Siete contente delle nostre feste? Come la gente vuol bene alla nostra Madonna! E' una santa superbia veder onorata la Mamma. Quest'anno [1916] la festa è stata più solenne del solito... tante, tantissime Comunioni; c'erano ventiquattro confessori... Poi vi è stata la dimostrazione del Papa: ve la mostrerò quella bella pisside; e la lettera di accompagnamento l'avete letta? Ha mandato il conte Sacconi a portarla, poi il Cardinale dopo la presentazione alla Consolata, l'ha messa sull'altare... C'era tanta gente e tutti volevano vedere che cosa era perché i giornali non specificavano il dono. E' stata esposta un giorno. Adesso l'ho in camera mia ed ho la chiave in tasca. E' un po' pesante, si vede che quando il Papa comunica è un altro che gli tiene la pisside... Per primo l'ha adoperata il Cardinale e gliel'ha tenuta il Vice Rettore, ed ha comunicato fino a cinque persone, fra le quali il conte che l'ha portata. Poi ha concesso l'indulgenza toties quoties. Solo che chi entrava in chiesa non poteva più uscire (per la folla) e alla sera non volevano lasciar chiudere la porta, ma i sacrestani erano stanchi perché avevano già passata la notte prima... Quante Comunioni, innumerevoli!...
[...] Il Papa ci mandò a dire che confidava nella Consolata e desiderava nell'ottava qualche funzione speciale per Lui, e così faremo il triduo: domenica, lunedì, martedì. (cfs,I, 382-383)
Alla Consolata stamattina [6 ottobre 1918, Festa del S. Rosario], invece di dir Messa con la pianeta verde, l'abbiamo detta con quella bianca. Per dirla quest'oggi bisogna che si faccia una solennità. (cfs,II, 359)
(Parla del triduo solenne per la pace, fatto alla Consolata, ove parteciparono molti consiglieri, il rappresentante del sindaco, generali, ecc.) E' un passo questo di cui la Madonna farà molto caso, è proprio la preghiera pubblica. (cfs,II, 184)
Ieri sera, eh, come vogliono bene alla Madonna! (Si era andati all’ora di Adorazione alla Consolata, che era gremita di popolo). Molta gente! Vogliono bene al Signore, e tutti gli anni sapete!... Ma quest’anno in modo particolare per la chiusura dell’”Anno Costantiniano” in ricordo dell’Apparizione della Croce a Costantino.
[...]
Ieri sera c’era ancora chi aveva da fare le visite al Duomo, ed ha domandato a me, ma io non avevo la potestà di mutargliela, e gli ho detto che domandasse al Cardinale, ma neppure il Cardinale non l’aveva, perché una volta designate le Chiese non si cambia più. Così al mattino uno che doveva fare la Comunione ed aveva bevuto, e mi domandava di dispensarlo dal digiuno: “Ma sì, non posso. Pazienza!” Troppo tardi. (cfm,II, 9)
Ieri sera la Consolata era piena. Quanta gente che vogliono bene al Signore! E noi? I due nostri amori: il Crocifisso e Gesù Sacramentato. Avere un tabernacolo ed è proprio vivo come in cielo. E’ proprio una consolazione nell’Istituto avere tante cappelle dove Gesù sta giorno e notte. Alla Consolata vi è in due posti, e c’è nessuno che possa assistervi sempre: tuttavia non è ozioso: semper interpellans pro nobis. (cfm,II, 34)
[Per il quarantennio di Ordinazione sacerdotale]. Conclusione: vi ringrazio veramente; non volevo farlo il quarantennio, e non l’ho detto a nessuno della Consolata, e mi son trovato tutte le candele accese di qua e di là e tutto in aria. Ho detto: vi dò il permesso di fare il 50° anno ma se ci sono ancora. (cfm,I, 583)
[Parlando della Festa della Consolata al Santuario] (Al giovane Garrone) Tuo fratello era fuori di sé; diceva: fa perdere la testa! Quanta confusione! Sono stati fatti i complimenti dei superiori, erano tutti contenti, sia di quelli che hanno servito, che di quelli che hanno aiutato. C’era il Teol. Baravalle che diceva: Fa piacere avere quelli dell’Istituto; si mandano e vanno e vengono e fanno i loro affari, e invece gli altri si fermano a discutere in tutti gli angoli. Due o tre sono stati ad aiutare fino alla fine. Il Teol. Baravalle diceva: Due o tre di questi, e si fa tutto quello che si vuole. Si trattava di un vescovo e due Cardinali: vi fu proprio la festa completa. Il Cardinale così deboluccio,... gli dicevo: il medico le ha dato poi il permesso? Ma, glielo ho dato volentieri il permesso, diceva il medico, perché ha bisogno di aiuto non solo materiale, fisico, ma anche di aiuto morale. [...]
Tutto l’apparato esterno resterà ancora tutta l’ottava. Domenica, lunedì e martedì si farà un triduo secondo l’intenzione del S. Padre, e si pregherà per ottenere la pace. Vi sarà alle dieci Messa, e così si pregherà, e si farà un piacere al S. Padre, che ci ha mandata quella pisside preziosa, appunto raccomandandosi alle preghiere dei divoti della Consolata. L’avete vista la pisside: è pesante sapete! e preziosa. (D. Dolza dice d’averla purificata lui). Oh! L’hai purificata tu? Ora è in camera mia, al sicuro. Può esserci anche dei buoni che la rubano per divozione, come facevano una volta alle reliquie dei santi. L’ho io in custodia, in riguardo, sotto chiave; un dono simile, è un momento... che la gente... (cfm,II, 605)
Vedete, questo triduo si fa per corrispondere al desiderio del S. Padre, che mandato il suo messo, il suo nunzio, ha mostrato desiderio che si pregasse anche nell’ottava, e non solo fino alla festa. E perciò la statua che gli altri anni si ritirava subito, si riponeva, e perciò l’ottava andava via morendo, quest’anno starà fino alla fine dell’ottava nel Santuario; e così anche l’addobbo resterà. Domenica Mons. Castrale vi sarà per la Messa e la benedizione; lunedì Mons. Pinardi e martedì S. Eminenza il Cardinale. E così compiremo il triduo che desidera il S. Padre. Del resto ringraziamo il S. Padre del suo gran dono; ve lo farò vedere, da vicino, lo vedrete, veramente un dono papale; si è già scritto una lettera alla presenza di quel Signore inviato del Papa. Avevamo invitato a pranzo alla Consolata Mons. Cagliero, con qualche altro dei Salesiani, e poi è arrivato d’improvviso anche Mons. Castrense, e l’abbiamo invitato a fare penitenza con noi. E poi quest’oggi, ho avuto un bel dire che non andavo in nessun posto, m’hanno voluto a pranzo al Cottolengo, e c’era anche quel Signore e si è scritto una lettera al S. Padre, in ringraziamento per questo regalo. Questo regalo indica un’approvazione delle molte Comunioni che si fanno al Santuario, e una spinta a farne sempre di più, e perciò rispondiamo che lo faremo. (cfm,II, 613)
Una volta si andava di più a far pasqua. Una volta anche alla Consolata alla vigilia di Pasqua c’era da attendere alle confessioni fino a tardi... alle 11 e tre quarti, bisognava prendere un po’ di minestrina per poter star su... c’era da confessare uomini di tutte le sorta. Invece adesso son sol più pochi e sabato scorso alle 8 e un quarto non c’era già più nessuno. (cfm,III, 559)
Oggi noi facciamo la festa di S. Valerico abbate. Stamattina io voleva andare a celebrare Messa al suo altare là alla Consolata, ma non mi hanno lasciato andare. Veramente è un posto freddo e umido e non hanno voluto che andassi. Volevo andare a prendere un po’ di spirito religioso da quel santo là. Il corpo l’abbiamo noi alla Consolata. (cfm,II, 441)