[vol. VIII, pp. 610-611, n. 1350]

Torino, li 24 maggio 1920

M. R. Suor Margherita,

Rispondo alle tue lettere di marzo e di aprile (N. 31 – 32).

È pure mio desiderio, che anche voi abbiate presto il Regolamento o Direttorio. Studia su quello di Casa-Madre, facendoti aiutare da Suor Maria.

1. In seguito al N.ro 6 delle Costituzioni si deve sempre tenere l’ordine di anzianità di professione, e non di partenza, o dei posti che ognuna occupa. Saranno però prime la Superiora e l’Assistente. Fuori di questi due titoli non se ne darà alcuno, neppure alle Suore poste a capo delle Stazioni.

Per i singoli uffici bisogna avere in mira non l’anzianità, ma l’idoneità; ed a capo delle Stazioni si eleggano le più prudenti. Bisogna poi cambiare sovente di posto le Suore, anche le cape di Stazione, ponendole in posti inferiori e sotto altre meno anziane, e forse già loro soggette.

Questo è il metodo da adottare con prudenza al più presto, non badando alle singole suscettibilità; come praticano le Congregazioni ben regolate. È tale il tuo dovere, che comunicherai a Monsignore, spettando a te la disposizione delle Suore dietro gli ordini del Sup. Gen.

2. N. 48. Suggerisci di lasciare la frutta, purché vi sia altro sufficiente. L’atto di accusa in comune si faccia solamente dove è possibile trovarsi sole, e che siano in numero non meno di quattro. Insisti sul domandarsi perdono ogni sera per i mancamenti di carità e di cattivo esempio dati nella giornata.

3. N. 49. I permessi ottenuti da un confessore non è necessario farli rinnovare dagli altri successivi se non sono cambiate le circostanze. Tu permetterai e consiglierai privatamente speciali penitenze corporali secondo la sanità e lo spirito di ciascuna. Le pratiche della disciplina e del cilicio aiutano a correggersi e a perfezionarsi. È preferibile la disciplina quando è possibile. L’uso del cilicio sia solamente di qualche ora, una o due volte la settimana, e non dopo il cibo.

Per te bastano le penitenze materiali e morali dell’ufficio.

4. N. 55. Col nome di Ordinario, è chiaro intendersi qui il Vicario o Prefetto Apostolico, e non il confessore.

5. Il taglio dei capelli non sia arbitrario, ma regolato dalla Superiora o dall’Assistente secondo i tempi propizi ed il bisogno delle Suore. Le cuffie si tengano in caso di malattia, e se hanno le trecce; altrimenti lascia libertà se non vedi speciali inconvenienti.

Proibisci alle Suore la lettura ordinaria dei giornali.

Il Signore benedica le buone figlie, che di mente e di cuore osserveranno le dette norme. Aff.mo in G. C.