[vol. VIII, pp. 235-236, n. 1247]
W. G. M. G.
Torino, 22 novembre 1918
Cara Suor Giuseppina,
Ti compatisco nel tuo dolore, e mi rallegro in esso. Veramente la Casa della tua santificazione e della tua gloria è qui; e non devi trovare stabile pace in altro luogo che qui. Ma il Signore ti volle provare per sempre più staccarti dal mondo, e più attaccarti a Lui. Verrà però il bel giorno! Aspettalo, desideralo; ma con spirito di rassegnazione...
I motivi del ritardo te li disse il Sig. V. Rettore; non c’è altro. Le consorelle ti ricordano sempre, ti desiderano, e ti scriveranno una lettera collettiva. Mi dicono che per loro il tempo non è tempo, tanto loro sfugge...
Stanno per partire per l’Africa quattro missionari; di Suore per ora nessuna. Aspettiamo con ansia il ritorno dei cari militarizzati...
Dopo la solennità della Concezione faranno la vestizione quattro; ma a porte chiuse agli stessi parenti; perché non ci portino l’epidemia, da cui per grazia di Dio siamo stati finora esenti. Devi sapere che in Torino pare prenda a nuovamente rincrudire il malore. Infine sta tranquilla, non tenere per castigo la tua prova; fa’ anzi che sempre più ti purifichi, e ti riaccenda nello spirito della gloriosa vocazione...
Il Signor V. Rettore è a letto da qualche giorno per stanchezza e costipazione, non per quell’influenza; e ti saluta.
Ringrazia la buona sorella Maddalena della graziosa offerta; sarà madrina.
Tanti ossequi ai buoni genitori e a tutta la Famiglia e al R.mo Prevosto. Ti benedico ai piedi della cara Consolata.
In G. M. G. aff.mo