14 novembre
1916
P.P. Albertone, quad.
VII, 55
14 Novembre
(ai soli Novizi)
Avete cominciato il vostro Noviziato con impegno, con buona
volontà, benché pochi; state attenti alle regole, aiutatevi
vicendevolmente; correggetevi, dovete immaginarvi che non siete più voi; via tutte le frivolezze; quel che
è fatto è fatto; quello che fate adesso lo fate con spirito di Comunità. Riguardo a quella pratica
dell'Uffizio della Madonna io ci tengo tanto a cuore che la facciate bene: è la preghiera della Comunità; una preghiera vostra particolare. Una volta si faceva da tutti, ora
è stata data questa consolazione solo più ai Novizi; ma sempre col desiderio di riprenderla quanto prima.
Vedete, l'Uffizio ottiene grandi grazie. E qui un fatto. Altre volte ve l'ho già contato dei Certosini, che
essendo combattuti, apparve loro la Madonna e disse: Dite il mio Uffizio, e io vi prometto che si stabilirà, si
fortificherà e durerà per sempre il vostre Istituto. E così
fu. L'Ordine si fortificò, e non ebbe mai bisogno di riforma.
Vedete, i Francescani quante riforme... e frati riformati, e frati... eppure i
Certosini, si mantennero sempre in vigore; non sono in gran numero, ma di spirito. E così voi anche pochi otterrete
coll'Uffizio tutte le grazie necessarie, che l'Istituto vada bene, e duri. Quello
che la Madonna disse ai certosini lo farà pure a noi. Fate di dirlo bene, con buona intenzione, non per forza,
e la Madonna benedirà non solo voi e il vostro Noviziato, ma tutta la
Comunità, di cui voi siete quasi i rappresentanti presso la Madonna. Ho letto nella vita di una sant'anima un
pensiero che mi piacque molto. Diceva essa che tutto quello che non poteva ottenere con le altre preghiere lo
otteneva con l'Uffizio. Quando voleva ottenere qualche grazia l'attaccava alla recita dell'Uffizio e la otteneva.
Vedete l'importanza che dà la Madonna al suo Uffizio, alla sua lode. Quindi desidero tanto che diate
importanza anche voi come rappresentanti della Comunità. Non importa pochi, anche solo due, rappresenterebbero la
Comunità. Vi sono i Sacramentini, e tutte queste istituzioni di adorazione perpetua, che stanno uno per volta
in adorazione davanti al Santissimo, e questo uno rappresenta tutti gli altri. Laus perennis: ecco quello che ottiene
quelle grandi grazie al Cottolengo: la Provvidenza è sempre
lì.
Dunque molta importanza alla
recita dell'Uffizio, che è una preghiera particolare vostra, con cui
rappresentate la Comunità. Sia il proponimento di questa sera di recitare quell'Uffizio, proprio: pie, attente
ac devote. Pie, prepararci quando si viene in chiesa, con un atto di contrizione, di amore.
Attente, bene tutte le parole, attenti alle pause, all'asterisco, non in fretta; adesso c'è quello
da pensare non ad altro; fate profitto anche del senso che potete capire. Devote, attenzione interna ed
esterna, presenza di Dio e della Madonna; tenete una posizione esterna conveniente,
come faceva S. Francesco di Sales; non mai le gambe fuori di posto. Via le
distrazioni, certe volte non si possono impedire, ma cacciarle via, senza sforzo, con uno sguardo al Tabernacolo. Desidero
che questa recita dell'Uffizio della Madonna l'abbiate proprio a cuore. Un'altra volta diremo ancora altre cose:
per questa sera basti questa risoluzione di prendere questa recita dell'Uffizio come un vostro dovere, una
missione impostavi di rappresentare la Comunità, perché tutte le grazie che il Signore vuol fare
all'Istituto e all'Africa passano per l'Uffizio bene recitato.