[vol. V, pp. 259-260, n. 607]

J. M. J.

Torino, 31 agosto [luglio]1909
Festa di S. Ignazio

Carissimi figli in Gesù Cristo,

Col cuore ripieno della gioia più viva vengo ad annunziarvi la grazia insigne che la SS. Consolata ci ha ottenuto dal Signore a bene delle nostre Missioni e del nostro Istituto.

Il Santo Padre Pio X con tre distinti Brevi dei 12 e 15 corrente erigeva la nostra Missione del Kenya in Vicariato Apostolico, e lo affidava al nostro caro P. Filippo Perlo, decorandolo con il titolo di Vicario Apostolico e di Vescovo di Maronia.

Con tale atto venne conferita alle nostre Missioni la più alta dignità e importanza che possa acquistare un campo d’apostolato fra gli infedeli. E ciò dopo soli sette anni dalla vostra entrata in coteste barbare terre; e il 28 giugno passato, vigilia della festa dei S. Apost. Pietro e Paolo, giorno preciso nel quale sette anni prima poneste piede a Tusu. La S. Congregazione di Propaganda Fide in seduta plenaria di quel dì deliberò ad unanimità di proporre le due cose alla sanzione del Sommo Pontefice, il quale benignamente approvò la decisione presa dagli Eminentissimi Cardinali di Propaganda.

Nella comune letizia dell’Istituto e dei devoti della Consolata il primo mio pensiero corre a voi per rallegrarmi che il vostro zelo apostolico e le vostre fatiche abbiano ottenuto il più bel premio che si potesse aspettare quaggiù. Voi avete seminato nei passati anni tra ogni sorta di fatiche e di affanni; ma ora vi vedete piene le mani di manipoli di anime convertite o prossime alla Fede.

Ben quindi può applicarsi a voi il detto del Salmo: «Euntes ibant et flebant, mittentes semina sua. Venientes autem cum exultatione portantes manipulos suos». Ed è questo buon frutto raccolto in breve tempo che mosse la S. Congregazione e il Ven.do Card. Gotti a saltare il grado di Prefettura ed a concederci sì presto questo di Vicariato.

Del favore ringraziate il Signore, e, come si fa nella Casa Madre, appena ricevuta questa mia cantate un solenne Te Deum con la benedizione del SS. Sacramento. In seguito, omesso le preghiere che da tempo vi avevo prescritte, per nove giorni recitate in comune tre Salve Regina con l’Oremus pro gratiarum actione. Dopo, ripiglierete la recita del Veni Creator con tre Ave Maria, per implorare sul Neo Vescovo l’abbondanza delle grazie episcopali, sino al giorno della sua consacrazione, che già avendone licenza speriamo sarà compiuta fra non molto nel nostro Santuario.

Questo tratto di predilezione da parte della S. Sede vi sia soprattutto efficace incoraggiamento a perseverare nella santa vocazione, e a dedicarvi con sempre maggior ardore e costanza all’opera così manifestamente benedetta da Dio. Ma il vostro lavoro sia fatto con la massima purità d’intenzione perché sia degno della protezione divina, stando scritto che protegam eum, quoniam cognovit Nomen Meum.

Ai piedi della cara nostra Patrona vi benedico tutti di gran cuore, raccomandandomi alle vostre preghiere.

In G. M. e G. aff.mo