Ogni parola fu meditata, studiata, sì, su d’essa si è pregato, si è lavorato anni ed anni ed ora è divenuta volontà di Dio. Prendetele dalle mie mani come da Dio, come le ricevevano i figli dalle mani dei loro Santi fondatori.  (cfm,III, 688)

Le Costituzioni sono immutabili però solo quando hanno ricevuto l’approvazione definitiva; a Roma si sono lamentati con Mons. Perlo che non avevamo chiesto subito l’ approvazione definitiva dell’Istituto e delle Costituzioni; ed egli rispose che non volevamo ancora, per poter prima esperimentare se l’esperienza ci dimostrerà doversi fare qualche piccolo cambiamento (sostanziale non più), da proporre alla S. Sede, come pure saremo sempre disposti e fortunati di ricevere da essa quelle modificazioni che volesse indurvi.

Nonostante però possano avvenire queste piccole modificazioni, per ora nai le osserveremo in quanto si può ed io giudicherò doversi osservare (che mi sono consigliato non solo da Roma ma anche dal nostro Visitatore Ap., che è stato qui Sabato passato, e m’hanno assicurato che per ora non siamo obbligati ad osservare tutto, ma solo quel che giudicasi possibile e conveniente) - le osserveremo come voce di Dio, voce del Papa, che ce le ha imposto, e con vero spirito, senza sofisticare, ché noi dobbiamo santificarci secondo le medesime, e non in altro modo.

Riguardo a quello che non possiamo per ora osservare, nella IIa parte, che tratta del regime dell’Istituto, si parla del Consiglio, Capitolo ecc. voglio mica disbancare l’Africa per fare venire qui i Missionari a compiervi tali uffici; anzi per ora nessuno avrebbe le condizioni richieste: per il Sup. Generale 5 anni di voti perpetui e 35 anni di età; per i Consiglieri 33 anni di età, ecc. Il Card. Vives ha detto a Mons. Perlo: “avverta i due Fondatori che quel riguarda il Consiglio, ecc., non è per adesso, si guardino bene dal mutar nulla,, ci fidiamo di loro...”.

Ed il decreto stesso lo dice. (Legge il Decreto che per 6 anni le cose stiano come sono, riguardo al regime, e se dopo sei anni convenga così continuare, si ricorra alla S. Sede).

Sarei ben contento che poteste già fare da voi stessi, ed io sol più farvi da padrino, aiutarvi; ma non potete ancora, avete ancor bisogno che vi sostenga. Però desideriamo di mettervi presto in grado di farlo, e sì il Vice Rettore che io desideriamo prima di morire vedervi a posto, cosicché se mai cadeste vi potessi alzare di qui, e non farlo poi dal Paradiso.

Indi legge quel che riguarda l’abito dei membri. A quei che non solo sono già novizi, ma anzi professi, ed anche da parecchi anni, voglio mettere la fascia al più presto(l’abito ai coadiutori lo metteremo quando sarà preparato, e potranno servire anche loro nelle funzioni), stassera; - e a quelli poi che invece di mandare in Africa teniamo qui, daremo anche il Crocifisso, da portare, non all’esterno, ma all’interno, o tenerlo sullo scrittoio.  (cfm,I, 312)

La regola dice che per la professione è assolutamente necessario un anno [di noviziato], assolutamente alla validità, proprio come dice la Chiesa: almeno! Ma le Costituzioni dicono che il Superiore può allungare questo tempo per un secondo anno. Io avrei scrupolo di non fare eseguire tutta la regola, ond’è che finora per mancanza d’individui non si poté, ma ora si va ordinando le cose a poco a poco. E questo ve lo dico perché nessuno giudichi, non dobbiamo essere giudicati da voi, ci abbiamo pensato avanti al Signore, e perché nessuno pensi: “ma... forse qui, forse là...”, no; ve l’ho detto come padre in famiglia, e si farà così: si farà l’eccezione per uno che sia già avanti negli studi ecc. così potrete prepararvi meglio e poi insieme alle ragioni che vi ho dette ve ne sono cento altre che non dovete sapere, e basta. E poi stante la necessità: d’or innanzi i professi non reciteranno più l’uffizio [della Madonna]; vedete, mi rincresce molto, doverlo togliere, perché da esso aspetto molte grazie per la comunità. Ma la necessità così vuole e voi farete così.  (cfm,II, 87)

[Consegnando le Costituzioni alle Suore]

Anch'io oggi finalmente vi propongo le vostre Costituzioni. Tutte cose che voi già avete praticato finora. Non discesero esse dal cielo come accadde a certi Santi fondatori, ma hanno la stessa autorità; sono frutto di esperienza, di seri studi su molte altre regole, di preghiere speciali, e portano la revisione e l'approvazione del Card. Arcivescovo.  (cfs,I, 29 msc)

Nel presentare le Costituzioni.

[...] Posso dirvi che mi dirigeva proprio Iddio; io non voglio cose straordinarie, ma nella via ordinaria, vi assicuro che ha proprio guidato ogni cosa il Signore.

Ogni cosa è stata maturata a S. Ignazio, alternata dalla preghiera e dalla riflessione, ed ora eccovi ciò che il Signore mi fa mettere nelle vostre mani per farvi sante.  (cfs,I, 29)

Quando si trattava di voi abbiam pregato, consultato, studiato e scritto a Mons. Perlo perché ci dicesse se era meglio fare due classi di suore o una sola. Si decise poi di farne una sola perché (il motivo è questo): in Africa si tratta di far di tutto.  (cfs,III, 18)

Per le missioni ci vuole una classe sola. Anche qui va meglio così. Ah! mi piace di più una classe sola. Ho visto tante suore in vita mia ed ho visto che passa gran differenza tra una classe e l'altra. Alle volte si sente dire: Quella è solo una conversa...  (cfs,III, 19)

Ieri leggevo la vita della B. M. Vestonach che è vissuta due secoli fa. E' una santa donna, fondatrice di un istituto per la gioventù femminile. [...]

Ieri sera ho voluto dare uno sguardo a questa vita (è un libretto così) e poi sono andato a dormire con tutti i sagrin di quella povera donna. E sapete quello che ho trovato? perché vedete, quando leggo penso anche a voi. Ho trovato che abbiamo fatto bene, molto bene a fare una sola classe di suore. Quando si trattava di fabbricare voi (sorride) ho studiato molto col Sig. Vice Rettore se si doveva fare due sorta di suore, come hanno anche le Giuseppine, per esempio, e sempre più mi persuado che è meglio quello che abbiamo fatto noi. Meglio tutte uguali: non dico nella virtù - in questo ognuna deve pensare a se stessa - ma tutte uguali per qualità.  (cfs,III, 518)

Dopo aver pregato mi son recato dai superiori perché m'illuminassero riguardo ai SS. Voti. Le vostre Costituzioni sono in via di prova e, parlando coi superiori si è venuti alla conclusione di dare maggior tempo di prova ai voti semplici. [...]

Quando si iniziò quest'opera mi suggerirono di legar subito i membri con voti perpetui, ma io voglio che scappino e che non siano forzati a rimanere. Anche senza essere perpetui, il merito dei voti c'è lo stesso. Che non vi venga la paura di essere mandate via, ché se una si regola bene, si tira diritto; e poi: venite vecchie, e volete che vi mandino via dalla Comunità?

Perciò avanti, ma con umiltà che... Sapete: ho da dirvi una cosa... (frugando in tasca tira fuori una lettera e dice:) Bisogna che sappiate che una di queste (nostre suore in Africa) è uscita: sr. Cecilia. (Dopo letta la lettera nella quale si accennano i motivi della sua uscita, mestamente esclama:) Ah, la superbia che ispira di voler primeggiare e ci fa credere d'essere quel che non siamo!... Potete pensare che vita meschina farà laggiù. Ah, preghiamo che almeno possa far la vita d'una buona cristiana.  (cfs,II, 427-428)

Se foste buone a pregare che in questa novena la Consolata ci consolasse con due notizie! (sono due grazie spirituali, non domando mica grazie materiali!) Una è che mi rispondano almeno se il quarto medico ha dato anche lui l'approvazione del miracolo. Ah! Roma è eterna. E l'altra è la grazia dell'approvazione definitiva delle Regole. Hanno detto che per Pasqua era pronta e può darsi che l'abbiano là ferma. Non viene a quelli lì il mal di cuore. Io non voglio mica scrivere per saper dov'è: finché non viene è segno che il Signore non vuole. Pregate che la Madonna ci faccia questo regalo. Del resto non perderemo la nostra pace per quello se la Madonna non crede di darcelo. In sostanza io son qui (al Santuario) tesoriere, segretario, e dovrei avere il diritto di prendere le grazie principali ed invece... Tutti vengono a dire: Io ho ricevuto questa grazia...; io ho avuto questa... Ed io? io registro sempre... Ma pregate che il Signore faccia la sua santa volontà: è poi tutto lì, vedete!  (cfs,III, 436)

Bisogna fare tutto quello che possiamo, certo prudentemente per non rovinarci: ma per non rovinarci pensano i superiori. Adesso stiamo facendo un Regolamento per questo.  (cfs,III, 479) Unicità dell’Istituto

Il Signore m’ha posto a capo dell’Istituto e mi dà anche la grazia di dirigerlo: lo spirito dovete prenderlo da me che sono come l’anello di congiunzione colla S. Sede, colla Congregazione (di P. F.).  (cfm,I, 273)

Io voglio spirito di fede e che si faccia tutto con questo spirito. Il mio spirito l'è nen 'd fé 'l faseul. Sono io incaricato di darvi lo spirito; e nessuno può arrogarsi di modificare anche solo qualche cosa riguardo al vostro spirito. La superiorità [l'autorità di superiore] delle suore è sempre mia, finora non l'ho ancora ceduta a nessuno.

Io darò il mio spirito a quelli che saranno uniti a me.  (cfs,III, 278)

Io voglio che tutti possano dire che i religiosi e le religiose di questo Istituto sono educati.

(cfs,III, 59)

Non c’è Istituto simile all’altro, e perciò bisogna informarsi ed essere membro vivo, che non si dica: “è un buon parroco, ma non Missionario della Consolata”. Alcuni quando vengono dicono: “Quanto dovrò stare? Partirò presto?” - “Ma, bisogna che c’intendiamo!, rispondo. Bisogna pigliare lo spirito. Si può essere santo Sacerdote, ma non avere lo spirito della Casa.  (cfm,II, 2122)

Son io, e chi vi pongo io a guidarvi, che dovete solamente ascoltare, nessun altro deve e può qui ingerirsi a dar consigli. Noi siamo da Dio... e noi dovremo renderne conto; voi solo d’aver ubbidito a me ed a chi a mio nome vi dirige. Si potrebbe qui appl. “licet angelus de coelo evang.”. La forma che dovete prendere nell’istituto è quella che il Signore m’inspirò e m’inspira, ed io atterrito dalla mia responsabilità voglio assolutamente che l’istituto si perfezioni e viva vita perfetta. Son d’avviso che il bene bisogna farlo bene; altrimenti fra tante altre mie occupazioni, non mi sarei sobbarcato ancor questa gravissima della fond. di sì importante istituto.

L’esperienza mia di comunità, di cui vissi tutta la vita, voglio applicarla a questo istituto.  (cfm,I, 14-15 msc)