[vol. VII, p. 327, n. 1073]
Torino, dopo il 21 marzo 1917
Caro D. Spinello,
Come mi rallegrò la tua visita ad Occelli e i conforti veramente fraterni dategli (come il medesimo mi scrisse); così mi fa pena il succedutoti. Fa’ coraggio e tutto poni ai piedi della Croce per cavarne un merito. Se abbisogni di denari, scrivimi. Noi preghiamo per te la nostra cara Consolata. Fa’ Pasqua come ti è possibile, come Sant’Ermenegildo. Ti benedico di gran cuore.