Ho parlato con uno di D. Bosco, e mi diceva che adesso loro, ognuno di loro deve fare il lavoro di tre. E un giorno o l’altro verrò anch’io qui se fa di bisogno a fare un po’ di scuola. D. Reffo diceva: noi ci troviamo in sfacelo, ma i ragazzi, no! Dopo la guerra c’è poi bisogno di gente, e non bisogna che lasciamo andare i giovani. (cfm,II, 660)
Vedete i nostri! Ho inviato loro una volta 50 lire e un’altra 25, e loro mi hanno rimandato indietro 100 lire; ed io avevo detto loro di tenerli, e che non le volevo, ma mi hanno risposto che non ne hanno bisogno. Non solo quei là; anche gli altri. Come ho già detto, questa prova servirà a fortificarli e a confermarli nella vocazione. (cfm,II, 425)
Solo ieri è venuto a trovarmi un Sacerdote che veniva dalle parti là del Lago Maggiore, e mi diceva che nell’ospedale di Pallanza c’era un prete che faceva molto bene, senza sapere che fosse lì D. Maletto: un prete che faceva proprio molto del bene tra i soldati, e avanti, me ne faceva l’elogio, senza sapere di chi parlava. Io naturalmente l’ho lasciato dire, ed alla fine gli ho chiamato: “Si chiama ben Maletto?” “Sì” - mi risponde. Allora gli ho detto: E’ un mio missionario. Allora mi diceva poi: - Sì?! io non lo sapeva: appena arrivato a Pallanza vado subito a fare conoscenza! (cfm,II, 834)