Continuate a pregare per il Sig. Vice-Rettore. Quel giorno che lo vidi star così male... (Era stato ammalato gravemente una settimana fa) Ah! se mancasse lui, sarebbe un danno irreparabile! Certo, quel giorno, nel vederlo in quello stato, mi faceva pena. Pregate, perché noi siamo vecchi, o almeno, logori. Se non ci fosse stato lui, cominciando dal Santuario, io che cosa avrei potuto fare? (cfs,II, 620)
(Il nostro Ven.mo Padre ci parla affettuosamente dell'amato Sig. Vice Rettore e poi, con un nodo alla gola, dice:) Ho telegrafato a tutte e tre le missioni: "Il Vice Rettore è gravemente ammalato. Bisogna pregare". Certo che senza un miracolo non guarisce più. Ci vuole un miracolo, lo dico subito chiaro senza tante storie; ma al Signore, alla Madonna che cosa costa un miracolo? [...] [...] Non facciamo come quelle famiglie che se hanno un ammalato perdono la testa, non fanno più niente. Noi continuiamo a far tutto quello che dobbiamo fare. Vi raccomando l'osservanza minuta, minima, particolare; così non potrete fare a meno di ottenere la grazia. L'hanno ottenuta a me 22 anni fa; la otterrete anche a lui. (cfs,III, 441)
Bisogna vivere di fede. Per il Sig. Vice Rettore facciamo di tutto, non trascuriamo niente: potessimo, faremmo dei miracoli. Quando ho visto come stavano le cose ho detto al Sig. Vice Rettore: Noi da tanti anni stiamo assieme; ci siam sempre detto tutto e adesso non posso tacere: lei è grave, i medici dicono così, dunque pensiamo se abbiamo da provvedere a qualche cosa. Di coscienza certamente era a posto, poco prima c'era stato il confessore; e per il resto, sia per la Consolata che per l'Istituto, abbiamo guardato qualche carta.
Tutti dicono che è un uomo sfinito, consunto, un uomo che ha già lavorato per 90 anni. Insomma ci vuole un miracolo ed io dico come dicono tutti i canonici che sono stati a trovarlo: Questo miracolo se lo merita e la Madonna dovrebbe farlo. Ma non diciamo che dovrebbe, ché sarebbe una bestemmia, ma insistiamo. Se dovete andare a S. Ignazio o a Rivoli, fate tutte le cose bene e ve lo meriterete. Se non fa il miracolo, il Signore ci mette un protettore di più in Paradiso perché lui è pieno di buone opere, ma capirete... per me... Ma non ne parliamo... (Il nostro amatissimo Padre è profondatmente commosso ma, forte della fortezza delle anime che vivono solo di fede, con un visibile sforzo soffoca il pianto, mentre un nodo alla gola gli impedisce di continuare). (cfs,III, 442)
L'altro giorno il Sig. Vice Rettore si è alzato che non avrebbe dovuto e poi aveva paura di avermi disubbidito. Non mi ha mai disubbidito, gli dissi, ha sempre fatto quello che le dicevo. E lui: Ma io non voglio disubbidire. Ed io: Ma allora come facciamo?!... - Non voleva disubbidire per non farmi dispiacere. Non si è mica poi più alzato. Ah! che cos'è questa vita! Se anche si venisse di novant'anni, che cos'è? Io voglio che voi veniate di novant'anni, ma non vi obbligo. Ah! l'importante è di passarla bene. In questi giorni abbiamo osservato la pietà del Sig. Vice Rettore. Ha detto una Messa!!!...
Oggi è la Trasfigurazione del Signore, può darsi che trasformi anche lui. Pregate, pregate che il Signore ce lo conservi ancora molto tempo. Lui è sempre tranquillo; se ne sta a letto con questo caldo, giorno e notte e non mangia niente; pensate come può trovarsi. Ah! quando la vita è piena! Lui ha sempre lavorato e solo per amor di Dio. Non ha mai cercato di andar su in nessun posto. Anche adesso ha la smania di lavorare: vorrebbe saper tutto, vorrebbe far tutto; è tutto attività. Io gli ho tolto tutto e lui soffre, ma si rassegna. (cfs,III, 447-448)
[Dopo la morte del Can. Camisassa]. Certamente il Signore ci vuol bene anche in questo; dobbiamo tirar dritto, non ragionare. Il Signore vuol essere solo Lui a far le cose, perché ci toglie gli appoggi; l'ho detto anche alla Madonna: s'aggiusti se vuol far bancarotta... Ma non la farà perché l'opera è del Signore. (cfs,III, 449)
(Andammo noi alla Consolata perché pioveva).
Due parole ve le siete meritate... Vogliono venirmi a tener compagnia... ma io dico: No, no, andate. La compagnia la trovo nel Signore. Vogliono farmi parlare, ma io non ho voglia... Gli uomini tolgono le altre consolazioni. L'Imitazione dice: Non ti contristerà troppo la partenza o la morte dell'amico... Lo medito sempre.
[...] (Parla della morte della nostra sr. Caterina Gemello) Del resto questo ci stacca dalla terra: qua hora non putatis...
(Ritornando a parlare del Sig. Vice Rettore) Sì, non sembra vero che non ci sia più, ma penso che c'è il suo spirito. Pensate a far tutto come voleva lui, e pregate per lui. (cfs,III, 450)
Andai dal Comm. Schiapparelli... mi parlò del Sig. Vice Rettore: piangeva come un bambino...
Voleva darci il Benadir: hanno una grande stima di noi, e ne abbiano pure: tutto pel Signore...
[...] Vedete, il Sig. Vice Rettore, anche in mezzo alle occupazioni, quale unione con Dio... che vita di fede... Lo sa chi è stato più vicino.
[...] Ah, abbiam passato delle notti intere, lo sa il Signore... Certa gente dicono: si usi cure...
(cfs,III, 452)
Io vedo tanto chiaro queste cose, e vedo anche che non siete ancora come S. Francesco Zaverio [nel distacco]. - Dio ed io; io e Dio! - Oggi son venuto con l'idea di far così: ho visto che cos'è questo mondo! Che cosa ci resta dopo? Resterò io davanti al Signore: nessuno avrò, né a destra né a sinistra. C'era un po' il Sig. Vice Rettore per me... ma ci siamo solo sempre amati nel Signore... (nel dir questo il nostro amatissimo Padre posa lo sguardo sulla fotografia del nostro carissimo Sig. Vice Rettore, appesa alla parete, e prende un aspetto mesto e profondamente addolorato). (cfs,III, 486)
Adesso vi do un'immagine del nostro caro Sig. Vice Rettore: così avrete alcuni pensieri sulla Madonna ed avrete memoria di lui: ed egli dal Paradiso continuerà a guardarvi e a parlarvi.
(cfs,III, 508)