[vol. VIII, 279-280, n. 1258]

Torino, prima del 25 gennaio 1919

Caro Monsignore,

Sono già trascorsi tanti anni dall’ultima sua venuta in Italia; ed è conveniente che V. E. quando le sia possibile, vi ritorni, anche per breve tempo. Ciò esigono il dovere della visita ad limina, e il bene dell’Istituto, per le tante cose da concertarsi di presenza.

Standomi a cuore il consolidamento dell’istituto, vorrei che durante la di Lei permanenza ottenessimo l’approvazione definitiva dell’Istituto e l’approvazione delle Costituzioni.

A questo fine le spedirò di esse, se pure non partirà Chiomio prima, una copia corretta secondo l’esperienza passata, sulla quale V. S. studi e che tutti i sacerdoti dicano il loro giudizio. Spetta a tutti osservarne le prescrizioni, è quindi conveniente che tutti facciano le loro osservazioni. V. E. le proponga a ciascuno, e ne riceva per iscritto le obbiezioni che V. E. recherà seco nella sua venuta a Torino.

È poi necessario, specialmente anche per la morte di D. Costa, che per il buon andamento della Casa-Madre che venga al più presto un anziano a dirigerla; mi sembra a ciò il più idoneo il p. Gays. Sarebbe anche necessario vi venisse il p. Perrachon per sistemare gli affari di famiglia con la sorella rimasta vedova in mezzo a difficoltà. Costui poi intenderei di ritenerlo per qualche tempo in Casa-Madre per il bisogno dell’Istituto. Con la pace alcuni sacerdoti saranno liberi, e vari chierici anziani riceveranno le ordinazioni; e li manderemo. Sarà per il Vicariato un sacrificio togliere due sacerdoti; eppure bisogna aver pazienza per ben formare altri missionari.

Tranne D. Rossi e questi due per ora nessuno rimpatrii. Me lo domandò P. Bodino; ma non è il caso. Bisogna procedere per anzianità, dai non mai venuti, e che abbiano speciale bisogno.

Il P. Prina desidera intitolare la nuova stazione alla Madonna di Trana. Per parte mia non avrei difficoltà, veda lei se ne sia il caso.

Di tante altre cose le scrisse e scriverà il Sig. V. Rettore; non resta a me che rallegrarmi del gran bene che si opera costì; e Deo gratias. Mi abbia in Domino aff.