Vi restituisco i biglietti dei vostri proponimenti dopo averli benedetti. (cfm,I, 444 msc)
Vi ho portato i vostri biglietti dei proponimenti. Nessun ha potuto vederli: sono stati sotto chiave. Questo mi fa piacere che c’è neppure uno che prometta cose troppo larghe, ma ognuno ha fatto il proponimento sulle cose comuni, sul punto più importante per lui. Li ho benedetti ed ora ve li restituisco. (cfm,I, 594)
Bisogna che vi ritorni i proponimenti e li rileggerete e spero che non li abbiate dimenticati. E li ho letti tutti, e qualche cosa ho notato, e soprattutto li ho messi ai piedi della Madonna. Voglio restituirveli personalmente perché nessuno li veda. Quantunque sarebbe un’edificazione sapere che uno dice che ha bisogno di umiltà, e chi è che non ne ha bisogno? Così facciamo la restituzione. Ho già scritto a quelli d’Africa di metterli in pratica. Non basta scriverli e ricordarli, bisogna metterli in pratica. (cfm,II, 99)
Ho letto tutti i vostri biglietti, aggiungendovi, togliendo o mutando qualche cosetta. Mi piacquero perché pochi, pratici e secondo il più pronto bisogno.
[...] Io ve ne aggiungo uno da fare in comune, da tutti, ed è lo spirito di povertà. Scrivetelo cogli altri. Vien a proposito. Colla guerra il vivere ed ogni bisogno è più costoso... (cfm,II, 355 msc) Voi aspettate i proponimenti; come vi ho promesso, li ho letti tutti e ritoccati, e dopo li ho messi ai piedi della Madonna, che li impregnasse di grazia e li rendesse efficaci; efficaci a produrre frutto. (cfm,II,356)
Bene... Allora datemi i vostri proponimenti... voi avete confidenza e me li date affinché io possa benedirli, e aggiungere o togliere, e poi li metto ai piedi della Madonna, celebro la S. Messa alle sei e ve li faccio benedire ben bene... e poi li riporto a ciascuno, e nessuno li vede... è un segreto tra voi e me... di me vi fidate... eh! un padre!... così sarete contenti. Io ve li riporterò il più presto possibile questi proponimenti, e voi dovete, anzi dovevate fin da ieri metterli subito in pratica. (cfm,II, 727)
Vi ho portato i vostri proponimenti degli Esercizi che ho ancora da restituirvi; vi dico subito che qualcuno l’ho ritoccato, altri li ho lasciati come erano. Li ho messi tutti ai piedi della Consolata perché li benedicesse, che non stessero solo sulla carta, ma che voi poteste metterli in pratica. Adesso ve li restituisco di nuovo. (cfm,III, 165)
Vi porto i proponimenti degli Esercizi spirituali. Li ho letti tutti e messi ai piedi della Madonna e benedetti io e la Madonna. (cfm,III, 692)
(Il nostro Ven.mo Padre riceve per mano della nostra amatissima superiora la busta contenente i proponimenti fatti alla fine dei nostri Esercizi e ritirandola esclama:) Questi biglietti sono la quintessenza dei vostri Esercizi. Li metterò sull'altare domani quando dirò la S. Messa. (cfs,II, 575)
I proponimenti bisogna incominciare subito a praticarli, non aspettare e non più cambiarli [...]. Io li guarderò, li farò benedire dal Signore e dalla Madonna affinché questi vostri proponimenti divengano efficaci mezzi di santificazione. (cfs,III, 271)
I vostri proponimenti li ho consacrati alla Madonna, le ho detto che li benedicesse perché portassero frutti; per parte vostra ho promesso che li avreste mantenuti e non li avreste dimenticati. (cfs,III, 272)
Vi restituisco i proponimenti: li ho letti tutti e deposti ai piedi della Madonna... che non fossero solo parole, ma fatti.
[...] Mi pare vadano bene; sono pochi, pratici, come piacciono a me. Se avessi avuto tempo li avrei dati a ciascuna in particolare. (cfs,I, 364)
Ho ricevuto i vostri proponimenti, li ho messi sotto i piedi della Madonna, li leggerò e poi ve li restituirò, ma intanto cominciate a praticarli, e subito... (cfs,II, 76)
Andate avanti e non dimenticate gli Esercizi. Il Signore vi benedirà. I vostri proponimenti ve li porterò domani: li ho fatti benedire dalla Madonna. (cfs,III, 434)
Apertura di cuore
Soprattutto bisogna che vi sia sincerità: io ho sempre amato meglio chi, anche forse facendone qualcuna, è schietto, che non chi bacia tutti i momenti le mani e poi non riformano d’un dito il loro giudizio... di dietro... Voglio che quel che si ha nel cuore sia fuori: questo ve lo raccomando tanto. (cfm,I, 235)
Nessuno s’è mai pentito d’essere stato aperto, schietto coi superiori.
[...] Per questo vedete, voglio venire qui più sovente, benché non abbia più la mia camera, (nella casa nuova l’avrò, avrò più comodità d’andarvi e voglio esservi abitualmente): giunto darò i miei colpi (di timpano) e chiunque senza bisogno di nessun permesso può lasciare qualunque occupazione, eccetto la scuola, per venirmi parlare, o anche per udire qualcosa da me, che talora ho qualcosa da dirvi ed aspetto l’occasione. Nessuno è obbligato, e nessuno guarda che il tale va, il tale non va, come non lo guardo io, sono storie... (cfm,I, 273)
Ora siccome c’è sempre qualcuno che desidera scrivermi qualche riga od anche qualche bigliettino, ho pensato di fare così. Il Sig. Prefetto metterà questa scatola piena di buste nello studio, e qui c’è già l’indirizzo. Voi non avete che da scrivere ciò che volete dirmi. Quest’anno specialmente siamo poveri, bisogna che facciamo economia. Fate bene a scrivermi qualche cosa ogni tanto. Sapete, io voglio che veniate liberamente, e per questo appunto ho proposto di far dare il mio colpo (al timpano) quando mi trovo qui. Affinché lo sappiate e possiate venire; ma sospendo ancora fino a un po’ più in là, quando non sia poi più tanto occupato. Chi ha bisogno di dirmi qualcosa, faccia un bigliettino, poi me lo manda, ed io farò la risposta con una lettera, oppure vi farò chiamare. Ma solo chi desidera, non siete obbligati di scrivermi. Fate così, scrivete ciò che volete, poi sigillate la busta e la date al Sig. Prefetto, il quale me la manderà. E sapete, tutto segreto. Se è solo per rispetto alla mia persona che prima scrivevate su carta da lettera, io d’ora in avanti ve ne dispenso; fate così. Così posso conoscervi più intimamente, e un po’ più in là quando possa poi stare con voi anche delle mezze giornate, allora vi farò avvisare al timpano, farò poi dare il mio colpo. (cfm,II, 433)
Spero tra poco di darvi due confessori, non perché diveniate scrupolose, ma perché siete tante; ed anche a questo riguardo: libertà, libertà. Potrete andare dall'uno o dall'altro... come vi troverete bene. Ci siamo capiti? (cfs,II, 55)
Io non posso vedere che certa gente vada dai superiori per finzione, perché se non vanno chissà... Se non viene da un cuore sincero si lasci stare. (cfs,II, 59)
Non si è mai mandato via nessuno per essersi troppo confidato. Ho mandato via tre coadiutori poco fa, non perché si siano confidati, ma perché non si sono confidati. A confidarsi non c'è mai da pentirsi. (cfs,III, 446)
Un piccolino di là voleva venire a parlarmi. Pioveva ed io per alcuni giorni non potei venire all'Istituto perciò, sapendolo melanconico, dissi all'Assistente di mandarmelo alla Consolata, tanto più che quel bambino diceva che aveva una cosa da dire solo a me. Invitato dall'Assistente a star di buon animo e allegro, attendendo di poter venire da me, l'Assistente stesso venne a sapere dal piccolino che egli stesso era la causa della sua tristezza... e perché? perché non l'aveva guardato come gli altri. L'Assistente gli fece notare che lui era stato buono e se aveva guardato alcuni altri più di lui, si era perché più birichini, avevano bisogno d'incoraggiamento. Guardi anche me, richiese quel ragazzino. Dopo questa spiegazione non ebbe più bisogno di nulla, né di venirmi a parlare; la tristezza scomparve e fu il più allegro di tutti quel giorno. (cfs,II, 266-267)
C'è un piccolino di là che mi vien sempre dietro; non so certe volte come faccia a sapere che sono in casa; è scrupoloso. Non ti voglio più vedere per otto giorni, gli ho detto; ma è sempre lì. L'altro giorno (era venerdì) gli ho detto: Guai se domani non fai la Comunione; per gli altri è libera, per te no. - Ma la farò domenica, dopo essermi confessato. - No no, la farai domani e poi per otto giorni ti proibisco di andare dal Sig. Prefetto o dall'Assistente. Verrai solo da me. Adesso vedrò. Quello lì si capisce che non può farne a meno, ma voi dovete avere e proseguire con quella certa tranquillità di spirito che allontana dagli scrupoli.
Tutto questo ve l'ho detto perché ci intendiamo sempre di più, sempre meglio... (cfs,I, 301)