I piccolini lo sanno che se li vedo colla testa bassa vado a tirargliela su.  (cfs,I, 277)

(Ci disse pure che oggi un brav'uomo accompagnò un giovanetto nel Collegio dei missionari). L'ho osservato stasera in chiesa: non si muoveva, ma si vedeva che osservava tutto e dissi tra me:

Chiel sì a lè 'na masca, speru ca sia 'd buna tnuva; non guardava né troppo né troppo poco.  (cfs,I, 160)

Di là i missionari sono distinti: professi, novizi, postulanti; ed anche qui sarà necessario fare questa distinzione. Di là solo una volta tanto li raduno tutti, del resto quando parlo ai chierici non ci sono i ragazzi; così ai ragazzi parlo solo a loro. Conviene che le professe stiano da loro, le novizie da loro, e siccome le postulanti sono poche, si potranno lasciare con queste ultime. (cfs,I, 310)

Mi ha fatto tanto piacere il vedere un giorno i chierici ed i giovani di là, passare davanti a diverse pagnotte, portate a casa da Rivoli e poste sopra il davanzale di una finestra, senza rivolgere neppure un'occhiata a quel pane. Ai giovani poi talvolta domando: Avete fatto merenda? e tutti? - Alcuni mi rispondono che hanno mangiato solo mezza pagnotta, altri che l'hanno mangiata tutta ecc. Anche a loro ho fatto l'istruzione sulla povertà ed essi, poverini, spontaneamente senza che nessuno loro dicesse nulla, avevano già raccolte diverse firme, diverse adesioni per chiedere di non mangiare più merenda. Va bene questo - ho fatto dire dall'Assistente - ma intanto mangerete la pagnotta per obbedienza.  (cfs,I, 277)

Ho avvezzato i ragazzini di là a mangiare di tutto e non c'è più nulla che a loro dispiaccia, né le carote, né le rape; nevvero sr. Ottavia che non arrivano mai indietro i piatti pieni? All'Assistente poi domandai come li regolava pel mangiare ed egli mi rispose: Guardo che mangino adagio e che finiscano per tempo.  (cfs,I, 302)

Per fare il Purgatorio qui in terra bisogna vincersi nelle piccole cose, nelle piccole ubbidienze, e fare dei piccoli sacrifizi. Adesso, nell'estate, ci sono tante occasioni. Dicevo di là ai ragazzi: "Che sacrificio mi promettete di fare, prima ch'io vada a S. Ignazio?". Ed essi risposero: "Di bere poco". "Bravi, dissi io, avete proprio infilata la cosa. E poi, dissi ancora, chi non beve vino non incominci". E risposero: "No, no". "Bravi, bravi, così è da missionari; in Africa, non ne avrete poi più, così sarete già abituati".  (cfs,II, 618)

Vi era un giovane di là il quale era sempre il primo della scuola e un giorno mi chiese di sbagliare recitando la lezione, anche sapendola, per fare un atto di umiltà. Gli ho detto: Non sei mica tu che parli, tu sei solo lì come una maschera; è l'Angelo Custode che parla dietro di te. Se sbagli fai un torto a lui...

Abbiamo già tante cose che sbagliamo senza fare sbagli apposta!  (cfs,I, 160)

Ho detto ad un ragazzo di là tanto arrabbiato a studiare: Forse tu studi anche in chiesa...  (cfs,I, 320)

(Trova sul tavolo delle dispense di chirurgia, le guarda un momento, poi esclama:) Non plus sapere! non bisogna aver la mania dello studio. C'era un giovanetto di là che aveva la mania di studiare; un giorno gli dissi: Io son persuaso che tu studi di notte, e persino in chiesa. Sì io vorrei che tutte diveniste arche di scienza, ma ricordatevi: omni tempore labor.  (cfs,I, 461)

Di là mi domandarono di farsi la correzione fraterna tra due e due (cioè designarsi una persona affinché si prenda il compito di correggere quell'altra dei suoi difetti). No, non quel dualismo, risposi io; la correzione tra tutti si deve fare.  (cfs,I, 312)

Son passato di là (dai Missionari) mentre i ragazzi segavano legna, mi son fatto mostrare le mani piene di calli, e: Bravi, bravi, ho detto loro, così mi piace; un giorno o l'altro comprerò una cascina e la lavorerete voi...  (cfs,II, 126)

Stasera sono entrato e dalla porta c'era un pezzo di legno qui, un pezzo di là. Hanno portato legna, ma chi l'ha portata poteva venire a prendere questi pezzetti.  (cfs,II, 213-214)

Sono i sussurroni quelli che mettono male nella comunità. Di là (studenti IMC) ne ho mandati via tre o quattro. Guardate il male che viene da uno o due che riferisce o riporta male le cose; ne vengono inconvenienti e pasticci.

Son pochi gli spiriti retti che riferiscono giusto. L'è uno spirito diabolico il riferire. La spia non la voglio. Non ho mai interrogato uno per sapere di un altro. Di là son ragazzi, me per estinguere certe cose... Alle volte uno ha detto una cosa semplicemente, e da grosso così la fanno così. (cfs,II, 228)

Io era in forse di prendere ancora qualche piccolino (studente) ma poi pensai: "Mi pare che mancherei di fede". Quando in un giardino non si semina a tempo, non si fanno i piantini a tempo, non si avranno poi le piante... Ringraziamo il Signore se ci viene qualche prova di più. (cfs,II, 301)

L'altro giorno si dava ai ragazzini di là il posto, perché han cambiato studio e quindi il locale; senza che loro si avvedessero, io li guardavo. Facevano i commenti sui posti che si andavano assegnando e... cercavano anche i loro comoducci... (essi son ragazzi!).  (cfs,II, 366)

Ai ragazzini ho domandato se avevano la febbre spagnola e mi risposero che avevano quella italiana (dell'appetito). Desiderate la febbre di amor di Dio... questa è una febbre che consuma... (cfs,II, 392)

L'altro giorno interrogai un ragazzo entrato da poco, e gli dissi: Dimmi un po', quando dicono il Benedicamus, rispondi il Deo gratias? - Non sempre. - Ma perché non sempre? - Perché sono addormentato. - E rispondi lo stesso. E poi alzati, scuotiti, figurati che ci siano dei carboni accesi nel letto o che ti mettano dell'acqua fredda. Tu sei ancora buono quando ti chiamano a girare la testa dall'altra parte.  (cfs,III, 332)

Ho detto ai chierici [in vacanza a S. Ignazio] che volevo che facessero un componimento ogni settimana e me li mandassero (e ieri me li hanno mandati). Ne ho letto qualcuno e ho visto che sono un po' poetici. A me piace che siano un po' più al naturale. Fu dato loro dal P. Ferrero questo tema: Accostatevi al Signore e sarete illuminati. E qui avrebbero dovuto parlare bene del SS. Sacramento, invece hanno fatto un gesto... Non mi piace, bisogna andare più lì, alla buona; bisogna aver naturalezza, scrivere piano, pulito... non cercare tutti termini grossi...  (cfs,III, 444)

L'altro giorno un novizio è venuto alla Consolata a cercarmi. Che cosa hai fatto? gli dissi. - Una gherminella; ho già detto tutto al maestro dei novizi, ma ora voglio dirlo anche a lei. - Chi ti ha mandato? - Nessuno, il rimorso mi ha mandato. - E che cosa sei disposto a fare? - Qualunque cosa, anche in pubblico.

Neh, come è bello essere così!... Non aveva mica poi fatto una cosa tanto grossa... "Di' al Signore che ti dia sempre di questi rimorsi... che quando fai qualunque cosa anche minima non possa più dormire...".  (cfs,III, 333)