[vol. VIII, p. 154, n. 1210]
Torino, li 3 luglio 1918
Carissimo D. Ferrero,
Alla tua lettera, ricevuta ieri, non voglio ritardare la risposta. Anzitutto ti ringrazio della tua apertura di cuore, sebbene tema di farmi pena. Sì, o mio caro, io prendo viva parte alle tue prove, ne soffro e vorrei sollevarti e liberarti... Non potendo per ora fare altro, pregherò di più per te la cara Madre, ed implorerò spirito di fortezza e l’eroismo dei martiri. Abbandonati nelle braccia di Maria SS.;
Essa ti consolerà e convertirà il lutto in gaudio; e saprà cavare dal male e dall’umiliazione il bene. Pensami a te vicino e confortati. Continua nullamente a scrivermi sempre la verità, e tutta... Coraggio...; pensa a quanto vorrei dirti.
Ti benedico di gran cuore aff.mo in G. C.