5 maggio 1921
Quad. XVI, 13
(5 Maggio 1921)
Novena dello Spirito Santo
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P.V. Merlo Pich, quad. 389
-395
5 Maggio 1921 Ascensione
La pioggia oggi voleva intimorirmi ma io sono venuto lo stesso per dirvi due parole alla
buona come al solito. Avete avuto la predica sul Paradiso, pensiamoci di andarvi ma non prima di tempo, se no S. Pietro
non ci apre le porte: quando vi andremo dovremo essere carichi di meriti e di anni: allora si che S. Pietro
spalancherà la porta a due battenti. Ma di questa materia oggi non parlo. Dico solo un pensiero che ho già
ripetuto tante volte: bisogna che pensiamo alla gloria che avrà lassù un Missionario: questo non bisogna mai
dimenticarlo; allora se pensiamo a questo ci facciamo coraggio a vincere tutti gli ostacoli che si oppongono a questa
nostra vocazione. Non basta soltanto andarvi, ma bisogna andare alti il più possibile. Il Signore lassù ci
ha preparato un posto distinto per noi: «Vado parare vobis locum» un posto da Missionario, non da
semplice Sacerdote o peggio da semplice cristiano: bisogna che noi cerchiamo di andare ad occupare il posto che N.S. ci ha
preparato.
In questo mondo noi non dobbiamo solo non fare del male, ma bisogna anche fare il più bene
possibile. Quando il Card. Van Rossum mi ringraziava del bene che fa l'Istituto, io gli dicevo che avevo sol fatto il mio
dovere, che ero obbligato. No, egli diceva, tanti potrebbero fare tanto bene e non lo fanno. Questo è vero, ma
davanti a Dio dobbiamo fare tutto il nostro possibile.
Quindi dobbiamo tener sempre a mente questo pensiero
della gloria del Paradiso, se corrisponderemo alla nostra Vocazione.
Il B. Chanel quando era dubbioso se
doveva partire o no, all'ultimo momento l'ha assalito una forte tentazione alcuni poi andavano ancora a tentarlo
dicendogli: «Perché andare attraverso al mare tanto lontano, mentre si può fare tanto bene qui».
Ma egli ha vinto la tentazione specialmente quando ha sentito una Suora a dirgli: «Come!? ha in mano il martirio e
ha il coraggio di lasciare stare?». Vedete, il Signore si è servito di una suora.
Come quegli
altri santi di cui abbiamo fatto la festa in questi giorni. S. Ursicino sul punto di subire il martirio tentennava. Allora
un altro santo che era presente gli ha detto: «Ursicine! tu medice... che hai salvato tanti altri, adesso vuoi
perderti tu?...tira dritto...». Non abbiamo bisogno di più per aiutarci a fare il nostro dovere, basta
pensare al premio. Ci sono certi teologi che si chiamano quietisti, che vogliono dipingerci tutte le cose di questa vita
indipendentemente dalla mercede. Questo è sbagliato. È vero che non dobbiamo fare solo il nostro dovere
per questo, ma anche per questo: «propter retributionem custodivi mandata tua...».
Questo deve
anche servire ad animarci: bisogna spesso anche pensare alla retribuzione. Il pensiero del Paradiso deve animarci ad
acquistare le virtù, a compire il nostro dovere di studio e in tutto il resto, a vincere le difficoltà.
Dire come S. Francesco d'Assisi:
«Tanto è il bene che m'aspetto che ogni pena
m'è diletto!».
Dunque la pratica conseguenza di questo giorno in cui il Signore è
andato a prepararci il posto in Paradiso, deve essere questa: «voglio andare a prendere il posto da Missionario
che mi è preparato, e non uno minore!». Questo sentimento non deve essere solo di oggi, ma sempre, tuttavia
oggi specialmente il nostro cuore e la nostra mente devono essere in Paradiso, come dice l'Oremus di oggi:
«Ipsi quoque mente in coelestibus habitemus!». E questo basta....
Ci sarebbe da parlare del mese di Maggio. Ma P. Superiore vi ha già parlato lui. Io vi
esorto solo più a continuare a farlo bene come avete fatto fino adesso. Questa divozione bisogna proprio
appropriarcela, ma che sia una divozione pratica. Questa divozione è necessaria, perché il Signore:
«Omnia nos habere voluit per Mariam!». Senza la divozione alla Madonna non si fa niente. Non è
necessario sentirla sensibilmente, ma bisogna volerla e praticarla.
Domani comincia la Novena dello Spirito Santo. Questa Novena deve stare molto a cuore a tutti. È una
novena prescritta da N.S. stesso agli Apostoli a nostro esempio. N.S. prima di partire ha detto agli Apostoli:
«Ritiratevi a Gerusalemme ed aspettate lo Spirito Santo». Ed essi sono andati a Gerusalemme nel Cenacolo,
e là: «Erant perseverantes unanimiter in oratione cum Maria matre Jesu».
Anzitutto
è conveniente anzi importante, necessaria questa novena? Si, perché di regola lo Spirito Santo non entra in
un'anima che non lo desidera. E collo Spirito Santo ci sono tutti i doni e tutte le grazie. Chi non si prepara a
ricevere questi doni non li riceverà, o almeno non riceverà tutta quell'abbondanza di grazie che
ricevono gli altri. Quindi vedete la necessità di fare bene questa novena.
L'Eterno Padre ed il
Divin Figliuolo è più facile ricordarsi di onorarli e di pregarli. Come quei di Efeso a cui gli Apostoli
avevano domandato se avevano ricevuto lo Spirito Santo ed essi risposero: «Neque scimus esse Spiritum Sanctum!
». Intendevano dire che non avevano ricevuto la Cresima, e ignoravano perfino che ci fosse, perché lo
Spirito Santo l'avevano ricevuto nel Battesimo, perché dice che erano già battezzati in nomine Jesu,
ossia nel nome della SS. Trinità. Così molti non sanno quasi neppure che esiste lo Spirito Santo o almeno
non lo domandano né lo hanno nel cuore e nella mente.
Tante volte che cantiamo il Tantum ergo,
così bello, nella seconda parte attribuisce poi tutto allo Spirito Santo quello che prima aveva attribuito al
Padre e al Figlio: «Laus et jubilatio, etc...». Prima pare che non parli dello Spirito Santo ma poi
attribuisce anche tutto allo Spirito Santo: «Compar sit laudatio». Nel Tantum ergo ci sono tanti belli atti di
Amor di Dio perfetti perciò bisogna sempre dirlo con cuore. Perché attribuendogli a Dio tutte queste
cose, vuol dire che voglio bene a N.S. E quindi faccio tanti atti di amor di Dio...
Se noi diciamo tutte
queste cose allo Spirito Santo non facciamo mica torto agli altri perché anche lo Spirito Santo è una
Persona Divina, e poi lo stesso Divin Figliuolo lo raccomanda Lui stesso agli Apostoli: «Vi darà lo
Spirito Santo, dabit vobis Spiritum Sanctum» ed Egli vi darà tutto quello che «expedit
vobis». Quindi non crediamo di far torto né all'Eterno Padre né a N.S. Infatti N.S. è quello
che ci ha meritato tutte le grazie colla sua Passione e morte; ma però chi adesso ha questo tesoro è lo
Spirito Santo il quale dirige la Chiesa e continua ad applicarci i meriti di N.S.
Quindi ricorriamo pure
sovente allo Spirito Santo senza paura di far torto a nessuno: questa è l'economia della D.
Provvidenza.
Abbiamo bisogno di tutti i suoi doni: della pietà, del timor di Dio, ma sopratutto
della fortezza per vincere i nostri difetti, sopportare tutte le miserie di questa vita, specialmente poi le fatiche della
vita di Missione.
Perciò bisogna far bene questa novena. Tutto l'anno bisogna avere questa
divozione allo Spirito Santo, far bene il segno di Croce, l'inchino al Gloria, e proprio fino al Santo, to ..., o...
Certuni fanno solo inchino al Padre, altri solo fino al Figlio e invece no... bisogna farlo fino alla fine... Sono
piccolezze, ma bisogna farle. Ricordiamoci sempre di quelle che faceva quel generale che forse adesso è
andato in Paradiso, perché non l'ho più visto, il quale tutti i giorni veniva in Duomo e accompagnava tutto
l'Ufficio coi Canonici. E quando si era al Gloria, quel generale faceva sempre inchino molto bene, chinava proprio
giù la testa, e fino al «Sancto...». Io dicevo: «Se fossero qui i nostri chierici!... glielo
farei vedere».
Son minuzie; ma è appunto di minuzie che consiste la pietà, la
virtù, la nostra perfezione: colle minuzie si fa la perfezione delle cose.
Facciamo bene questa
novena: prepariamo il nostro cuore a ricevere lo Spirito Santo coi suoi doni, colla sapienza e colla scienza, specialmente
chi ne ha più bisogno. Diciamo bene quella bella sequenza, il «Veni Creator» e poi tante belle
giaculatorie: «Veni Pater pauperum, Veni Dator munerum...!».
E come fare a far bene questa
novena? Io la riduco a cinque cose:
1) È la solitudine che è assolutamente necessaria per
ricevere lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo non ama il rumore, la dissipazione: quindi in questi giorni ci vuole
più raccoglimento. Certe volte ci son della gente che sta delle ore senza sapere che cosa fanno, senza pensare a
Dio. Questo raccoglimento si può avere anche in ricreazione... non è mica necessario metter fuori tutto noi
medesimi per far bene ricreazione. Ci sono stati degli uomini che dettavano a due o tre amanuensi insieme. Costoro non si
spandevano tutti per uno, tenevano il pensiero diviso per diverse materie. Noi non abbiamo la testa per
quello... ma anche noi... in ricreazione si può benissimo essere amabile e nel nostro cuore comunicare
con Dio.
In Comunità tante volte si ha paura di dar buon esempio, di spiritualizzare gli altri.
Tutti vorrebbero fare bene, e nessuno ha il coraggio di cominciare; quando si mette uno tutti fanno.
In
questa novena bisogna star attenti a prepararci col raccoglimento a ricevere lo Spirito Santo: ed Egli venendo ci
vivificherà.
2) Il secondo mezzo è la preghiera: «erant
perseverantes in oratione», facevano come gli esercizi spirituali. Noi non possiamo farli, ma si può
fare un po' più di preghiera, delle piccole visite, frequenti giaculatorie: «Emitte Spiritum tuum et
creabuntur...» sarà di me come una nuova creatura, nuovo cuore, nuova testa.
3) Il terzo mezzo è la carità: «Erant perseverantes — unanimiter —».
È necessaria la carità per avere i doni dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è Egli stesso
carità, la carità tra il Padre ed il Figlio, e perciò vuole carità. E «unanimiter»
non vuol sol dire una carità generale, ma proprio che bisogna essere un cuor solo ed un'anima sola, ci vuole
unione di idee e di sentimenti.
4) Gli Apostoli nel cenacolo «erant... cum Maria matre Jesu».
Siamo nel mese di maggio, e perciò tutto quello che facciamo dobbiamo farlo per la Madonna affinchè
essa ci aiuti a ricevere bene lo Spirito Santo. La Madonna si è interessata molto per gli Apostoli quando erano nel
cenacolo, ed ha influito molto che lo Spirito Santo entrasse abbondante in loro. E poi dicono i Santi che è la
Madonna che ci aiuta a ricevere le grazie. Perciò domandiamo che ci ottenga i doni e le grazie dello Spirito Santo.
«Si quis indiget sapientia, postu-let...», la domandi alla Madonna, ed essa gliela darà: il Signore ha
disposto che ricevessimo tutte le grazie per le mani di Maria SS.
Facciamo così: e tra la novena e
l'ottava dello Spirito Santo passiamo quasi tutto il mese di maggio, di Maria SS.
In questo modo faremo un
gran passo nella virtù e nella perfezione, e venendo lo Spirito di Dio, ci brucerà, ci
infiammerà tutti.
Certo che un'anima che abbia lo Spirito Santo ne sa più dei Dottoroni,
perché lo Spirito Santo ispira... Anche il Signore diceva: «Quando vi condurranno nei tribunali, non
pensate a ciò che avete da dire, perché lo Spirito S. vi ispirerà».
Lo Spirito S.
ha un grande desiderio di comunicarsi: sta dal nostro desiderio. Questo sia il nostro impegno in questi
giorni.
Abbiamo bisogno dello Spirito S. non solo per ciascuno di noi; ma anche per l'Istituto,
affinchè lo diriga sempre bene, perciò pregatelo che illumini i nostri superiori... Ne abbiamo bisogno per
la Chiesa, affinchè continui ad ispirarla come l'ha sempre ispirata.
La divozione allo Spirito S.
deve stare molto a cuore ad ognuno di noi; e non una divozione qualunque, ma una divozione particolare.