[vol. VII, pp. 612-613, n. 1115]

W. G. M. G.

Torino, 7 settembre 1917

Cara Suor Margherita,

Abbiamo ricevuto le tue lettere, e particolarmente la indirizzata a me N. 26.

Mi consolano le notizie del molto bene che operano le suore negli Ospedali e le tante anime che salvano. Deo gratias! Il Signore le sostenga e le renda sante missionarie. Mi fa pena che tu non sii bene in salute, e tuttavia debba lavorare di più per la mancanza di personale. Usati i dovuti riguardi, e contentati di fare ciò che puoi; passata la guerra verranno altre ad aiutarvi.

Riguardo ai S. Voti perpetui, è mia intenzione di non ammettere le Suore se prima non avrò certe e minute informazioni di ognuna. Stante l’impossibilità in questo stato di guerra di averle, si aspetterà a fare la professione quando io stimerò meglio. Anzi studio d’accordo con l’Autorità ecclesiastica, se non sarà il caso di rinnovare i voti solo per certo tempo, per es. per altri cinque anni. Alle Suore quindi dirai che abbiano fretta di farsi vere missionarie, sante; piuttosto che ambire i voti perpetui. Avranno gli stessi meriti e, di più, faranno l’ubbidienza dei superiori. Ciò naturalmente non sarebbe per te e per alcune; ma la disposizione dovrà prendersi per tutte.

Non è il caso per ora di fare ciò sapere alle suore; basterà che dica singolarmente la possibilità d’un ritardo.

Tu intanto subito mettiti a farmi una relazione dettagliata di quelle che dovrebbero professare. Noterai il bene ed il male, il profitto fatto o non fatto in questi anni; i loro caratteri, e se corretti o no; la seria speranza che danno d’un buon avvenire. Devi scrivere tutto, anche i dubbi; ed aggiungerai il tuo giudizio, ecc. ecc.

Fanne due copie (potresti a macchina) in caso la prima si perdesse per mare. Questa relazione mostrala a nessuno; e la spedirai direttamente a me.

Avanti nel Signore e nella Benedizione che imparto di gran cuore prima su di te e poi su tutte... In G. C.