[vol. IX/1, pp. 71-72, n. 1422]

J. M. J.

SS. Consolata, 17 maggio 1921

Caro P. Ferrero,

Non posso lasciarti così in pena. Già avrai da generoso fatta offerta a Gesù della pena, ora pensa a dimenticare la brutta impressione...

Che P. Gays mi abbia detto quelle parole non mi consta; può darsi che io non ci abbia badato. Certamente la vita del P. Costa l’ho io, e non la imprestai che a P. Rosso, affinché la rivedesse e come compagno di tutti i corsi del Ginnasio la aumentasse con i propri ricordi. Non è quindi il caso di cancellare ecc.

Della tua ottima affezione a P. Occelli non sei che da lodare…

Sta’ dunque tranquillo nel S. Cuore, e in Lui solo riponi tutta l’amarezza del tuo cuore.

Ti aspetto presto alla Consolata...

aff.mo in G. C.