24 aprile 1922
Quad. XVI, 35- 36
(24 Aprile 1922)
Centenario di S. Fedele da Sigmaringa
Non a caso, o miei cari, a fianco della cara Consolata su questo al­tare stanno dipinti due Santi: S. Fedele da Sigm. e S. Luigi. Vi sono po­sti a vostra protezione ed imitazione. S. Luigi perché mostrandovi la preziosità della virtù della purezza e castità vi ajuti nella lotta diffìcile contro le insidie che il demonio e la carne muovono contro queste virtù. Voi sapete che per riuscire vittoriosi ci vuole preghiera e mortificazio­ne: in oratione et jejunio... Eppure dice un Santo padre: sii pure umile, sia pio, se pur è possibile: si non est castus, nihil est. Venendo varie vol­te nel giorno in Cappella, dopo lo sguardo a Gesù Sacramentato ed a Maria SS. guardate S. Luigi a domandargli la grazia della bella virtù, rinnovando il proposito di usare tutti i mezzi per conservarvi casti.
Ma a destra della Madonna è un buon frate Cappuccino; perché? È protettore vostro come religiosi e come missionari. Questo Santo come scrisse il S, Padre Pio XI si rese esemplare perfetto dei missionari e del come debbano degnamente prepararsi al ministero apostolico (Lett. al Generale dei Cappuccini).
È il primo missionario mandato da S. Propaganda contro gli ereti­ci nella Rezia e ne fu il primo martire. Aggiungo, che per noi deve esse­re speciale protettore (V. Quad. I p. 21). Leggetene la vita per ricopiare in voi le virtù del gran Santo, e ricorrete alla sua intercessione per otte­nere, come dice il Papa, il vostro ingegno con lo studio delle varie disci­pline, ed allenare l'anima nella pratica costante di tutte le virtù (l.c.). Egli servirà ai provandi e Novizii a vincere le tentazioni di scoraggiamento anche sotto la specie del maggior bene e ci farà raffrenare la troppa giovanile avidità del ministero, mentre fatto sacerdote e professo, crede esser meglio ancora per quattro anni attendere allo studio del­la S. Teologia.
«L'esempio di S. Fedele infervorì, dice il P. Melchiorre da Benisa Procuratore dei Cappuccini, in noi lo zelo per l'Apostolato. Per essere degni Apostoli, soggiunge il medesimo, occorre prepararvisi seriamente e lungamente; occorre quel corredo di cognizioni divine ed umane ri­chieste dai tempi e dalle popolazioni, cui dobbiamo evangelizzare; oc­corre avere virtù non comuni, ed un eccellente spirito d'immolazione».
Specialmente dovete imitare il Santo nella sua virtù caratteristica, che fu la fedeltà a tutti i suoi doveri. Fedele di nome, presolo nella S. Vestizione, si dimostrò tale nel corispondere alla chiamata alla Religio­ne, staccandosi dal molto che il mondo gli prometteva... (Quad. I p. 21). Fu fedele nel corrispondervi, e questa fedeltà fu in Lui universale, cordiale e semplice.
Il predicatore della Vestizione prese per testo: Esto fidelis et accipies coronam vitae. Anche voi siate fedeli in tutto e riceverete infine il premio del bel Paradiso.