; 15 aprile 1917
Quad. XIII, 2-3
(25 (?) Aprile 1917)
Domenica in Albis — Semplicità (V. VII, p. 13)
La presente domenica si nomina in Albis perché fino ad oggi i
Battezzati nel Sabato Santo portavano la veste
bianca. Anche ai tempi di S. Agostino vigeva quest'uso,
ed il Santo nelle lezioni del Breviario d'oggi così parla ai novelli battezzati: voi, novelli germi di
santità, ... fiori dell'onor nostro, frutto della nostra fatica, mio gaudio e mia corona;
procurate che deponendo l'abito di
neofiti, vi resti sempre il candore nel cuore. — Il Santo e la Chiesa nell'Epist. di ieri e nell'Introito di oggi
si riferiscono alle parole di S. Pietro ai neo convertiti (Ep. I v. I): Depo-nentes...
Quivi esorta costoro e tutti i cristiani a vivere bene, lontani dai peccati della vita antecedente; ma specialmente ad evitare le finzioni e
mancanze di sincerità, cioè le bugie e simulazioni; in breve a tenersi nella santa semplicità.
Facciamo nostri questi avvertimenti. Scrive il P. Faber: la semplicità cristiana o santa semplicità consiste
in tre cose: Essere sinceri con noi stessi; sinceri col prossimo; e sinceri con Dio (Conf Spir. p.
147).
1) Per essere sinceri con noi stessi bisogna ben esaminarci nella nostra coscienza, ma andarvi fino al
fondo, e penetrarvi tutti i punti più reconditi per scoprire i nostri difetti, le loro radici; e poi darsi attorno
a combatterli e distruggerli. Invece l'inerzia e poca volontà di perfezionarci ci trattiene ad una considerazione apparente quasi esterna, che ci tiene in inganno
di essere abbastanza buoni ed amanti delle virtù e quasi di possederle, mentre non ne abbiamo che
l'apparenza. Quindi i nostri esami sia per la perfezione come per la confessione stanno sul generale con
giudizi aerei. — Inganniamo noi stessi di essere ciò che non siamo; manchiamo di semplicità con noi
stessi.
2) Siamo noi sinceri col nostro prossimo? Purtroppo no. Esaminiamo i
nostri pensieri, le nostre parole ed opere; quanta poca sincerità in essi. Nel giorno del finale Giudizio, in cui
tutto sarà chiaro ed aperto, quanti saranno i sepolcri imbiancati! Quel tale pensa in un modo e si
vergognerebbe che fossero conosciuti i suoi pensieri. Il tal altro dice una cosa e ne pensa un'altra. Così delle
opere fatte con diversa intenzione da quella che si manifesta (V. Dubois: La Guida del Sem. Infìngitore) Via bugie, restr. mentali.
3) Sinceri con Dio e coi
rappresentanti di Dio, i Superiori. Parliamo solo di vocazione e di formazione religiosa. Entrati forse sotto il falso consiglio di non troppo aprirci coi
superiori per non essere rimandati, si tace di
quanto è necessario per stabilire la nostra vocazione all'Istituto. I Superiori devono fare studii per conoscerci idonei, e forse solo dopo molto tempo ci riescono.
Eppure non è interesse comune il chiarire questo punto fondamentale? Le stesse Costituzioni dicono essere da
rimandare quei che celarono... Siate sinceri per essere certi e non sbagliarvi in cosa di tanta importanza, e perdere
tempo. Questo è un vizio troppo ordinario. Vi fu chi diede consiglio di non manifestare un difetto se non dopo la
Professione. Intanto si vive una vita non tranquilla. .. Se si vuole, come si deve, solo la
volontà di Dio ed il nostro
bene manifestiamo ogni cosa, eccetto i peccati, ai
nostri Superiori, che ci faranno conoscere la vera volontà di Dio, e non si vada per una strada per cui Dio non ci
vuole con pericolo di dannarci. La stessa cosa deve dirsi della direzione e vita di comunità. Invece di cercare
ogni modo per farci conoscere per essere ajutati a corregerci e perfezionarci; si cerca di nascondere le nostre miserie e
coprirle.. .Non così fecero i Santi.e riuscirono a farsi tali ajutati dall'occhio e la parola dei
superiori...
S. Francesco di Sales amava tanto la
semplicità, e la preferiva alla virtù della prudenza (V.S. Fr. Modello p. 112).