un purissimo spirito, e si riceve lui stesso; il Si­gnore non ha mai detto riceverete i doni dello Spirito Santo, ma ha detto: Ri­ceverete lo Spirito Santo stesso; vi darò il Paraclito, vi manderò lo Spirito Santo, mio Padre vi manderà lo Spirito Santo, e non solo i suoi doni. E non solo nel senso che viene Gesù quando si celebra la festa di Natale; che nasce spiritualmente nei nostri cuori, e S. Tommaso spiega così: non manda i suoi doni, ma viene lui direttamente a portarli, per il Missionario, la fortezza e gli altri doni. Sapienza, scienza, consiglio, non ne avete bisogno tanto adesso, ma degli altri, e non solo i doni, ma anche i frutti. Ne avete mai sentito parlare? Chi sa dirmeli i frutti dello Spirito Santo? Lo sai? Ti ricordi? Li dico io. Li ha detti S. Paolo nella sua lettera ai Calati; li porta lui anche lo Spirito Santo, noi parliamo generalmente dei doni dello Spirito Santo, diciamo anche dei frutti. Non solo arricchisce l'anima coi sette doni, ma la nutrisce coi dodici frutti:
Fructus autem Spiritus est Charitas, gaudium, pax, patientia, benignitas, bonitas, longanimitas, ecc., modestia, continentia et castitas. Questi sono i dodi­ci frutti dello Spirito Santo. Che egli porta per nutrire le anime nostre, ci risto­ra, con questi frutti, sapete quei bei peri ... come fanno piacere...! Vedete S.Tommaso dice che si chiamano frutti, in quantum mentem sincera dilectione reficiunt. Si chiamano cosi, in quanto, reficiunt, sai che cosa vuol dire reficiunt? Che cosa vuol dire reficiunt? reficere? Uno che abbia appetito e che mangi, lo nutrisce e lo ristora, e così anche i frutti dello Spirito Santo, lo nutri­scono e lo ristorano. S. Tommaso dice che si chiamano anche frutti, dicuntur qui habent suavitatem et dulcedinem. Hanno dolcezza e soavità. Ci porta la carità che ci fa teneri verso i compagni, la dolcezza e soavità. E perciò si chia­mano frutti. S. Anselmo dice che come da una pianta buona si hanno frutti buoni, così questi frutti: quoniam ex bona arbore perfectiores fructus, sic refectiones perpetuae saturitatis praebent electis. Così fa la carità; il gaudio, ci fa contenti come una pasqua, non si può più stare nella pelle. Così la pace, ci fa tranquilli con sé e con gli altri, ecc., questa è la soavità del frutto. Così la pazienza, uno si sente tranquillo; la benignità... Tutti questi, vedete, si chia­mano frutti dalla soavità del frutto che sazia il corpo, così lo Spirito Santo, e voi chiamate tutti e due i doni e i frutti. Le suore hanno tirato tutte un dono e un frutto. E ho domandato ad una: che dono? La fortezza, — e che frut­to? ...; voi non solo uno caduno, ma tutti assieme. Dodici e sette quanto fa? Lo Spirito Santo è carico a portar giù tutto, ma è una cosa che non pesa. Ecco quello che bisogna fare per poter in questi otto giorni ricevere proprio bene lo Spirito Santo. E i doni e i frutti. Fate così.
Intanto adesso voglio leggervi qualche lettera. Il nostro Savino è atten­dente di un Sacerdote. Se volete sapere di quei paesi là è necessario di interro­gare Coad. Carlo, ma non è necessario. Un Sacerdote dei Missionari di Pia­cenza, richiamato, l'ha preso lui come attendente. Così è lontano da ogni peri­colo. Vedete, quando si lasciano le cose nelle mani del Signore, fa andare tutto bene.
Ho varie lettere, ma non posso leggervele tutte. Tuttavia vi leggerò quella di P. Benedetto. Bella questa qui! di Giacomo Kambo, parla, nipote del Sig. Vice Rettore.
Poi questa di P. Bellani, che è andato a Meru col P. Gays per dare un po' di vita là.
P. Cagnolo racconta di un triduo di esercizi, e si osservava un silenzio tale che il superiore ha detto ad uno di dire ad un altro di fare una cosa e lui piutto­sto di parlare l'ha fatta lui stesso. Sacrificio? eh silenzio più rigoroso di voi al­tri. A voi altri davano ancora un po' di chiaccherata. Vedete? ... due sole pa­role: una per la cosa, l'altra per esprimere il bisogno... per dire poco... e inve­ce vedete quell'altro l'ha fatto lui invece di parlare.
Com'è consolante! (parla dei Seminaristi). Sono vostri fratelli... neri o
bianchi fa lo stesso, vedete che ferrea volontà in questi ragazzi! Silenzio! an­che così voialtri. Se due parole bastano, non quattro non tre, ... Si vede la vo­lontà ferma! Il Signore li aiuta, ma che loro corrispondano. Fate anche voial­tri.