12
agosto 1917
Quad. XIII, 14
Sul Vangelo del Sordo-muto
(12 Agosto
1917)
Dom. XI d. Pent.
Esposto il S. Vangelo si conchiuse colle seguenti applicazioni: In senso spirituale siamo tutti noi
sordi e muti. Sordi alle voci di Dio che ci parla direttamente colle Sue ispirazioni, e per mezzo dei superiori.
Ci parla pure per le quotidiane meditazioni, letture spirituali ed in refettorio, e le prediche; ci parla
coll'esempio dei compagni ecc. Ascoltiamo noi queste voci di Dio? Quante ne trascuriamo, o sentiamo alla leggera senza
ponderarle ed applicare a noi. Tante grazie non accettate e poste in pratica, di cui abbiamo da rendere conto! Quanta
parola di Dio nella nostra Comunità; e credetemi, non la stimate abbastanza...
Sono muti quelli che non pregano, o non pregano bene, non sentono il bisogno di lodare
Dio. Non si preparano a rendersi idonei a predicare a suo tempo la verità della Fede e della morale. Diciamo
al Signore: «Domine labia meo aperies»: «Aperi Domine os meum» (Breviario).