[vol. IX/2, pp. 672-673, n. 1704]
J. M. J.
Torino, 28 ottobre 1923
Caro P. Gamberutti,
Mi fa pena che tu sii tuttora indisposto; parla a qualche buon medico, e fa’ la cura che ti prescrive.
Ho ricevuto questa e l’altra lettera; non ti risposi perché aspettavo di darti notizie più sicure riguardo alla Somalia. Devi sapere che S. E. il Sig.or De-Vecchi, eletto governatore della Somalia, m’invitò a sua casa per parlarmi. Vi andai con P. Gays. Voleva che accettassimo la Prefettura quanto prima. Parlava a nome del Ministero, a cui avrebbe riferito la mia risposta. Andò infatti a Roma di quella sera (19 corr.), e ritornato chiese di venirmi a trovare; ma non venne ancora.
Per tua norma io non mi dimostrai entusiasta, ma neppure contrario alla proposta. Posi per condizioni:
1) Che provasse ancora i Trinitari trattandoli bene. 2) Noi non potremo andare prima di un anno; egli vuole fra sei mesi, che io dissi impossibile. 3) Assoluta libertà in tutto con prudenza. 4) Soccorso del Governo d’un milione per incominciare, e poi un mezzo milione ogni anno fino a tempo da determinare.
Non si stupì di queste condizioni, forse ora ne avrà parlato a Roma, e vorrà rispondermi.
Dopo la conversazione che faremo, se le cose fossero diverse, ti scriverò. Sia questo per tua norma andando al Ministero. In Propaganda se te ne parlano, dirai che noi non ci moviamo che all’ordine di Lei, specialmente perché non vogliamo scalzare i Trinitari. Quanto al milione parlane con nessuno, eccetto che nel Ministero te ne parlino. Cerchiamo anche in ciò la sola Volontà di Dio.
Grazie dello scritto sugli Oblati. Veramente non hanno scritto secondo il desiderio nostro e lo schema dato; pazienza, servirà a qualche cosa. Tu ringrazia il Ministro, lasciandogli però capire che non siamo soddisfatti.
Bene della Chiesetta di S. Giuseppe; opera e noi preghiamo S. Giuseppe perché ci voglia.
Dell’affare della mia dispensa fa’ quel che puoi, informati da Mons. Parisio ciò che devi fare.
Lavora sull’Ente Morale per ottenerlo presto e senza spese di trapasso almeno per il nostro.
Qui nulla di nuovo. La Consolata ti guarisca e ti benedica in tutte le tue mansioni. Se abbisogni di caffè per altri, scrivi. aff.