13 febbraio 1921
Quad. XVI, 8
(13 Febbr. 1921)
Domenica I di Quaresima
— Corrispondenza
Vedi Quad.X, p. 10
P, V. Merlo Pich, quad. 284-297
13 Febbraio
1921
Martedì 15 a Roma si farà la seduta sulle virtù
eroiche del nostro Venerabile: questa è la seduta plenaria: le altre due sono andate perfettamente bene, non
potevano andare meglio: con pieni voti. Questo è difficile ed avviene raramente che ci siano i voti di tutti i
consultori e dei Cardinali della Congregazione. Anzi non solo hanno dato tutti il voto, ma lo hanno dato con
entusiasmo: così ha scritto il Card. Cagliero. Adesso tutto dipende dal Papa. Martedì si farà
questa seduta, e poi al 23 si radunerà di nuovo la Congregazione dei Riti per decidere il giorno in cui si
farà la seduta pubblica, per fare la lettura pubblica del decreto.
C'è la bella usanza,
quando si fa questa prima seduta, per implorare i lumi dello Spirito Santo per una cosa tanto importante, di fare la
pubblica esposizione del Santissimo in Roma o nel paese del Beato. Come le altre volte, noi abbiamo preferito di
farla alla Consolata, perché qui è dove ha più devoti, più gente che lo conosce, poi ci siamo
noi... e poi perché il Convitto era come la sua casa. Quindi faremo questa funzione. Molti Istituti Torinesi si
sono già iscritti per venire a fare l'adorazione. Ci sono i Convittori, ma sono pochi, e han bisogno di aiuto.
Verrete anche voi e le Suore... Verrete in tutta la giornata. P. Superiore fisserà le ore e il numero di
quelli che devono venire volta per volta. I preti e i chierici andranno in presbiterio colla cotta 10 e di più alla
volta, secondo che andrà bene. Dopo canterete anche qualche cosa popolare... ne sapete tante di queste belle
cose sul SS. Sacramento e sulla Madonna... perché ci saranno anche degli esterni per tutto il giorno. Ci son tante
Comunità che hanno conosciuto il nostro Venerabile: p.e. delle Maddalenine è stato quasi confondatore colla
Marchesa Barolo. Tante stanno già preparando per la Beatificazione: qualche giorno fa mi hanno portato un
magnifico stolone, che vogliono che sia poi proprio quello che servirà per la tomba; non cominciamo mai troppo
presto a prepararci.
Verrete là e lo pregherete... domandategli le grazie di cui avete bisogno: vi
posso dire io che ne fa tante grazie! Certa gente ottengono tutto... specialmente le serve... ha quella
specialità lì!... E poi grazie spirituali. Ne fa tante! qualche cosa vi ho già detto al riguardo...
Massime per la bella virtù... è una particolarità di questo santo: egli era un angelo in carne... D.
Bosco diceva che nel Seminario di Chieri si diceva di lui che non aveva il peccato originale!... Domandategli tante
grazie, tante benedizioni... molto spirito di Dio, spirito del nostro stato, di religioso e di missionario. Egli aveva
questa ambizione di farsi missionario, ma non l'han lasciato andare: ed egli l'ha fatto di qui. Nella Propagazione della
Fede il Convitto aveva sempre il primo posto. Ogni sacerdote zelante dev'essere missionario; se è zelante vuole
condurre tutti in Paradiso... non è contento di quelli che ha attorno, ma vuole salvare anche tutti gli
altri. Ed il Cafasso aveva molto zelo.
Quando si trattava di rispondere alla domanda: quale fosse la sua
virtù principale, s'imbrogliavano; tutto era principale, poi han detto che la principale era lo zelo per la
salute delle anime. Altri dicevano che era la confidenza in Dio: infatti di confidenza ne aveva per sé e per gli
altri: la infondeva anche negli altri.
Preghiamolo che ce lo infonda questo zelo per la salute delle anime
nostre e delle altre...: non questionare sul numero delle anime da salvare: 1000 o 2000... Fare come S. Francesco Saverio
che voleva non solo convertire gli infedeli, ma voleva venir giù a convertire i protestanti e i cattivi
cristiani... poi scendere in Africa e poi sarebbe tornato in India. Il Signore si è contentato del suo desiderio e
se l'ha preso in Paradiso...
Diciamo ora due parole sulla
Epistola di oggi che è tanto bella, tratta dalla (2 Cor. 6) «Exhortamur vos ne in vacuum gratiam Dei
recipiatis... Ecce nunc tempus acceptabile... ecce nunc dies salutis...
S.
Paolo dice prima: Exhortamur: non vi invitiamo solo... ma vi esortiamo: Non ricevete invano la grazia di Dio, la
grazia della fede, che è una gran grazia: fate che produca frutto, non lasciatela passare invano, senza frutto, non
fate come la ficaia sterile... S. Paolo diceva che questi son giorni accettevoli, in cui il Signore manda molte
benedizioni: siete al principio della conversione, ed il Signore abbonda con voi. Queste parole S. Paolo le diceva ai
Corinti parlando della fede...
E la Chiesa le applica alla Quaresima, e ce le dice e ripete sovente
nell'Ufficio. Infatti il tempo della Quaresima è proprio accettevole, in cui il Signore accetta volentieri
tutto ciò che si fa, ascolta le nostre suppliche, più che negli altri tempi.
Quindi bisogna
scuoterci, non lasciarla passare invano: dobbiamo averne tutti una grande stima... non dire: Oh, ma io non posso
digiunare: son malato, ho appetito... non posso pregare di più...
Non è tanto la
quantità che fa quanto l'intensità... Bisogna stare più uniti con Dio... non stare delle ore senza
ricordarsi di Gesù... è tutto lì: questo obbligo lo abbiamo sempre... Ma almeno in questo tempo
cercare di abituarvi maggiormente allo spirito di preghiera.
Così della penitenza: — io non ho
ancor l'età... io sono malato... — In questo bisogna stare alle disposizioni dei superiori... Ma dallo
spirito di penitenza non vi possiamo dispensare, è necessario a tutti: «Nisi paenitentiam egeritis omnes
similiter peribitis». — Omnes — non fa distinzione di vecchi o di giovani, di sani o di malati:
omnes!...
Quindi procuriamo di ricevere le grazie che il Signore ha stabilito di darci in questo tempo, e
queste grazie le riceverà chi passerà bene la Quaresima...
Se non possiamo digiunare, facciamo
almeno delle piccole mortificazioni: non voler subito vedere appena compare il piatto in tavola, che cosa si
mangerà... Bisogna mangiare senza sapere che cosa si mangia... Tanta fretta di vedere! Tanto si mangerà lo
stesso... Questo non va bene! se ci fosse un forestiero... vede che si guarda subito... uh mi! fa cattiva
impressione!... Si mangia praepropere come si dice in teologia si mangia innanzi tempo, cogli occhi...
Bisognerebbe sentirsi mortificato... pensare che in realtà son qui come un bue legato alla greppia!...
Purtroppo che bisogna mangiare: tutti i momenti siamo a tavola... Purtroppo che non possiamo fare come S. Caterina che si
nutriva solo della S. Comunione, e neppure come quegli altri anticamente che mangiavano solo alla sera... è per
questo che nei giorni feriali in questi giorni si recita il vespro al mattino: è ancora una reliquia di
quell'antico uso... soltanto che noi anticipiamo il vespro: invece loro posticipavano il pranzo...
Quante miserie... Anche i Trappisti... Pio IX ha dovuto proprio obbligarli a prendere un po' di pane nel vino
al mattino, perché non prendevano proprio niente!... Bisognerebbe farvela leggere questa regola!... Eppure
vengono vecchi lo stesso... Ne uccide più la gola che la spada...
Questo spirito di penitenza
deve averlo anche chi è debole... Mi rincresce che non ho ancora il coroncino da darvi a tutti... Bisogna fare
molte piccole mortificazioni... son piccole, ma messe insieme fanno molto, rendono la Quaresima un tempo accettevole,
ci fanno corrispondere alle grazie di Dio.
Bisogna passare la Quaresima in questo modo.
Ma io
voglio fare un'altra applicazione che sta anche bene a queste parole: Non ricevere invano la grazia della vocazione.
Exhortamur vos ne in vacuum gratiam Dei recipiatis... Per carità! vi esortiamo a non rendere invano la grazia della
vocazione religiosa ed apostolica!... Questo è il tempo accettevole... non aspettare quando sarete in Africa:
allora sarà il tempo di essere già formato, di aver già corrisposto... Tutti dovete corrispondere:
postulanti novizi e professi: tutti! Non saremo mai abbastanza perfetti, perché saremo mai perfetti come
l'eterno Padre...
In Comunità come ho già detto altre volte, ci sono tre sorta di
gente...
1) Una è di coloro che fanno materialmente tutto, ma non hanno
spirito, e non corrispondono alla grazia della vocazione, la lasciano andar a vuoto.
2) La seconda è di quelli che vi corrispondono, ma mettono dei limiti a questa corrispondenza; non hanno
generosità, non si danno intieramente al Signore...
3) La terza è dei generosi che
corrispondono interamente. Come S. Paolo che diceva: «Quid me vis facere?» e poi quando lo sanno obbediscono.
S. Paolo poteva dire: «Ah, io mi contento di far come il mio maestro Gamaliele» me ne sto a casa, faccio il
discepolo di N.S.... perché andare in universum mundum a predicare agli altri? Andar incontro a tante persecuzioni,
anche al tradimento dei falsi fratelli... e poi... ter virgis caesus sum, semel lapidatus sum, ter naufragium pertuli pro
Christi nomine. E poi come se questo non bastasse anche pene interne; intus pugnae... aveva da combattere col
diavolo... per la bella virtù... Sicuro! anche S. Paolo ha avuto queste tentazioni; e allora ha pregato il Signore
che gliela togliesse, ma il Signore gli ha risposto: «No, no! Sufficit tibi gratia mea.-.Virtus enim in infirmitate
perficitur...». Anche i santi avevano queste tentazioni... Le tentazioni non sono peccato; colla grazia di Dio si
vince tutto: Virtus in infirmitate perficitur.
Vedete: noi dobbiamo farci un esame di questo. Dobbiamo
essere tutti della prima classe...: non dobbiamo risparmiarci: costi o no, siamo di buon umore o no, abbiamo ragione o
torto... Se facciamo così allora il Signore abbonda colle sue benedizioni. Questi sono giorni di grazie, dies
salutis!... Dobbiamo dire anche noi: «Quid me vis facere?...». E la volontà di Dio per noi
sono le regole, le meditazioni, le letture, applicate a me...
«Ah, io mi metterei se non ci fosse
quel compagno, se non fosse questo o quello!». Ma se aspettiamo che tutto vada secondo la nostra testa, non ci
metteremo mai!
Dobbiamo essere tutti della prima classe, tutti generosi!...
Ciascuno in
questo tempo deve dire: Voglio cominciare proprio con generosità, e esser generoso sempre, tutti i giorni,
tutte le ore del giorno. Allora tutte queste miserie non impediscono più questo eroismo.
Bisogna che
ciascuno si tenga ben fisso in mente il pensiero di S. Francesco di Sales: Ci sono già tre Franceschi Santi:
io sarò il quarto. Così deve dire ognuno di noi: Ci son già dei missionari santi? Ebbene io
sarò uno di loro. Allora costi o no, non importa!... Io ho conosciuto un uomo della Trappa ... Era un
sacerdote secolare... un po' vanerello... insomma viveva di fumo!... Poi ha cominciato a vedersi mancare alcuni amici, e
gli ha fatto impressione... vederli morire così freddi, indifferenti... E ha detto: «Anch'io dovrò
morire così?! No, no!». Ed ha lasciato il mondo e si è ritirato nella Trappa, ed ha fatto tante
penitenze, ed è morto sulla paglia... E diceva: Il soffrire dura poco, ed è molto il merito... e poi...
almeno muoio bene... Ed è vero! Non sarà mai abbastanza pagata una santa morte!... Questa verità
non si deve solo meditare durante gli esercizi, e dopo la Comunione, ma sempre.
Oh! certe volte, dopo la
Comunione si dice: «Non movebor in aeternum!». Che roba! in certi momenti di fervore!... Ma poi? Uh! si va in
ricreazione ed è di nuovo maligno come prima! In studio, e perde tempo! ... Che generosità è
quella lì?... In abundantia è facile!... Perché il Signore ci favorisce con un po' di fervore
sensibile, un po' di sensibilismo! Ma questo non è necessario!...
Facciamo dunque un po' di esame:
dobbiamo essere tutti della classe dei più perfetti, dobbiamo corrispondere alla grazia di Dio, non lasciarla
passare invano. Essere generosi, e sempre... Ci son certe persone che perché son malinconiche fanno più
niente!... Una persona una volta mi diceva: «Mi permetta di piangere solo un'ora!... Piangere?...
Perché vuol piangere! I suoi peccati? — No... così ...per uno sfogo! ... — Uh! che
goffaggine... tenga dentro quelle lagrime! Piangere per uno sfogo!... — Eppure fa tanto bene piangere un poco...
— Ma se vuol piangere, pianga sulla Passione del Signore... s'inginocchi lì col Crocifisso! ... ma piangere
goffamente per uno sfogo...chi ha poi già visto?
Certuni quando sono di malumore fan più
niente... Bisogna mandarlo via il malumore, e se non si può mandar via... perché tante volte uno se lo sente
proprio nel cuore ... uno si alza al mattino di malumore e non sa neppure il perché... Ebbene, se io sono di
malumore... perché devo far soffrire gli altri... perché devo parlar secco, o peggio non
rispondere?...
Se ho un po' di malinconia bisogna vincerla, far come se non l'avessi, vincere noi
medesimi!... Bisogna sempre essere generosi: faccia caldo o freddo, stia bene o malato. Bisogna essere come S.
Vincenzo, che dicevano: Vincenzo e sempre Vincenzo! Non era mai troppo allegro in modo da andar fuori dei gangheri,
né troppo triste.
Questi sono i primi, che sono da ammirare, e quali tutti
dobbiamo riuscire. La grazia c'è, non solo la sufficiente ma abbondante, perché il Signore ha dato la
prima grazia, quella di una vocazione sublime, come non dà a tanti:
«Non fecit taliter omni
nationi... Singulariter sum ego !...». Dunque la grazia c'è. Infatti qui dentro non si muove un dito senza
che venga una grazia di Dio: c'è sempre la regola, la pratica dell'obbedienza. Quindi in questa Quaresima
specialmente bisogna che stiamo attenti a noi, per non lasciar passare invano questa grazia per mancanza di
generosità... non perdere le occasioni che il Signore ci presenta di farci dei meriti: non lasciarli
passare!...
La seconda classe è di coloro che hanno buona volontà, hanno intenzione di farsi
veri missionari, osservano il regolamento bene... ma... ci sono dei ma! Non si danno interamente al Signore. Se domandassi
a uno di loro: «Ma in fondo in fondo ti sei dato tutto al Signore?...», risponderebbe: «Sì, ma io
non posso perdonare a quel compagno... Ho bisogno di mettermi a posto... bisogna aspettare che si calmi lo spirito...
C'è ancor tempo!...». No! la grazia c'è subito!...
Costoro saranno buoni, ma saranno
mai eccellenti, si faranno mai santi. Non sono generosi col Signore, e allora il Signore restringe la sua mano;
misura le sue grazie: e saranno sol sempre religiosi mediocri, missionari mediocri, mentre avrebbero potuto far
maggior bene, essere più santi...
Tutto sta nel cominciare... Anche nei sacrifici è come dice
S. Teresa, che una volta rotta la crosta dopo non costano più. Costoro non son generosi nel dare al Signore, e il
Signore non dà a loro... Sentono tutto il peso del servizio di Dio, e hanno poca soddisfazione... Di costoro il
Signore dice: «Se vedessi più buon cuore, abbonderei colle mie grazie... Invece è ritenuto, vuol sol
fare il puro necessario!... Se avessi guardato al necessario io non sarei disceso dal Cielo!».
Non
bisogna aver paura di far troppo, o di far il singolare... Per farsi santo bisogna essere singolare!...
3)
La terza categoria è di coloro che fan le cose lì materialmente, senza spirito. Un giorno in una Chiesa,
lontano di qui ho assistito ad una funzione, ed osservavo il contegno dei chierici che servivano... Alcuni erano proprio
penetrati di quello che facevano... altri invece no. Ne osservavo specialmente uno... faceva le cose proprio per
mestiere... si vedeva che non aveva il cuore per fare quelle cose...
Così
nelle comunità ci son certa gente che non corrispondono alla grazia... non sono né eccellenti, né di
quelli del secondo grado... ma fan le cose per forza... forse perché hanno un carattere un po' molle,
tranquillo non danno motivo a rimproveri... ma non c'è spirito in loro, non c'è neppure l'abici della
buona volontà per raggiungere la perfezione. Resistono alla grazia di Dio e finiranno con perdere la
vocazione, o se non la perdono, son quelli che fan poi dannare gli altri... sono senza spirito. Costoro sono il flagello
delle comunità, che guastano ancora lo spirito degli altri. Per costoro ci vanno delle porte larghe, come mi
raccomandava il Card. Vives.
Noi non dobbiamo essere così: bisogna essere
tutti della prima classe, superiori a tutti. In questa Quaresima scuotiamoci per corrispondere alla vocazione...
non siamo solo delle pietre, delle statue.
Quindi:
1) prima cosa:
corrispondenza
2) corrispondenza in tutto
3) corrispondere pienamente: totis viribus, come
dice il Signore: totalmente — toto corde — tota anima — totis viribus!
Preghiamo il Signore che ci faccia la grazia di passare bene in questo modo la Quaresima, e di riuscire tutti
della prima classe della comunità tutti quanti.