[vol. X, pp. 126-127, n. 1754]
Torino, li 28 agosto 1924
Mia carissima Suor Giuseppina,
Sono contento della tua apertura di cuore, trattandosi di cosa di tanta importanza.
Uscire dall’istituto, lasciare le Missioni dopo tanti anni di vera vocazione, ed anche di grazie speciali ricevute da Dio, non senti che è una terribile tentazione del demonio, che ti vuol togliere dalla pace e dalla via, per cui Dio ti vuole per condurti ad una infelicità in questa vita e nell’eternità ? Ascolta me, che sai che ti volli e ti voglio sempre bene di vero amore paterno. Permane in vocatione qua vocata es. Venisse un Angelo a dirti diversamente, non crederlo, ma sta’ ferma all’obbedienza dei tuoi superiori. Mons. Perrachon, e Mons. Perlo, a cui credetti bene di dirne in tutto segreto una parola, ti scongiurano a non fare tale passo, anzi sono certi che non lo farai. Vinci il demonio e le sue tentazioni con il prepararti ai voti perpetui, che presto ti inviteranno a fare. Con ciò acquisterai la pace e la certezza di essere nella via del Paradiso. Io che sono vecchio e presso a morire, non ho maggior conforto, che nel vedermi dove mi volle il buon Dio; tu ricorderai questo mio detto in CasaMadre. Coraggio, dunque; ed io mentre vivo quaggiù e in Paradiso dove andrò, ti assisterò con le mie preghiere per ottenerti la perseveranza finale nella tua vocazione. Frattanto, approfittati dei santi consigli di Mons. Perrachon, a cui ti raccomando per lettera. Prega come Gesù, che factus in agonia prolixius orabat. Passerà il turbine, e tu presto mi scriverai dandomi buone notizie, che io aspetto con certezza. Fa’ i voti perpetui.
Ai piedi della nostra SS. Consolata ti benedico, e meco si unisce per benedirti Mons. Perlo. in Corde Jesu aff.