[vol. VII, p. 630, n. 1127]
Torino, prima del 24 ottobre 1917
Caro Nepote,
Come ebbi pena della notizia inviatami di essere stato obbligato a lasciare il posto per..., così più sono stato consolato dall’ultima lettera. La cara nostra Consolata voleva solo il sacrifizio di volontà, e bastò. Deo gratias! Sopratutto per la parte spirituale. Coraggio in spe... Io ti benedico sempre e prego. Se abbisogni di denari o d’altro scrivimi liberamente.
aff.mo in G. C.