[Parlando dell’Ordine dell’Esorcistato] Anche al presente si vedono vere ossessioni e vessazioni minori. Es. l’indemoniata guarita dalla medaglia della Consolata; e certa persona maltrattata dal demonio e trasportata altrove, dei quali io fui testimonio. (cfm,II, 756 msc)
Ma anche al presente ci sono [indemoniati]; ed io vi conto due fatti, voi non ne avete ancora visti, ma io vi conto due fatti che ho veramente visto: uno è un miracolo della Consolata... ed aveva tutti i segni dell’ossessione. Ed un altro fatto ancora di una persona che fu vessata dal demonio in tutti i modi. Per esempio da Torino il demonio la trasportava a S. Pancrazio, ed altre volte la trasportava sulle colline, è un fatto che sono andato proprio ad accertarlo. Una notte questa persona è stata trasportata dal demonio a S. Pancrazio, ed il domani essa è andata da quei padri di S. Pancrazio a farsi dare alcuni soldi per poter prendere il treno e venire giù a Torino. E quel Padre non ha voluto credere, e le ha dato alfine dieci soldi per venire a Torino... E allora essa ha preso il tram, quanto poteva prenderne con dieci soldi ed è venuta a Torino, ed il resto della strada l’ha fatto a piedi. Ed io ho voluto accertarmi, ed ho scritto a quei Padri, se era vero che il tal giorno alla tal ora era stata una tal persona da loro dicendo così e così, a cui avessero dato dieci soldi, e mi hanno risposto che era tutto vero. E così con quei dieci soldi ha potuto prendere il tramvai fin dove la portava, e poi è venuta a piedi ed è arrivata a casa di mattino e nessuno se n’è accorto. Altre volte poi la stessa persona era trasportata sulle colline di Moncalieri, e questo è durato degli anni, una vera vessazione diabolica esterna... ed era molto tribolata; certo il Signore lo permetteva questo per santificarla, ma il fatto sta così...
[...] E quella donna che era così vessata dal demonio è poi andata a fare un pellegrinaggio a Lourdes, ed è stata libera. (cfm,II, 759 e 761)
L’altro fatto poi di vera ossessione è pure verissimo: era una donna, e le furon fatti gli esorcismi e rispondeva parole che non ho mai sentito in questo mondo. Era una vera ossessione diabolica: veniva da Massé(?) d’Ivrea. Fu mandata a Torino perché creduta posseduta dal demonio, e venne con una lettera di Mons. Riccardi, dov’egli dichiarava a Mons. Gastaldi che aveva esplorato il caso e la riteneva come un vero caso di vera ossessione diabolica, e la mandava quindi alla Consolata per vedere che Ella facesse la grazia. E mi mandarono a dire che le avessi dati gli esorcismi, e intanto si tentò di farla entrare alla Consolata, ma non ci fu verso, in quattro uomini non ebbero la forza di trasportarla entro il Santuario. E allora fu ricondotta in una famiglia che la teneva per quel tempo, e non si sapeva come fare. E allora mi mandarono a chiamare perché fossi andato a farle gli esorcismi. Ma io ho subito risposto: “io non ci vado”. - E allora sono andati da Mons. Gastaldi che mi mandò dire che ci andassi anche per consolare un po’ quella gente. Ed io allora ci sono andato: e quella povera donna aveva veramente tutti i segni di essere veramente indemoniata. E vi dirò quali siano questi segni.
Appena entrato con una medaglia benedetta, della Consolata, essa si avventa contro di me, e se non la tenevano bene, mi sarebbe saltata addosso. Quando venivo senza di niente era allegra e non si accorgeva di nulla, ma quando venivo colla stola, anche l’avessi in tasca, essa si voltava subito verso di me, e mi indicava ai circostanti, anche che io fossi in altre stanze; ed abbiamo fatte parecchie prove, ed essa sempre stava voltata verso di me se avevo la stola, e se non l’avevo non si accorgeva più che io ci fossi. E se entravo da lei senza stola, era niente. Ma guai se entravo colla stola, anche in saccoccia.
Dopo qualche prova, visto che non potevamo niente, ci siamo messi a pregare e fare gli esorcismi colla stola; e allora essa si indispettiva, mandava grida ed urla... diceva nomacci, e parolacce tali che io non aveva mai sentito né sentirò mai più in vita mia. Dopo di avere pregato molto, entrando di tanto in tanto nella stanza per vedere se fosse tranquilla, la trovavo sempre come prima... Ma alfine ho detto: entriamo un poco! Possibile? Bisogna che la Madonna la faccia questa grazia, sono venuto qui per questo, e la Madonna la deve fare: prendo la medaglia della Consolata, mi getto nella camera, gliela impongo lì sulla bocca, dicendo: “Riconosci la tua Padrona!”. Era fatto: ella è caduta come morta! Allora sono venuti gli altri, le hanno dato alcuna cosa per farla ristabilire, ed è rinvenuta, ed ha ringraziato tanto la Consolata, e tutti gli anni è sempre venuta in pellegrinaggio alla Consolata a ringraziare la Madonna. E questo l’ho visto io... e questo è avvenuto nel secolo XIX, questi sono fatti e nessuno ha potuto spiegarli naturalmente.
(cfm,II, 759-760)