[vol. IX/1, pp. 30-31, n. 1406]

J. M. J.

Roma, 26 febbraio 1921

Carissimo P. Gays,

Siamo giunti felicemente a Roma con un ritardo di tre ore. Le buone Figlie di S. Giuseppe ci aspettarono e ci ricevettero con santa cordialità. Celebrata la S. Messa nella loro Cappella passammo il giovedì in visita al Postulatore Mons. Virili, ai Card. Cagliero e Card. Valfré, e alla Contessa Ledòchowska. Venerdì, solo allora, potemmo fare visita a S. Pietro, poscia al Maestro di camera di Sua Santità. Domandammo una visita privata del S. Padre; ma per dopo la Funzione di Domenica. Invece ieri sera ci giunse l’invito per l’udienza del S. Padre per oggi alle 11. Il S. Padre ci ricevette subito e ci trattenne trentadue minuti. Siamo felici della Bontà di Benedetto XV per la Consolata, Convitto e Missionari.

Ieri andammo pure dal Baron De Giura che ci accolse con il suo modo cordiale (lo conosce P. Ferrero) e ci volle senz’altro concedere la riduzione per il nostro ritorno in Ferrovia. Siamo alla sera dal Card. Bisleti Ponente della Causa Cafasso. Intanto tutti vogliono biglietti per la Funzione di domani; noi saremo condotti in Vaticano dal Conte Sterbini, e là il Maestro di Camera ci riceverà per condurci in luogo particolare presso il trono del S. Padre.

Quando riceverete questa mia, tutto sarà compiuto, e spero ottimamente.

Lunedì, se riceveremo gli stampati delle Costituzioni, andremo in Propaganda. Avremo ancora tante cose da disimpegnare, poi ritorneremo. Dica a tutti che preghino e siano buoni perché Dio ci benedica in tutto. Ho ricevuto ieri la cara lettera di V. S. Tante cose in Domino, e la Benedizione del S. Padre. Aff.mo in G. C.