[vol. VII, pp. 383-384, n. 1019]

W. G. M. G.

Torino, 14 agosto 1916

Carissima in N. S. G. C.,

Penso di pagarti la Festa di domani con poche mie righe. Queste siano tutte del Paradiso, dove specialmente in questa Solennità dobbiamo fissare il pensiero ed anche gli occhi. Non siamo così santi come S. Stanislao Kostka da meritarci di presto assistere all’annuale Festa dell’Incoronazione della nostra cara Madre. Ma questo giorno verrà pure per noi; frattanto prepariamoci con sempre maggior distacco da tutto e da noi stessi. Ecco ciò che dissi nei passati giorni alle Suore.

Spero che la campagna e la buona compagnia ti abbiano già sollevata e migliorata. Bisogna pazientare, e usare i mezzi che Dio ti presenta. Le Suore sanno della tua venuta costà, ed esposi pure quanto conveniva della tua malattia. Non ho creduto finora bene che ti scrivessero per non disturbare le tue cure; ti scriveranno presto l’Assistente e Suor Economa. Suor Chiara è a S. Ignazio con le nove professe le più bisognose di quel clima. Passati quindici giorni ritorneranno, e vi andranno altre con Suor Economa; tutte vanno quasi ogni mattino a passeggio, ed una volta la settimana a Rivoli. Si lavora e si studia, e mi dicono che non trovano tempo per stare oziose. Pregano per te e per la tua piena guarigione.

Godo che possa ricevere sovente Gesù Sacramentato; quanto al digiuno fa’ come ti senti, rimettendoti al giudizio dell’Arciprete. Del resto viviamo di Fede e nel S. Cuore di Gesù.

Tante cose a Papà ed alle sorelle, implorando su di te e su tutti la Benedizione della cara Consolata, aff.mo in G. M. G.