[vol. VIII, pp. 668-669, n. 1380]

W. G. M. G.

Torino, 7 ottobre 1920

Carissimo Coad. Angelo,

Ho ricevuto le varie tue lettere, ed in tutte vedendo il tuo buon spirito e anche certa allegria e contentezza del tuo stato, ne godetti molto, e ringraziai la nostra SS. Consolata.

Caro Angelo, fai bene a desiderare il Paradiso, ma secondo la S.

Volontà di Dio e non per risparmiarti fatiche, prove e tentazioni. Il Paradiso sarà più bello dopo le prove e le fatiche. Vedi, io sono prossimo ai 70 anni, e sebbene desiderassi fin da chierico di partire, vi sono ancora e non voglio che la S. Volontà di Dio.

Il Signore ti dà buon volere e capacità di stampare molti buoni libri e fogli, donde verrà tanto bene alle anime; siine contento, e continua in questo vero apostolato anche fino alla vecchiaia. Ricordati del detto di S. Teresa: nulla ti turbi; tutto passa!

Il caro P. Perrachon ti aiuterà nello spirito; egli mi parlò tanto bene di te e ti vuol bene...

Mi rincresce doverti dire che il caro Pacifico è di nuovo a casa per salute dopo avergli in Comunità usate tante cure. Io però non lo abbandono e gli mandai solo dei passati giorni L. 100 perché la nonna possa sostenerlo. È tanto buono e studioso, e gli scrissi che lo considero già fra i chierici. Prega che il Signore lo consoli e risani per le missioni. Ti mando l’ultima lettera che mi scrisse. Sta’ tranquillo su di lui perché mi è più che figlio.

Mi rallegro del bel racconto fatto al fratello; lo stamperemo sul periodico. Coraggio e avanti a fare molto bene; il tuo è vero apostolato. Ti benedico... aff.mo in G. C.