Non persuadetevi facilmente d’aver estirpato fin le ultime radici di un vizio; come quei ciapinabò (qual è il loro nome italiano? Poi girando attorno non sguardo. Non abbiamo qui l’erborista; non importa) che sono lì fuori; io ho detto tre o quattro anni fa che li togliessero, perché i fanciulli vengono sempre a strapparne i fiori; furono tolti, ma producono lo stesso, perché rimasero alcune barboline. (cfm,I, 229)
Il predicatore degli Esercizi mi diceva: “Io quando dico qualche cosa ho sempre il biglietto in mano”. Ed io l’ho ammirato e gli ho detto: “Anzi, lei è umile” e sì: vedete, anch’io quando ho da dir qualche cosa ho sempre il biglietto. (cfm,I, 590)
Neanche a voi giovani, non lascio fare il carnevale. Qualcuno mi diceva: “almeno ai giovani bisognerebbe lasciar fare un po’ di carnevale...”; ed io “no, non do loro neanche gli agnolotti... (ilarità)... così proverbiali... ho troppa stima della loro virtù e del loro giudizio, benché siano sì giovani.”
[...] L’ho perfino scritto: “Nell’Istituto non si farà mai carnevale”. (cfm,I, 373)
Un Vescovo mi scrisse: “Nel mio Seminario vi sono solo 14 Chierici, ma però penso che nel Kenia ce ne sono ancora più pochi”. Ed io ho risposto che se sono farina da far ostie fa’ il sacrifizio, se non tienteli pure. (cfm,I, 575)
A carnevale, in mezzo a voi, c’era uno che teneva la carta di musica tutta per sé, cantando, e non faceva attenzione al compagno che si sforzava di vedere. E lo avvertirò in particolare; l’altro allungava il collo per vedere, e lui l’aveva in permanenza: non ci ha badato, ma bisogna badarci, e se fate attenzione, è egoismo. (cfm,II, 39)
Ieri mattina, venendo dal Duomo, incontro un Militare che mi augura buon fine e buon principio, e mi domanda se lo conoscevo ancora. “Non mi conosce più? Sono stato a tre battaglie a Tripoli, e la Consolata mi ha aiutato. Ma lei non mi conosce più? Ero nell’Istituto e mi chiamo il tale (non vi dico chi è). Sa che mi aveva detto ch’io ero troppo apatico, che il Missionario deve essere tutto fuoco, ed aveva ragione, ed io ero un “Plandrunot”, ebbene ha fatto bene a scuotermi, e se io stava là (nell’Istituto) non avrei fatto niente”. Vedete, era di quei là che vanno dietro agli altri. - “Guardi”, l’avevo mandato via in bei modi, l’avevo rimesso allo zio - “mi ha fatto del bene, e me ne pentirò tutta la vita”. “Eh, lo prenderemo ancora se vuole...” gli dissi. “E se io non mi scuoteva sarei... a quest’ora... Mio zio mi ha detto: Vedi del pane per i pigri non ce n’è, se metterai testa a partito bene, se no... e non mi vede più energico di quanto mi trovava allora? Le sarò sempre riconoscente.” (cfm,II, 11)
Un prete mi scriveva l’impressione che ha fatto a lui l’entrare dai Missionari della Consolata:
Dice che lo ha colpito il modo con cui facevano il segno della croce e gli inchini al nome di Gesù, e non è mica una testa piccola. (cfm,II, 176)
E questa notte?
(N.B.) la notte dal 23 al 24 maggio [1914], avvisati per isbaglio di estranei penetrati dalle Suore, si era saltati giù dal letto alle 2,30, si era chiamata la polizia e fatto subbuglio generale, e poi... si constatò che era nulla. Una suora aveva acceso per lo scalone ed era uscita per qualche cosa in cortile e... faceva temporale...).
[...] Sia per la prima volta... quel che è fatto è fatto! Ma bisogna stare attenti a non sconvolgere la Comunità. [...] Avete il telefono, io l’ho in mia camera, mi alzo per lo meno due volte ogni notte, non posso dormir molto; prima di fare dite a me, e allora posso dire se è il caso di chiamare la polizia - avranno compatito la vostra semplicità, - si pensi prima - non bisogna star lì a dormire quando fosse il caso. - Ma non è il caso. (cfm,II, 58-59)
Ho tardato, ché mi sono fermato a raccontare ai giovani la storia della capra. Ve la racconterò. C’è venuta una ragazzina nella sacrestia del Santuario della Consolata, e piangeva, e diceva che le era morta la “crava d’la nona. A la mangià na rista d’ai, tut l’ai chi l’aviu e à l’à mangiala...” E’ gonfiata e poi è morta. E un bel giorno videro che non c’era più l’aglio. Ed è morta crepata. Vedete la gola. E questo lo raccontavo ai ragazzi, e uno mi diceva che non gli piacevano le zucche, i cavoli, le carote, le rape. Ed hanno fatto un po’ di confessione pubblica, ma ora hanno promesso di mangiare di tutto. (cfm,II, 161)
In questi giorni correggevamo le pagine del concorso... faccende! l’altra sera uno ne aveva fatte 76 pagine. Alcuni hanno scritto veramente bene. Il Can. Galletti, quello che mi aveva dato per consiglio di introdurre qui la Teologia del Schouppe, e mi diceva: “So che continuano loro ad avere il Schouppe, noi non l’abbiamo più, ed è un danno; so per esperienza, si sa che chi studia il Schouppe dice le cose più precise; se tanta brava gente studiasse il Schouppe direbbero le cose un po’ più precise”. E mi diceva, loro hanno due grandi favori: Il primo è di avere il Schouppe e P. Giaccardi per professore; e sapete, è un ingegno scelto, era nel corso dopo di me ed era sempre il primo del corso. E poi di avere la Filosofia da D. Paleari. Si possono così prendere idee giuste; e soprattutto nozioni giuste e non storte per la natura, capire bene, sostanza essenza. Mons. Bonomelli che ha fatto spropositi ed ha detto le cose non precise, ha sbagliato le cose sostanziali per mancanza di principi sodi. Ho letto qualche cosa e si vedeva che mancava delle nozioni più sostanziali. E mi diceva, insista che la capiscano bene, che si facciano le idee chiare. “Anche D. Paleari è contento”, mi ha detto, vedete, non volumacci e studiarla lì, com’è... qualche cosa si può fare... contenti di studiare quello che vi fanno studiare. (cfm,II, 275)
Mi sono rallegrato coi teologi che si vede digeriscono la materia. Ho letto gli scritti, ed ho visto che eravate in possesso della materia, c’erano le divisioni sicure, non dubbi, ecc. Continuate così, vedete, quando c’è molto da fare si fa sempre tutto. (cfm,II, 129)
Per la notte di Natale poi abbiamo ottenuto dalla S. Sede il permesso di dire la S. Messa (ed anche cantarla) e fare le S. Comunione, a porte chiuse, s’intende. Una persona mi diceva: Mi piace tanto far la Comunione la Notte di Natale; ma poi al mattino alzarmi e non poterla più fare il giorno di Natale!... Ma anche la notte è già cominciato il giorno di Natale, la S. Messa ha principio a mezzanotte. E se dimenticassi e la facessi? - Beata lei - (Scoppi di santa ilarità). (cfm,I, 135)
E quelle visite [al SS. Sacramento] che avete voi sono belle. Si trattava di farle stampare, se avessimo avuto la tipografia, ma ormai l’avete già lì incassata sotto i portici. Sarebbero anche desiderate di fuori, perché non se ne trovano di questo genere. Ce n’è uno intitolato “Cento Visite”, ma non ve ne sono per tutto l’anno, e poi vi sono cose così aeree, che fa andar via la voglia di leggerle. La Libreria del S. Cuore s’incaricherebbe essa di farlo stampare, ma poi vuol essa sola lo smercio. E dice che sarebbe sicura di spargerle bene e presto, va bene, ma un certo numero di copie vogliamo averle noi. Così l’Istituto progredisce poco per volta, e voi giovani verrete su e godrete di quello che hanno già fatto gli altri prima. (cfm,II, 469-470)
Io vi farei pregare giorno e notte. Il Cardinale mi ha domandato una volta se dopo i corsi di Teologia avrei mandato alla Consolata i Sacerdoti per due anni cogli altri: “No! voglio allevarli a modo mio!”, una parola un po’ secca. E il Cardinale è rimasto lì. Pure io vi vorrei mettere in un deserto. (cfm,II, 424)
Sì che qualche volta viene persino lo scrupolo: “Che debba lasciare lì di fare le conferenze, di dire sempre le stesse cose?...”. Temo che non se ne faccia profitto abbastanza. (cfm,II, 659)
Oh, bravo Michele! Tu hai le ali di S. Michele e devi passare davanti a tutti, farti più santo di tutti, bagnare il naso a questi qui. Non dire: “Sono ancora piccolo, aspetterò quando sia più alto”; per farsi santo non si incomincia mai troppo presto. Vieni sovente alla Consolata, non è vero? E qualche volta vai anche a trovare la Madonna? Questa mattina sono uscito e lui era là seduto sul carretto che mangiava tranquillo la sua colazione con una pagnotta in mano. Era là tutto solo, tranquillo, si vedeva che aveva l’anima in pace. Io sono passato là e gli ho detto: Va entro, che ad un Missionario un po’ di latte il Convitto lo dà. (cfm,II, 644-645)
Anche giocando badare a quel che si fa. Solo adesso ho visto una suora che aveva la faccia fasciata; ho domandato: “cosa hai fatto?” dice: “Giocando sono andata a battere per lì, in qualche luogo e si è fatto un pochino male”. - Vedi! - le ho detto: “Perché giocando non hai usata tutta quella moderazione, quella modestia che ci voleva”. Ho detto loro: Vedete, i piccolini (i giovani), quando giocano, giocano con tanta modestia, e se ci venisse anche un vescovo, non avrebbero da lasciare stare, e potrebbero continuare a giocare. - Così anche voi! (cfm,II, 563)
Per quest’anno non posso più lasciare a maestro il nostro bravo P. Ferrero, perché avrà da andare sovente a Roma, e poi lo eleggo mio segretario privato, perciò per quest’anno vi metterò P. Superiore, e sarà coadiuvato come assistente da P. Mario (Borello). E voi non aggravate loro il peso, anzi alleviatelo; ascoltateli. In quest’anno verrò poi qualche volta a parlarvi; per ora comincio a dirvi una cosa. (cfm,III, 455)
Quanta gente ricordano ancora la Consolatina! L’altro giorno una persona mi diceva: Non dimenticherò mai la Consolatina: andavo sempre a sentire e ad accompagnare i Chierici che dicevano l’ufficio così bene! coll’asterisco! Ed era un uomo! Prendete affezione a questa preghiera. (cfm,III, 407)
Per protettori quest’anno prenderemo i Martiri dell’Uganda... son nostri amici: ne leggerete la vita... quando io ho cominciato a leggere i processi di beatificazione credevo che fosse un po’ di fanatismo... eran sotto i francesi... invece quando si trattò di soffrire si son proprio mostrati coraggiosi... (cfm,III, 510-511)
Domanderemo al S. Padre che ci lasci portare il SS. con noi sul bastimento. Lo può tenere la Sig.na Rossano che è una donna! Son io parroco, e D. Dolza quando può va a dirle Messa... Così sarà anche interessato di tener a posto il bastimento, per non andare in bocca ai pesci... (cfm,III, 404)
Ebbene, avete mangiato uva abbastanza? Vedete, a questo posto venivo sempre a far io colazione quando ero qui a Rivoli, a prendere quell’uva bianca. Guardate lì, pregate il Signore che ci lasci anche l’altra parte del giardino, così saremo più al grande; e quando vi saranno quelli vecchi... che potranno appena tenersi su... li mandaremo qui. E in quell’angolo là faremo poi una Cappella pubblica, ma che non dia sulla strada, perché, vedete, per essere pubblica basta che per mezzo di un sentiero che passi nel giardino, comunichi sulla strada. (Gli domandano: “Ma c’è qualche speranza?”). Altro che speranza: c’è quasi certezza, ma col tempo. Vedete, vi faccio una confidenza: il Conte... che ha fatto la ferrovia di Rivoli a sue spese, ha anche fatto qui varie case, e vedete che sono quasi uguali qui attorno - mi ha detto: “Lei si prenderà anche l’altra parte. Solo ci vuol tempo”. Io non mi aspettavo mai più una tal cosa. (cfm,III, 242)
Domani mattina canterete una Messa solenne da morto; e così tutti quelli che faranno la Comunione mettano l’intenzione di farla in suffragio di S.E. il Card. Gotti, prefetto di Propaganda. Era nostro superiore, e io ho già celebrato stamattina in suo suffragio, ma bisogna che la cantiate anche voi perché sia una dimostrazione anche della Comunità tutta. [...] Quando sono andato a Roma una volta si sono stupiti che non l’avevo trovato in casa. Ma era solo uscito per bisogni. Stava sempre nei Coretti della Cappella dell’Istituto di Propaganda, e di lì teneva d’occhio tutta la Comunità. Adesso c’è un altro: il Card. Serafini che prima era Pro-Prefetto, e gli ho inviate le congratulazioni dell’Istituto e gli atti di sudditanza; per noi è rappresentante il Papa, il Papa stesso. (cfm,II, 529)
Domani di là faranno la settima del Card. Gotti. Voi Messa cantata non potrete averla, ma farete la S. Comunione e direte il Rosario in suo suffragio. Non ne avrà più bisogno, ma più si va in su e più ci sono delle responsabilità. Adesso c'è al posto del defunto, il Card. Serafini, benedettino. Vedete, abbiamo mandato condoglianze ed ora mandiamo congratulazioni!... Conosco il fratello di questo Cardinale. (cfs,I, 335)
E’ vero che voi avete già tagliata la testa, come ho detto a qualcheduno di voi quando è venuto, neh?... Una volta che dicevo quel lì ad un piccolino, mi diceva: “Non voglio!...”. Non capiva. Ad altri poi dico quello che diceva già S. Filippo, segnando la fronte: “Datemi queste due dita, ed io ne farò un santo”. E voleva dire la volontà. Altre volte diceva a quelli che entravano in religione: “Se ami di lasciar fuori la tua volontà, riuscirai”. Io ne sono convinto: tutto per un poco di volontà. (cfm,II, 806)
Ieri sera siamo andati a ricevere il Cardinal Cagliero alla stazione, e quando mi ha visto: “E bin come va?”. Gli ho baciata la mano, e mi ha detto: “Ti voglio tanto bene, lo sai? a te e al tuo Istituto, e mi ricordo sempre di te e delle tue missioni. E il bollettino lo digerisco sempre fino all’ultima parola...” (ha detto tante altre cose che il copista non ha udito, perché parlava piano). Spero che in questi giorni verrà a trovarci, gli farete un componimento voi, e guardate di farvi onore, e anche i piccolini.
Sta meglio: ha 78 anni, ma è piccolino, voi piccoli non dovete temere... per abbracciarmi ha dovuto sollevarsi. Di là è andato a S. Giovanni Evangelista dai suoi, e poi di là è andato trionfalmente a Maria Ausiliatrice, in automobile, ed io ho visto che c’era abbastanza di gente, me ne sono andato, me ne sono infilato, la mia presentazione l’avevo già fatta.
E’ lui che ha detto quando eravamo alla Consolatina: “questa Casa è troppo piccola, bisogna farne un’altra!” Bisogna ricordarglielo. Tanto buono! Parlava sempre piemontese, maschio!... (cfm,II, 577)
Vi annunzio che mercoledì verrà a trovarci S. Em. il Card. Cagliero. Verrà qui prima di partire per Roma. Il nostro periodico lo legge dalla prima parola all’ultima... Mi ha mandato ad annunziare che se mi faceva comodo sarebbe venuto a visitare l’Istituto mercoledì. E mi diceva: sono andato una volta fino al Nazareno, ed ero lì in dubbio di venire fino all’Istituto... Ho risposto: “No, non voglio senza di me... non voglio un’improvvisata! Io andrò a prenderla”. E non sono mai andato, perché in questi giorni non c’eravate tutti. Ho sempre aspettato che il numero fosse completo. E ieri il suo segretario è venuto e mi ha detto: “Se le pare bene, S. Em. verrebbe mercoledì a visitare l’Istituto!”.
[...] E sentiremo tutto quello che ci dirà. Aveva fatto una profezia: “Canonico, guardi di fare una casa più vasta!...” - “Ma...” - “No, no! ... guardi di fare una casa più vasta!...”. Capisco che ha un affetto tutto particolare a noi e all’Istituto. Ereditato da D. Bosco. Nessuna gelosia che facciam del bene! (cfm,II, 687-688)
“Perché farti missionario? - dicono - C’è tanto bene da fare qui!” Quasi che mancassero i preti qui. E ancora che adesso ce ne sono tanti soldati. Come diceva il Vicario Generale: E di tutti questi che cosa ne faremo?... Guardi adesso quanti sono soldati!... E tutti quei lì quando ritornino li manderemo tutti missionari!... Ed io gli ho detto: La Comunità adesso è di 60 e camminano tutti avanti lo stesso senza badare a quello che avviene fuori e senza lasciarsi turbare... (cfm,II, 799)
Qualche tempo fa la Congregazione dei SS. Pietro e Paolo, ci hanno scritto, con una raccomandazione da Propaganda, perché ci unissimo con loro... perché hanno poco personale... Ed io ho risposto: “Siamo di natura diversa, non possiamo unirci. Noi siamo religiosi, voi no. Nessuno vuole rinunciare per l’altro”. Noi non rinunciamo ai nostri voti per far piacere a loro; e neppure loro vorrebbero far i voti per far piacere a noi... Ciascuno tiene il suo metodo, il suo sistema, il suo stile. (cfm,III, 342)
Poi veniamo ai nostri benefattori: quanti ne abbiamo! Tutti i 15 mila abbonati, e poi... noi viviamo tutto della carità dei benefattori, quindi hanno diritto che noi li soccorriamo. L’ing. Felizzati che mi ha lasciato tutto quello che aveva. Mons. Demichelis che mi ha lasciato la villa di Rivoli e la Consolatina... e il Teol. Di Robilant! Mi ha lasciato 2 cascine, la sua biblioteca, e il calice del Card. Alimonda che ho già fatto vedere a qualcheduno. Sapete com’è andato? Io andavo tutte le settimane in casa sua per obbligo del mio ministero e questo sant’uomo non mi ha mai detto niente. Ma godeva tanto dei principi dell’Istituto, e ne parlava a tutti. Una volta è andata da lui una persona, ed egli le parlò dell’Istituto; ed essa rispose :”E’ un fuoco di paglia! E’ un’opera troppo colossale”. “Ma come! ha detto il Teol. Di Robilant quando è andata via, è una opera di gloria di Dio, e dobbiamo aiutarla”. Ha domandato a sua madre un foglio di carta e ha fatto testamento in cui mi lasciava tutta questa bella roba. Ma io non ho mai saputo niente, anzi dopo non parlava più tanto... Vedete come il Signore si serve di tutto per i suoi fini!... Quando è morto, i fratelli hanno voluto vedere il testamento; io mi son ritirato in un’altra stanza, ed essi mi chiamano, e mi dicono che aveva lasciato per me tutto quello. Ma mi pareva un po’ indelicato: siccome io andavo sempre là pareva che io lo avessi indotto a far questo. E siccome ho per massima che l’Istituto più che di denari ha bisogno di stima, di buona fama; che non sembrasse ch’io andassi a cercare di qua e di là... che cosa ho fatto? Ho detto: Accetto il calice, accetto la biblioteca; ma le due cascine non le accetto; ho preso un notaio, e ho fatto la rinuncia. Il Cardinale è stato lì, quando gliel’ho detto, ma io gli ho esposto i motivi... Ma poi i fratelli, e la contessa sua madre non eran tranquilli di questa roba; e uno diceva: “E’ vero che ha rinunciato; ma la volontà del Teologo era quella...” e l’altro: “Ma sicuro!” e me le hanno di nuovo offerte. Un fratello ha comperato le due cascine e mi ha portato i rispettivi. Io non ho più rifiutato; ma siccome c’è un fratello che non può possedere, ho detto: “l’interesse sarà di questo fratello finché vive”. Ed egli viene tutti gli anni a trovarmi ed io gli do i coupons. E neppure ho mai pensato che muoia un giorno prima per non più dargli gli interessi!... Vedete che il Signore ci pensa: basta non essere attaccati alla roba!... Ed intanto questo ha fatto buona impressione in tutta la parentela che è numerosa: i Di Robilant, Gazelli... e ci abbiamo guadagnato ancor di più. (cfm,III, 351352)
Ricordatevi che benedicendo la Casa caccio qualsiasi ombra di male, non dico il demonio - perché abita solo nei luoghi dove ci sono i grandi santi (ed io non vi credo ancora tali) oppure dove vi sono i grandi peccatori - ma qualche sua influenza, ed il male che possa venire dal di fuori. Vivete distaccate dalla terra. Pensate che l'Angelo Custode si trova in ogni angolo, anzi io intendo con la benedizione scrivere in ogni luogo: Dio mi vede. (cfs,I, 119)
Più c'è da fare, più si fa. Meno c'è da fare, meno si fa. L'osservo in me medesimo: quando non c'erano le Missioni ero solo Canonico, avevo meno da fare, ed ero sempre esaurito. Adesso, viene questo, viene quello e si fa tutto lo stesso. (cfs,I, 186)
Ho sempre stabilito di dare il mio tocco quando arrivo, ma non lo faccio mai. Anche di là: sono cinque anni che l'ho stabilito, ma non me ne sono mai servito. (cfs,I, 300)
Un giorno domandai alla vostra Superiora: Ma c'è proprio la vera carità qui dentro? Pareva d'averle fatto un torto a domandarle questo! Ma siccome io sono l'uomo delle paure, dubito sempre... Io voglio poter dire: Ci mancheranno tante virtù, ma la carità c'è. - State attente perché il demonio è fino e finché si è in questo mondo bisogna lottare.
Dal Paradiso manderò dei fulmini (se vedrò che mancate di carità)... Lasciatemi pensare male. (cfs,I, 317)
Io prego il Signore di mandarvi delle croci, poiché se non vincete adesso tante piccole ripugnanze, allora... (cfs,I, 332)
Pareva che il diavolo non volesse che venissi a prepararvi ai S. Esercizi, ma benché facesse brutto tempo son venuto lo stesso. (cfs,I, 352)
Nessun tram voleva condurmi qui. Mi ero prefisso di venir più presto, invece ho dovuto aspettare più di 35 minuti. Se fossi stato un giovanotto sarei venuto a piedi, ma... Vedete com'è la volontà umana! (cfs,II, 100)
Oggi son venuto a piedi da S. Giovanni perché non ci sono i tram; e venire in vettura...; fare il folle in vettura... Uhm!... (cfs,III, 105)
Oggi studiavo se dovevo venire o no... e poi ho pensato... lasciamo un po' il Duomo e veniamo. Avete bisogno di un buon pensiero per passare bene la Settimana Santa. (cfs,III, 502)
Una persona si offrì per venirvi ad insegnare il tedesco. Quando siano più approfondite nello studio delle altre lingue, risposi io... Sicuro; altro che tedesco! Vorrei che studiaste latino e greco... (cfs,I, 449)
Suor Adele ha scritto e ve ne leggo un po' che fa per voi. (Legge; quindi, togliendo di tasca un pacco di dolci, ne vuota alcuni sulla tavola). Vi tratto come le bambine dell'asilo... (e siccome erano rotondi e correvano da tutte le parti) Vedete com'è regolare questo tavolo! E' una faccenda seria!... sono i dolci di tutti i Santi, e prendete questi come una prova che vi concederanno la grazia più grande che desiderate. Siete contente? (cfs,I, 214-215)
Quando noi faremo il cinquantenario (che siate due o tremila non importa, purché siate molto sante) io dal Paradiso vi assisterò; sarà un cinquantenario pieno di meriti. (cfs,II, 282)
Quando faremo il 50° della fondazione, se non sarete migliaia e migliaia non importa, purché siate molto sante; io dal Paradiso vi assisterò; sarà un 50° pieno di meriti. (cfs,II, 283)
(Il Ven.mo Padre sorprende una sorella che stava copiando il sunto delle sue conferenze da inviare in Africa. Interrogata, la sorella risponde semplicemente quel che faceva).
- Ma, è quella roba lì che mandate in Africa?
- Sì Padre, tracopiandola su apposito quaderno.
- Ma io parlo alla buona, saltando da un argomento ad un altro.
- E noi, rispose la sorella, le prendiamo alla buona, e in Africa le sorelle le leggeranno anche alla buona, e tutte certamente ne ricaviamo e ne ricaveremo un gran bene. - Là là, fate pure, conchiuse sorridendo, che volete che vi dica? (cfs,I, 412)
Tutte siete superbe, tutte avete bisogno d'umiltà, e non mi stanco di ripetervi sempre le stesse cose. Scrivetelo pure a quelle là ch'io vi ripeto sempre lo stesso... (cfs,I, 158)
Una signora un giorno mi diceva: Vorrei che due Missionarie assistessero al funerale di mia sorella, perché mi pare, per le loro preghiere, che se essa è in Purgatorio, verrebbe subito liberata. Guardate che stima hanno delle Consolatine! (cfs,II, 334)
Vedete come la Madonna vuol bene a noi! Qui non c'è morto nessuno, mentre in altri posti muoiono in gran numero. Ringraziamola. Io credo che questa sia stata solo una prova che il Signore ha voluto fare su di voi per farvi vedere che quando siete ammalate non siete più buone a nulla. (cfs,II, 467)
(Il Ven.mo Padre aveva dato ordine pochi giorni prima - il 9 novembre - di cambiare il saluto "Sia lodato Gesù e Maria - in eterno così sia" nel seguente: "Sia lodato Gesù Cristo - sempre sia lodato"; così pure all'uscire di chiesa, invece di dire: "Vi adoro ogni momento, o vivo Pan del Ciel, gran Sacramento" si doveva dire la giaculatoria: "Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento").
Sia lodato Gesù Cristo!... Do gli ordini e sarebbe bella non li mettessi in pratica io! Come pure ho detto di dire: "Sia lodato" ecc. uscendo di chiesa, e poi vado di là e dico: "Vi adoro"! Che scandalo! (cfs,I, 223)