Cari miei chierichetti, voi oggi ci recate una grande consolazione; voi venite a riempire una profonda lacuna nel nostro cuore e nell’istituto. Or son pochi mesi, e come un uragano passò su questa casa, e schiantò una buona parte delle piante del nostro giardino; sacerdoti, chierici e coadiutori in gran numero dovettero lasciarci per correre alla milizia; lasciare questo luogo di pace per portarsi in mezzo al turbinio del mondo. Quanto dolore in quei giorni, ne restammo come intontiti. E quasi questa terribile prova non bastasse, or son pochi giorni altri nostri cari ci vennero ancora strappati. Come riempire questi vuoti? Il solo loro ritorno lo potrà fare.
Ma frattanto a compensarci alquanto della loro mancanza, e quasi ad illuderci della loro assenza, siete voi oggi vestiti della S. divisa di chierici. Così vedendovi per la casa ci parrà ritornato il bel numero antico di fratelli maggiori. (cfm,II, 434 msc)
Ogni volta che qualcuno viene ordinato in questo Istituto, sia per la Tonsura, Ord. Min., Sudd., Diac., e poi, Presbiterato, è per me una festa; è come una conferma del nostro Istituto, è una grazia che il Signore ci fa. (cfm,I, 163)
Giorno della 1.a Messa di D. Cavallo, Meineri e Ciravegna.
Il Cardinale mi diceva: questa mattina ho data l’ordinazione per te; vi erano solo i tre dell’Istituto. Già, già, si è rallegrato: è così, è un vero rallegramento che si deve avere nel cuore. (cfm,II, 61)
E’ per me una vera consolazione ogni volta che mi accade di fare la vestizione di qualche giovane in Chierico. Ciò mi ricorda la vestizione mia di ormai 50 anni, della quale ben ricordo con quanti in quel giorno parteciparono alla mia gioia. Fu quello per me uno dei più bei giorni della mia vita, di cui faccio ogni anno l’anniversario in ottobre, nella Festa della Maternità di Maria SS. Ma speciale gioia provo in questa sera a fare chierici quattro dei nostri studenti.
(cfm,I, 442)