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novembre 1915
Quad. XI,
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Sul Divino Uffìzio
(29 Nov. 1915)
Dopo la S. Messa l'orazione più
eccellente è l'Uffizio Divino. Esso vien detto da S. Benedetto: Opus
Dei; da S. Agostino: totius Ecclesiae vox una; da S. Bonaventura: imitatio concertus coelestis; Laus
perennis. (V. Inno-dedicazione della Chiesa a Lodi).
Il S. Breviario esiste ab immemorabili nella Chiesa, e quanto ai salmi era già in
vigore presso la Chiesa Giudaica. Il Conc. Lateranese IV lo comandò ai sacerdoti, ai beneficiati ed ai
religiosi.
Il Breviario è la preghiera pubblica della
Chiesa, e sono di lei rappresentanti i fortunati obbligati a recitarlo.
Più tardi varie famiglie religiose, come la Visitazione, adottarono
l'Uffizio della B.V., e così le Confraternite di secolari. È poi universale, e ben lodata la pratica
del Canto dei Vespri nella Chiesa in tutte le Feste. Il nostro istituto ha la fortuna di avere già molti sacerdoti
od in Sacris che recitano ogni giorno il grande Uffizio; quante grazie attirano alle nostre Missioni! Era pure mio vivo
desiderio che dai chierici tutti si recitasse, come fu per un decennio
l'Uffizio della Madonna Consolata;
alla quale preghiera comune dobbiamo certamente il
singolare sviluppo dell'Istituto. Ma per motivi di giusta prudenza
quest'onore dovetti riservarlo regolarmente intiero ai soli novizii,
che rappresentano la comunità presso la nostra Patrona. Tutti poi anche gli studenti cantano i Vespri, e
così prendono parte alla preghiera pubblica della Chiesa. Ma è necessario che recitiamo bene questi
Uffizi: digne, attente ac devote (Vedi ottobre 1907).
Non pensare che sia quasi cosa inutile il canto del Vespro, ed esser meglio dire
il Rosario. No; è tale preghiera che anche non ben compresa
attira le benedizioni di Dio. S. Agostino a Milano si sentì attirato alla Fede al canto dei Salmi. Egli poi
scriveva sul modo di recitarli: Si ge-met psalmus, gemite; si orat, orate; si
gratulatur, gaudete; si sperat, sperate; si timet, timete. S. Basilio dice che i salmi omnia
complectuntur.
S. Francesco di Sales aveva tanta stima del Divino Uffizio che già sapeva ben recitarlo molto
tempo prima che ricevesse i S. Ordini. Studente a Padova nei giorni festivi
andava a recitarlo coi Teatini, e nei viaggi lo recitava col suo precettore. Se poteva andava, lungo la vita, a recitarlo
in Chiesa, e s'era fatto una legge di dirlo sempre in ginocchio od in piedi (V.S. Franc. S. proposto
Modello).
Ricordo che essendo io
chierico o sacerdote andava a recitare il Breviario in Chiesa col Cappellano
della Contessa Radicati di Passera-no. Questa santa donna, sorella dell'Ab. Faà di Bruno, cieca si metteva nel
banco dietro a noi per sentire la nostra recita, e l'accompagnava con divozione. Facciamo anche noi tale stima del S.
Uffizio; e per tempo come del Messale così del Breviario leggiamo ed
impariamo le rubriche.
P.P. Albertone, quad. VII, 34-36
28
Novembre
Stamattina vi
è stata l'ordinazione di alcuni Sacerdoti nuovi, è toccato a me ad assistere al Cardinale. Ha fatta la
predica sulla gran grazia che è l'anticipazione di un anno della Messa.
E una gran grazia! Favori che si concedono di rado! Come non vi è rosa senza spina, così non vi sono le
spine senza le rose. Andate rassegnati! Saranno tutti sacrifizi che affretteranno la pace. Il mondo ha bisogno di
Messe, e serviranno ad ottenere la pace da Dio. Sono 5 Sacerdoti e 2 Diaconi. Avevano timore di partire senza la Messa!...
Miserie!... miserie!.... E voi quanti siete anche? 21? ... (Solo 20). Non si può pretendere! Non sapete, potrebbero
prenderci i primi, dicono; sono Missionari, sono già abituati a vita dura. Tuttavia... forse ci eravamo già
insuperbiti di avere tutti i nostri in sanità, Davide ha scritto che l'hanno messo in fanteria. Speriamo di
poterlo ancora togliere. Dopo qualche esercizio. Il Sig. De Luca ha bisogno di conciatori, speriamo di toglierlo in quella
maniera lì. Speriamo anche qui per il nostro Albertone: «Ah! sta tranquillo che non ti piglieranno;
ritornerai a casa!» (A queste parole D. Spinello che doveva venire con me alla visita è saltato su e ha
detto: «Ma perché lui e non me? anch'io...») (Ed il Rettore ha soggiunto): Ma... ma... non dico
che io sia profeta, ma ... per la sua salute. Fa forse torto a te (D. Spinello)? ma un sacerdote è più necessario, può fare più del bene sotto le armi. Preghiamo per tutti.
Ma non deve più tardare tanto. Preso Gorizia, dice che non vogliono più andare avanti. Adesso si darà
un attacco decisivo; si faranno molte vittime, ma si prende, giunti lì si fermano. Pareva che volessero andare fino
a Trieste, ma si deve girare, è troppo lontano; non è tanto probabile. Sapete, c'è una profezia. Di
qui a tre mesi sarà tutto finito. È una storia, ma è stampata e tutti ci credono; ma voi non dovete
crederla. Due donne disputavano tra di loro, quando dovesse venire la pace: e una diceva: di qui a tre mesi ci sarà
la pace, ne sono sicura. Se sia santa o non santa, io non so; il fatto è così, e ne ha dato una prova.
C'era là un fattorino, e ha detto: Per provarvi che dico la verità, vi dico quanti soldi quel fattorino ha
in tasca. Ha 17 lire e qualche soldo. Ed ha anche specificato i soldi. Hanno guardato e si è trovato che aveva
proprio in tasca 17 lire e qualche soldo. È una storia, una bella storiella che gira per Torino, ma voi non siete
obbligati a crederla. Può essere benissimo che sia il diavolo, sapete il diavolo può anche vedere in
saccoccia: eppure corre come una profezia. Noi non abbiamo bisogno di questo;
noi interroghiamo la nostra cara Madonna. Cominciamo appunto domani la novena
dell'Immacolata. Fatela per onorare particolarmente questo privilegio della Madonna,
e procurate di non far nessun peccato, questo è il più bel modo di
onorare Maria SS., non far nessun peccato. Essa è stata immacolata, e noi
procuriamo in questa novena di far attenzione a commettere nessun peccato
veniale deliberato. Ci potrà essere qualche miseria umana; ma niente di volontario. Potessimo presentare
questo bel fiore alla Madonna! Insieme ringraziamo che in Seminario a forza di fare
hanno ottenuto che entrassero solo prima 400 soldati, e poi solo 200. Oltre le scuole municipali, e soldati e
Chierici, c'è un pasticcio là entro. Non so. I Superiori promettono che appena avranno altri locali
usciranno, ma ... si trattava di farli venire in Convitto, ma stian lì;
vuol dire che man mano che possono li faranno andar via tutti, e finito. E noi? Siam tranquilli. Speriamo che
il Signore ci lasci sempre.
S. Maria
Maddalena de' Pazzi baciava le mura del suo monastero, perché conosceva la gran grazia... Credo che siam
tranquilli perché la Madonna non ha voluto che la nostra casa venisse profanata. «Protegam eum, quoniam
cognovit nomen meum». Sapete l'Antifona che diciamo al Giovedì a Vespro:
Domine memor esto Congregationis tuae quam possedisti ab initio. O
Signore, ricordati della tua famiglia, che hai posseduto fin da principio. Roba tua, roba della Madonna, Essa la
tiene, noi la conserviamo solo che non la prendano altri. Vedrete, la Madonna ce la lascierà. Io spero che non
ci toccheranno. Abbiamo anche già incominciato la novena a S. Francesco Zaverio, e domani è la Vigilia di S. Andrea. Voi che dovevate partire mettetevi
sotto la sua protezione che vi aiuti a portare la Croce, e poi andate in nomini Domini. Il Signore sa trarre il bene
da tutto. L'essenziale è che tutti torniate a casa con maggior spirito. Sapete che gli Spartani ubbriacavano in
pubblico gli schiavi perché prendessero orrore al vino. E così noi: se vediamo nel mondo tante miserie,
siamo più incitati a fare il bene.
Abbiamo detto che la prima preghiera era la S. Messa. Ora viene il
Breviario. Sapete, è preghiera pubblica che si dice dai Sacerdoti. Per chi non è ancora obbligato
vi è l'Ufficio Divino che è suddivisione del Breviario. Così quello della nostra Madonna. Spero che
col tempo tutti potrete dirlo di nuovo. Voi che lo dite ancora procurate di
recitarlo bene, perché ci ha già ottenuto tante grazie su noi. Mi rincresce che a causa degli
studi o altro, s'è dovuto sospendere per una parte, ma speriamo col tempo di
riprenderlo per intero. Perché coloro che recitano l'Ufficio Divino, non sono solo i Sacerdoti. Per esempio certi
monasteri claustrali, che non sono Sacerdoti, come le Suore della Visitazione che recitano l'ufficio della
Madonna tutti i giorni. L'essenziale è che lo stimiamo. S. Francesco di
Sales quando era ancora secolare, era studente a Padova: gli piaceva tanto dire
l'uffizio, e andava nella Chiesa dei Teatini, e là accompagnava l'uffizio coi Padri. Una santa Contessa, che ha
lasciato dei fabbricati vicino alla Chiesa di S. Zita, era cieca, e quando noi eravamo in campagna, essa veniva dietro
nella nostra Cappella, e là accompagnava il nostro breviario. Gustava,
era felice di poterlo accompagnare. E così tanti secolari. E i Battuti nei paesi, si andava a cantare le
novene, e dicevano essi tutti i Salmi. Per questo non bisogna credere che perché non si capisce, sia meglio subito
dire altre preghiere. Anche le Suore non capiscono, quantunque qualche cosa lo capiscono anch'esse, intendono di
pregare quello che c'è là entro nei Salmi. Anche i Sacerdoti stessi qualche parola non la capiscono, eppure
si lascia mica di dire. Bisogna dare importanza. Quando si recitano i Salmi adagio, che bella meditazione! «Beatus vir qui timet Dominum! Sit nomen Domini benedictum»! Che bellezza! E cosa divina! S. Francesco di Sales non
solo dopo, ma anche prima che fosse Sacerdote, sapeva a mente tutte le rubriche riguardo al Breviario. Alcune volte
si arriva Suddiaconi, e si ha ancora da prepararsi a recitare il Breviario. Bisognerebbe cominciassero già
quando sono a Chieri, altrimenti arriva il giorno di doverlo dire, e non si è preparati. Certe cose!... Chi vuole
trova tempo di dirlo ogni giorno; è dovere quotidiano, ma si può. Vi
sono anche dei commentatori per capirlo, è una preghiera più
ordinaria, e bisogna farne tesoro. Basta dopo la S. Messa, il S. Uffizio sappiamo che c'è il Breviario
grande, per obbligo di Religione che ci ha imposto un soave giogo. È ab immemorabili, quest'uso. Prima vi è
stato già l'uso dei Salmi, dopo se ne è composto un modello, ed è il concilio Lateranense IV
che ha dato ordine ai Sacerdoti di dirlo come è diviso adesso.
Vi ho portata qui un'immaginetta. Questo servirà a farvi stare attenti, soprattutto
ai tre sensi. Dir precise le parole, non masticarle, ve ne darò una ciascheduno, e chi l'ha già non gliela
darò più. Mi pare che ve l'ho già data una volta... quando eravamo ancora alla Consolatina. Oh!
già da allora. Sicuro, serve. Leggi un po' quel che c'è scritto sotto... Non bisogna masticare le
parole... Non capisco certe volte nella Messa... Un giorno ne ho fatta passare una a ciascuno dei Canonici in coro.
Qualcuno se n'è accorto, e mi dicevano poi: «Grazie della lezione!». Si, ho risposto, ho proprio
voluto darvi una lezione, andate troppo in fretta; non mi date tempo a venirvi
dietro. Eh, si, contiene un po' di esagerazione, ma molta realtà. S. Ignazio
diceva che egli poteva recitare il Breviario benissimo in mezzo ai discorsi, se era per dovere, mentre se non era per
regola, era pieno di distrazioni. Il Teol. Guala faceva così a quei Convittori che erano un po' scrupolosi nel
dire il Breviario. Li prendeva con lui, li conduceva in piazza Madama, e li faceva girare recitando il Breviario con lui.
Ma per quelli era come medicina. Là, bisogna pregare bene, e il Signore ci benedirà.