PAROLE DELL'ALLAMANO SULLA MADONNA
Un giorno, dopo avere parlato ai giovani missionari, all'Allamano sono sfuggite queste parole, che suonano quasi come una sintesi della sua vita: «Che volete!…è una devozione che va al cuore. Se avessi da fare la storia delle consolazioni ricevute dalla Madonna in questi quarant’anni che sono al santuario, direi che sono quarant’anni di consolazione. Non è che non abbia avuto da soffrire; lo sa Iddio quanto! Ma lì, ai piedi della Consolata, si è sempre aggiustato tutto» (L. SALES, Il Servo di Dio…, p. 457).
Dalla bocca dell'Allamano sono uscite espressioni sempre molto intense riguardo la Madonna, che ci rivelano la sua conoscenza teologica del mistero di Maria, ma anche la sua grande tenerezza verso di lei. Di seguito ecco alcune di queste espressioni, scelte unicamente fra le moltissime pronunciate durante le conferenze formative ai missionari (IMC) e alle suore missionarie (SMC). Sono raccolte attorno ad alcuni temi principali e riportate per ordine cronologico.
Viste nel loro insieme, queste espressioni formano un “florilegio mariano” al quale ispirarci per la nostra vita di cristiani.
SPIRITUALITÀ MARIANA E DELLA CONSOLATA
Ai missionari - «I devoti di Maria non si dannano, ma i veri devoti, quelli che ne imitano le virtù» Conf. IMC, I, 180).
«La devozione di Maria è necessaria, secondo i Santi. Noi che ci gloriamo di essere figli della Consolata, che ne godiamo la protezione, le grazie, dobbiamo essere figli prediletti» (Conf. IMC, I, 177).
«Siamo figli di Maria Consolata. Se devono essere devoti di Maria tutti, tanto più i Sacerdoti, tanto più i Missionari» (Conf. IMC, I, 178).
«Noi che siamo figli della Consolata abbiamo speciale dovere di consolare la nostra Madre perché sia veramente da noi consolata. Non è per nulla che portiamo sì bel nome» (Conf. IMC, I, 328).
«Farei torto a voi coll'invitarvi a fare bene la novena in preparazione alla Festa della Consolata , e così ad indicarvi come dovete farla. Bast Vergine a sapere che ci avviciniamo a festeggiare la nostra cara Mamma per dire tutto. Non è infatti la SS. sotto il bel titolo di Consolata la nostra Madre, e noi i suoi figli? Sì, Madre nostra tenerissima, che ci ama come la pupilla de' suoi occhi, che ideò il nostro Istituto, lo sostenne in questi anni spiritualmente e materialmente, sia qui in Casa-Madre come in Africa, ed è sempre pronta a tutti i nostri bisogni, per cui io posso dormire i sonni tranquilli... […]. Quasi le facciamo torto a rivolgerle quelle parole: “Monstra Te esse Matrem” [Mostrati Madre]; Essa piuttosto potrà rivolgere a noi: “monstra te esse filium” [mostrati figlio]. Siamo figli della Consolata, e figli prediletti, ma praticamente ci dimostriamo sempre tali, con invocarla sovente, con onorarla in tanti modi possibili, e con ricorrere a Lei colla confidenza di figli tenerissimi. Procuriamo di ascoltarne i comandi ed anche i desideri, che sono di farci buoni e santi» (Conf. IMC, II, 307).
«È quasi superfluo dire che domani comincia la novena della nostra cara Madre. Chi non sa dei veri
Torinesi quando comincia la novena della Consolata? L' 11, e la festa è ai venti. Noi, figli prediletti della Consolata, e non solo a parola, ma in realtà» (Conf. IMC, II, 308).
«Ma è in modo speciale nostra la Consolata e dobbiamo essere gloriosi di avere una tale Patrona, santamente superbi; dobbiamo gloriarcene tanto perché il nostro Istituto è della SS. Consolata» (Conf. IMC, II, 317).
«Vi farei torto a parlarvi di fare bene la novena alla Consolata, della vostra cara Mamma, il cuore stesso vi deve insegnare. Noi siamo Consolatini, i figli prediletti della Consolata» (Conf. IMC, II, 602).
«Se gli altri sono così entusiasti della nostra Consolata, che cosa deve essere di noi? […]. Congratuliamoci e gloriamoci di essere i figli prediletti della Consolata, e non aspettiamo, non lasciamo che gli altri portino via tutte le grazie» (Conf. IMC, II, 604-605).
«Conserviamo in noi la devozione ed il fervore nel lodare la Madonna, dobbiamo essere santamente superbi di appartenere alla Madonna, sotto questo titolo invidiato da tanti. E perciò dobbiamo corrispondere e portarlo degnamente in noi» (Conf. IMC, II, 605-606).
«Prima di tutti, la Patrona è la SS. Consolata che dobbiamo onorare in modo particolare, sotto questo titolo perché si è degnata di imprestarci il nome e ci ha presi sotto il suo manto; quindi onorarla sotto questo titolo di cui ci gloriamo, dobbiamo imitarla e consolarla col farla amare da tante anime che ancora non La conoscono. Va tanto bene invocarla sotto il titolo d'Immacolata, di Loreto, ecc. è sempre la stessa Madonna; ma la nostra principale festa ed invocazione dev'essere sotto questo titolo; sotto questo titolo riceviamo da Lei le grazie particolari» (Conf. IMC, III, 387).
«Quando c'è delicatezza regna la carità. Quando manca la delicatezza manca la carità. La nostra Consolata è delicata, e vuole che anche i suoi figli siano delicati» (Conf. IMC, III, 415).
«Generosità, cioè coraggio ed allegrezza. Dio vuole anime forti e risolute, che si danno interamente a disposizione di Dio. [...]. - Generosità. Avanti dunque sotto la protezione della nostra cara Consolata» (Conf. IMC, III, 453).
«Pregate che andando aumentando e crescendo cresciate in grazia per corrispondere e che la Madonna ne sia contenta. Preghiamo che ci faccia veramente da Madre e noi ci mostriamo veri figli. Se noi ci comportiamo da figli abbiamo dei diritti e direi perfino un po' di prepotenza. E quanti ci vogliono bene perché ci chiamiamo: Missionari della Consolata. Domandate per voi grazie, l'emendazione dei difetti e queste grazie comuni per tutti» (Conf. IMC, III, 687).
Alle missionarie - «Chi vuole volare nella perfezione senza la Madonna è come chi vuol volare senza le ali. Per andare avanti nella perfezione, santificarci, bisogna passare di lì, da quella cara Madre, ricorrere a Lei, del resto non si acquista» (Conf. SMC, I, 128).
«Dirvi di far bene la novena della Consolata, credo che vi farei un torto. Basta pensare: Chi è la Consolata per noi? – E’ Essa che ha fondato l'Istituto, che lo dirige, che ci manda il pane quotidiano. Ce la porge di sua mano la pagnotta, la pietanza... Alle volte capita che non c'è del denaro per una nota che si deve pagare al domani. Si arriva fino alla sera che i denari mancano; però vi assicuro che non ho mai lasciato di dormire un sonno grosso così per fastidio di denaro; ebbene al domani i soldi arrivano, ed il debito viene soddisfatto.
Se la Madonna si occupa tanto di queste materialità, che cosa sarà per le cose spirituali? Oh! non abbiamo bisogno di dirle: “Monstra Te esse Matrem” [Mostrati Madre]; piuttosto dovrebbe risponderci: “Monstra te esse filiam” [Mostrati figlia], perché madre mi dimostro.
Domandate molte, molte grazie alla Consolata, voi ne siete i figli prediletti» (Conf. SMC, I, 136). «La Madonna vuole salvare tutti, applicare i meriti di Gesù, e lo può. Salomone domandava a Betsabea sua madre: Domanda quello che vuoi. A Cana, benché non fosse ancora giunto il tempo, fu Essa, fu la sua testardaggine, buona testardaggine, che fece fare il miracolo dell'acqua mutata in vino. La Madonna comanda, non per diritto, ma per potestà avuta, per volontà di nostro Signore. Più ricorriamo alla Madonna,'più facciamo piacere a nostro Signore. La Madonna è desiderosa che le anime vadano in Paradiso. Ha voluto dare il suo nome al nostro Istituto affinché si salvino più anime che si può. Tutte le anime che salverete, sarà per mezzo della Madonna. La Madonna è quella che ci fa santi. Per perfezionarci, sarà la Madonna che ci aiuterà, ci spianerà la strada, ci farà vincere gli ostacoli» (Conf. SMC, I, 347-348).
«Incomincia la novena della Consolata. È Gesù che vuole che noi vogliamo bene alla Madonna. Vi farei un torto a parlarvene... Essa è la Patrona del Piemonte. la dispensiera di tutte le grazie; ma noi, noi siamo i miracoli viventi della Consolata... Il nome che portiamo...» (Conf. SMC, I, 380381).
«Prepariamoci per la novena della Consolata. Quanta gente va là dal mattino alla sera... Noi siamo le beniamine della Madonna. Lì ci vuole un po' di gelosia, per modo di dire, perché ce n'è per tutti ed anche per noi. Questa è una santa gelosia.» (Conf. SMC, II, 282; cfr. II, 283).
«La Madonna è arrivata alla pienezza della perfezione. Dopo N. Signore è la più santa che ci sia. Incominciamo anche noi una vita di perfezione. Maria SS. non s'è mai fermata nella via della perfezione. Domandiamo di rinascere anche noi ad una vita nuova: vita religiosa, missionaria, Consolatina!» (Conf. SMC, II, 335).
«Per voi quando si parla di Madonna si sottintende sempre la « Consolata ». Se si è messa qui Consolata è perché vuol essere onorata sotto questo titolo. lo non disapprovo che ci sia devozione alla Immacolata, alla Madonna del Rosario, di Pompei ecc.; ma, di chi è in possesso quest'Istituto? Della Consolata. Mai andare a soppiantare la nostra Madonna, non va bene. A Mondovì c'è la Madonna di Mondovì e qui a Torino c'è la Consolata; bisogna onorarla in modo par- ticolare sotto il titolo con cui Ella ha fatto conoscere voler essere onorata. Onorarla sempre, anche lungo l'anno; dire delle giaculatorie; consolarla; imitare le sue virtù, si possono imitare tutte» (Conf. SMC, III,17).
«La Madonna ha piacere di essere onorata, perché onorando lei si dà gloria al Signore, ma vuol essere onorata secondo il suo spirito» (Conf. SMC, III, 69).
«Imitate la Madonna a fare le cose ordinarie in modo straordinario. […]. Il Signore non misura la quantità delle opere, ma con quanto amore, purità d'intenzione le avremo fatte. La Madonna non fece niente di straordinario eppure aumentò sempre in grazia e perfezione, momento per momento» (Conf. SMC, III, 165).
«Anche nel Regina coeli aggiungiamo l'Alleluia, e così fino alla fine: Quia quem meruisti [Colui che meritasti]... alleluia ecc. E perché? Perché è risuscitato il Signore e noi diciamo alla Madonna: Laetare, alleluia; godi, rallegrati, è risuscitato tuo figlio! Lo spirito della Chiesa in questa settimana è lo spirito d'allegrezza. Chi non si sente in cuore la partecipazione di questa festa, chi non gode non ha cuore e non ha spirito» (Conf. SMC, III, 231).
«Voi dovete essere santamente superbe di essere sotto la protezione della Consolata; portate il nome della Madonna e questo deve spingervi a rendervi ciò che dovete essere. […]. Voi dovete portare bene il vostro nome ed avere un'alta devozione alla Madonna. Tutti i Santi erano devoti della Madonna: è un segno di predestinazione» (Conf. SMC, III, 275).
«Per salvarsi è necessaria la devozione alla Madonna –bisogna passar lì- ma se già per salvarci, quanto più per perfezionarci… si, questo è ancor più fino… è proprio per lei. Si, una devozione tenera verso la Madonna… Fate così aumentate. Attaccatevi alla Madonna e vedrete» (Conf. SMC, III, 408).
«Stamattina avete cominciato la novena. E che cosa dire alla Madonna, ma la novena della Madonna Consolata per noi è una solennità. Se tutti le vogliono bene tanto più noi che le siamo figli. Stamattina il Santuario era pieno, gremito di gente: son venuti i rosarianti, hanno pregato, cantato, fatto la comunione. Questa è la principale novena per noi: è la vostra Madonna; siete proprio figlie della Consolata. Bisogna farla bene questa novena e per farla bene non c’è che far bene quello che fate già, per non aumentare le cose. Fare tutte le cose con spirito come le farebbe la Madonna e così consolarla» (Conf. SMC, III, 435).
PREGHIERE MARIANE
AVE MARIA
Ai missionari - «Eccellente adunque, perché la prima parte viene dal Paradiso; la seconda parte è pure ispirata dallo Spirito Santo; e la terza parte è posta dalla Chiesa, la quale è anche ispirata dallo Spirito Santo, e non l'ha aggiunta a capriccio. Così capite quanto questa preghiera sia eccellente in sé.
Quanto poi sia eccellente per la stima che ne fa la Chiesa: vedete, la Chiesa dimostra in quanto pregio tenga l'Ave Maria col farcela recitare tutti i momenti. […]. Mai che noi la diciamo questa preghiera, che essa [la Madonna] non ci dia subito una grazia. Oggi dunque in memoria del nome di Maria proponiamo di dirla sempre bene: avere i sentimenti dell'Angelo nel dire la prima parte, quelli di S. Elisabetta nella seconda, e poi nella terza parte quelli della Chiesa» (Conf.IMC, II,683).
«E in particolare recitare bene quella preghiera che piace di più alla Madonna, che è l'Ave Maria» Conf. IMC, II, 684).
«L'Ave Maria è la più eccellente preghiera della Madonna per tre motivi: 1° per l'eccellenza in se stessa, 2° per la stima che ne fa la S. Chiesa, 3° per le grazie che ci ottiene» (Conf. IMC, II, 689).
«L'Ave Maria voi ben sapete dal Catechismo, da chi fu fatta. Essa contiene due parti: Ave Maria... ventris tui; e Sancta Maria... Amen. Nella prima ci congratuliamo colla nostra cara Mamma per le Sue doti, e dobbiamo recitare con trasporto di gioia, e non mai stancarci come figli teneri di ammirarla e lodarla, superbi di sì grande madre. Così ci prepariamo alla 2ª parte, di nostro interesse, che ci ottenga tutte le grazie, anche peccatori, di cui abbisognarne in questa vita e la perseveranza finale» (Conf. IMC, III, 164-165).
Alle missionarie - «La più eccellente preghiera alla SS. Vergine è senza dubbio l'Ave Maria» (Conf. IMC, II, 680). «L'Ave Maria è la più eccellente preghiera della Madonna per tre motivi: 1° per l'eccellenza in se stessa, 2° per la stima che ne fa la S. Chiesa, 3° per le grazie che ci ottiene» (Conf. IMC, II, 689; cfr. II, 682). «Ogni parola dell'Ave Maria è d'oro» (Conf. IMC, III, 468). «Quando recitiamo l'Ave Maria dovremmo dirla con entusiasmo da far scappare il cuore» (Conf. SMC, I, 85).
«L'Ave Maria è divina, bisogna dirla con entusiasmo, proprio sentire ciò che si dice e dirla di cuore: sapere quel che si dice. Ah! se si pensa a quel che si dice! […]. Non è d'obbligo che diciate il S. Rosario, ma dovete avere il desiderio di dirlo, e che non venga in testa che esso sia una ripetizione noiosa. E’ noioso dire alla Madonna che le vogliamo bene? E’, noioso dire al Signore che gli vogliamo bene? Domandiamo la grazia di dare importanza a questa preghiera divinissima» (Conf. SMC, II, 149).
«Possibile che una persona si stanchi a dire Ave Maria? Uno starebbe in estasi un giorno, due, tre, solo a dire Ave Maria! Pensare che saluto la Madonna! Dopo il Pater è questa la più bella preghiera. In tutto il Vangelo non si trova che il Signore abbia insegnato lunghe preghiere, ma solo il breve Pater... e per comporre l'Ave Maria si son prese le parole dell'Angelo, quelle di S. Elisabetta, e poi per finirla la Chiesa ne ha ancora aggiunto un pezzo. In tre a comporre un'Ave Maria: è segno che è importante... E’, noioso a ripeterla a chi non ama e non ha spirito... In Paradiso diremo sempre: Signore vi amo» (Conf. SMC, I, 183-184).
«Se una contasse tutte le Ave Maria che si dicono in un giorno, quante ve ne sarebbero! Se la Chiesa dunque ci fa ripetere tante volte l'Ave Maria e non il Credo, per esempio, è segno che è molto eccellente» (Conf. SMC, I, 424).
«Direte che nel Rosario ci sono solo sempre delle Ave Maria. Non sapete che non si può dire riguardo alla Madonna nulla di più bello che una preghiera venuta in parte dal Paradiso, in parte da S. Elisabetta ispirata dallo Spirito Santo ed in parte dalla Chiesa ispirata pure dallo Spirito Santo? Si mangiano le Ave Maria pregando, ma se una avesse trasporto non avrebbe mica fretta di dire Ave Maria; si fermerebbe a meditarle» (Conf. SMC, I, 424-425).
«Dopo il Pater l'Ave Maria è la più bella preghiera. Perché stancarci di dire il Pater? quante volte il bambino chiama la mamma? Fino ad annoiarla la chiama» (Conf. SMC, III, 303).
SALVE REGINA
Ai missionari - «E in particolare recitare bene quella preghiera che piace di più alla Madonna, che è l'Ave Maria.[...] Adesso veniamo alla Salve Regina. Dopo l'eccellentissima preghiera dell'Ave Maria, la più bella è la Salve Regina... Bisogna dirla bene! Alle volte si dice invece così currenti calamo [in fretta]!... giù! tanto per andare alla fine dopo la S. Messa. No! Bisogna proprio dirla con sentimento» (Conf. IMC, II, 684).
«Quando si fa una supplica al Re perché si ha bisogno di denaro, si fa così come facciamo colla Madonna nella Salve Regina. “Io so che sei buona, che hai denari, che puoi, ecc...” per commuovere..., e poi si va giù: “Eja ergo advocata nostra!”. E poi alla fine si conchiude ritornando all'esordio, colle parole di S. Bernardo: O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria!» (Conf. IMC, III, 21).
Alle missionarie - «Chi fece [compose] la “Salve Regine?”. Fu un monaco, Ermanno Contratto, ed anch'egli sarà stato ispirato a farla. Questa preghiera si divide in tre parti; la prima va fino al “salve ”, la seconda fino ad " ostende"; la terza comprende l'invocazione di S. Bernardo: 0 clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria [o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria]; il resto fu un'aggiunta della Chiesa. Nella prima parte si danno cinque titoli alla Madonna. Le convengono questi titoli? Sì, ma non tutti allo stesso grado. Regina e Madre sono inerenti ad Essa; che sia Regina si capisce poiché figlia del Padre, sposa dello Spirito Santo e Madre di Gesù. Quindi nelle litanie diciamo di cuore: Regina Angelorum ecc., e siamo contente di lodare la Madonna. I teologi dicono che questi titoli di Regina e Madre convengono proprio a Maria SS.; così pure il terzo: Madre di misericordia. Infatti Gesù la diede a noi dalla croce qual nostra vera Madre. Vita, dolcezza, speranza son titoli che convengono alla Madonna non più per proprietà, ma per appropriazione. Chi è vita, dolcezza e speranza è Nostro Signore. Siccome la Madonna partecipa alle grazie di Nostro Signore, così dal Signore che è Vita parteciperà della vita, da N. Signore che è dolcezza e speranza parteciperà della dolcezza e speranza, le quali cose poi il Signore ci comunica per mezzo della Madonna.
Seconda parte: Ad te clamamus ecc. [a te ricorriamo]... Questo è per commuovere la Madonna. In questo tratto noi diciamo: Maria, guardate il nostro miserabile stato, aiutateci mentre siamo in questo mondo affinché ci facciamo dei meriti, soprattutto fate che noi possiamo poi andare a vedere il Signore. “Ostende" [mostra]: sì, la Madonna ci presenti a N. Signore. Il secondo pezzo è una supplica nella quale manifestiamo i nostri bisogni, le nostre miserie e soprattutto manifestiamo il desiderio del Paradiso col dire: et jesum benedíctum... [mostraci Gesù ... ].
[Terza parte]. Le parole poi: O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria, non c'erano. Un giorno S. Bernardo, recitando la Salve Regina (S. Bernardo s'intendeva della Madonna, per la Madonna perdeva la bussola, cioè ne era innamorato), ebbene, S. Bernardo fu lui che aggiunse quelle belle parole recitandole dopo la Salve Regina; qualcuno le scrisse subito e così furono poi aggiunte. Saremo contenti se quest'oggi trarremo per frutto di dire bene l'Ave Maria e la Salve Regina» (Conf. SMC, I, 425-426).
MAGNIFICAT
Ai missionari - «Il cantico del Magnificat, scrive il P. Didon, sorpassa ogni capacità umana...; è il più splendido grido di letizia che sia uscito da petto umano... Maria SS. non pensa che alla propria bassezza, e non si esalta che in Dio. Predice la sua gloria, ma in ciò non vede che il trionfo di Dio. Il concetto principale dell'Inno consiste nella sovranità assoluta di Dio, e nella nullità ed essenziale dipendenza di ogni essere creato da lui. Ciò è il fondamento di tutta la morale evangelica: Dio è tutto, l'uomo è niente; ma questo niente può diventare qualche cosa, inabissandosi nella sua nichilità [nullità], bramoso solamente e sommamente di glorificare Dio in tutto e sempre. .Maria SS. prende i concetti e le espressioni di donne ebree, e li allarga e trasforma. Nella prima parte loda i benefici conferiti da Dio a Lei sola, specialmente la Divina Maternità. Nella seconda loda i benefici elargiti agli uomini lungo i secoli: “a progenie in progenies”, prima Ebrei poi Gentili. Nella terza torna al beneficio sovrano della Redenzione. La S. Chiesa lo fa recitare e sovente cantare ogni giorno; facciamolo collo spirito ed entusiasmo della SS. Vergine» (Conf. IMC, III, 20).
Alle missionarie - «La Madonna nel Magnificat si servì di alcune parole dette da Anna e da Giuditta, ma il suo cantico riuscì il più splendido dei cantici. […]. Guardate un po' la confidenza della Madonna nel Magnificat. Questo è l'inno più bello, più sublime che ci sia. Il suo fondamento è la sovranità assoluta di Dio e la nullità della creatura... ma si vede tosto che questa nullità può tutto in Dio» (Conf. SMC, I, 498).
REGINA COELI
Ai missionari - « [Nel Tempo pasquale] Continueremo a salutare la Madonna col “Regina coeli” così bello, con cui si invita la Madonna a star allegra. Noi Canonici in Duomo al mattino e alla sera dopo compieta, andiamo in processione fino all'ultimo altare della Madonna a cantare l'alleluja alla Madonna: il “Regina coeli”. E così bella questa funzioncella! così bella, così tenera!» (Conf. IMC, III, 557).
Alle missionarie - «Abbiamo passato una settimana di allegrezza; abbiamo sentiti, cantati tanti Alleluia; abbiamo goduto tanto! Sapete che cosa vuol dire Alleluia? E’ una parola ebraica e vuol dire: lodate il Signore. E’ un'espressione di allegrezza; si loda il Signore con trasporto. In questi giorni di letizia si sente il bisogno di gridare forte: Alleluia. Anche nel Regina coeli aggiungiamo l'Alleluia, e così fino alla fine: Quia quem meruisti [Colui che meritasti]... alleluia ecc. E perché? Perché è risuscitato il Signore e noi diciamo alla Madonna: Laetare, alleluia; godi, rallegrati, è risuscitato tuo figlio! Lo spirito della Chiesa in questa settimana è lo spirito d'allegrezza. Chi non si sente in cuore la partecipazione di questa festa, chi non gode non ha cuore e non ha spirito.
La Chiesa in tutto il tempo pasquale ci fa dire il Regina coelí e ce lo fa dire in piedi, non vuole che stiamo inginocchiati perché è più da festa dirlo stando in piedi. Guardate come la Chiesa vuol farci vivere con spirito di allegrezza» (Conf. SMC, III, 231; cfr. anche 235).
ROSARIO
Ai missionari - «Voi tutti dire il Rosario, alcuni lo dicono intero; ma bisogna recitarlo con devozione, non dire: “O...ma, ripetere sempre la stessa preghiera...”. Cosa di più bello che dire: Ave Maria, Ave Maria?» (Conf. IMC, I, 398).
«Oggi la S. Chiesa celebra la Solennità del SS. Rosario; ed in questa occasione noi dobbiamo ravvivare la nostra devozione su questa santa preghiera. […]. lo amiamo, e lo diciamo sempre con volontà e gusto? O non piuttosto lo troviamo, come tanti cristiani una devozione nojosa, e potendolo lo lasciamo, perché non strettamente obbligatorio?[...]. L'amore, disse Lacordaire, non ha che una parola; più si ripete, più è dolce e sempre nuova. Noi non gustiamo il S. Rosario perché non vi poniamo la dovuta attenzione. È preghiera vocale e mentale […]. Come mentale è la migliore meditazione sulla Vita di Nostro Signore e della SS. Vergine; meditazione che rende soave tutta la recita. […]. Fate in questo modo recitando il Rosario, e non troverete più lunga e noiosa questa devozione; ma invece corta e soave» (Conf. IMC, II, 370-371).
«Non diciamo come alcuni: Nel Rosario vi sono tante Ave Maria, tutto uguale, una dopo l'altra, perché non si cambia?! Sempre ripetere le stesse cose!... Quando dicono così è segno che non la recitano col cuore. È una preghiera tanto bella, e poi non ce n'è una più bella, e perciò ripetiamo sempre quella».(Conf. IMC, II, 687).
«Bisogna prendere affezione al S. Rosario; non bisogna che sia un peso, di modo che uno sia contento se può scappare dal dirlo. Come il Breviario, non è un peso; oppure, volete che sia un peso? È un peso soave, leggero […]. Così il Rosario. Non deve stancare a dir sempre le stesse cose. Come quel santo che non finiva mai di fare genuflessioni e ci trovava sempre gusto; così è ripetere le Ave Maria. Come son belle quelle parole dell'Angelo! […]. Ora se una cosa bella e buona si ripete sempre; non ci stucchiamo mai! Il provar noia a dir il Rosario è segno delle anime tiepide. Né bisogna dirlo colla testa in aria! Bisogna far meditazione sul mistero» (Conf. IMC, III, 468).
Alle missionarie - «Il Rosario, sia in sé, sia per la stima dei Papi e dei Santi, è eccellente. Si compone di Pater e di Ave Maria (le preghiere migliori che abbiamo), di Gloria, e soprattutto di Misteri. Perciò questa preghiera è vocale e mentale. Far la meditazione dei misteri è seguire tutta la vita di N. Signore Gesù Cristo e tutta quella della Madonna.
I Papi ebbero tutti una grande stima per il S. Rosario. Un Papa ha detto che il Rosario è l'albero della vita: risuscita i morti e conserva i vivi. Urbano IV disse: Per il Rosario ogni giorno provengono immensi beni al popolo cristiano. Leone XIII disse: Per il Rosario si placa l'ira di Dio e si ottiene l'intercessione di Maria SS. Sisto V disse: Il Rosario è la salute del cristiano. Un altro Papa disse: Il Rosario è l'onore della Chiesa romana. Adriano IV disse: Il Rosario è il flagello del demonio. Un altro Papa disse: Il Rosario è la distruzione del peccato e il ricupero della grazia. Pio V disse: Per il Rosario si vincono le tenebre dell'eresia e si spande la luce della cattolica fede. Paolo V disse: Il Rosario è un erario di grazie. Urbano VIII disse: Il Rosario è un aumento di cristiani. Tutti i Pontefici si sono scaldati di questo Rosario» (Conf. SMC, II, 358-359).
«Il S. Rosario deve essere il nostro pane quotidiano» (Conf. SMC, III, 111).
«Bisogna fare in modo che il S. Rosario ci sia di soddisfazione per tutta la vita. Se pensate ai misteri non ha più quella monotonia; sebbene, che malinconia c'è a ripetere sempre: Ave Maria? Perché dobbiamo stancarci a salutare la Madonna? I Santi la salutavano tante volte al giorno. Ditelo sempre bene il Rosario con consolazione e non come peso, e se alle volte fosse anche un peso, sarebbe un peso leggero» (Conf. SMC, III, 138).
«Prima cosa la preghiera, ed in modo particolare il S. Rosario. Oh!... sempre ripetere: Ave Maria, Ave Maria... Eh! non sapete che è la più bella preghiera dopo il Pater? La Madonna sente volentieri ripetersi sempre questa preghiera. Il Signore ha forse fatto un libro di preghiere? A gli Apostoli che gli dicevano: Insegnaci a pregare, disse: Pregate così: Pater noster... ecc. Vedete, poche righe! Gli Apostoli gli avrebbero potuto dire di farne ancora altre, per non dover sempre ripetere la stessa; una, ad esempio, in francese, che son più armoniose, più poetiche. No no; il Signore gliene diede solo una, ed essi si contentarono di quella. Imparerete da questo Santo [S. Domenico] a dire tutto l'anno bene e volentieri il S. Rosario» (Conf. SMC, III, 356).
MARIA NELLA S. MESSA
Ai missionari - «Vedete, la Madonna una volta sola ha dato la vita a Nostro Signore, i Sacerdoti invece tutti i giorni e nel giorno di Natale tre volte. E la Santa Messa non è solo un'immagine, è lo stesso sacrificio della Croce. C'è la stessa Vittima, lo stesso scopo, la diversità consiste solo negli accidenti: là era un Sacrificio cruento , qui invece è incruento. Com'è bello pensare che ogni volta che assistiamo alla Santa Messa siamo proprio là ai piedi della croce, al Calvario! Vedete l'importanza!» (Conf. IMC, II, 406).
«Figuratevi in ogni Messa, come è vero, di assistere alla scena del Calvario, con Maria desolata, e pregate Gesù a versarvi sull'anima il suo preziosissimo sangue» (Conf. IMC, I, 473).
Alle missionarie - «La S. Messa è certo la più gran cosa e per essere degna bisognerebbe che Dio stesso la celebrasse. E’ lo stesso sacrificio della Croce; il sacerdote è solo ministro secondario; Gesù è la stessa vittima e il primo ministro: è Lui che si offre, che domanda perdono, che ringrazia, che impetra le grazie! Dobbiamo figurarci di assistere al Calvario con la Madonna e S. Giovanni.» (Conf. SMC, I, 220).
«Il sacerdote è un essere divino, più della Madonna. […]. E veramente alla Madonna non venne data la potestà di consacrare e di assolvere, per cui ha bisogno del sacerdote. […]. La Madonna ha dato una volta sola la vita a Gesù, e noi quante volte! L'Imitazione dice che Gesù s'incarna nelle nostre mani» (Conf. SMC, II, 201, 202).
«Io dico sempre la Messa della Consolata, quando non è proibita. Quando io dico che voglio bene alla Consolata, cosa devo dire... dirò sempre quello. Quella Messa lì è per ottenere delle grazie dalla Madonna e così voglio che anche i Cappellani la dicano così» (Conf. SMC, II, 360).
UFFICIO DELLA MADONNA
Ai missionari - «Diciamo due parole sull'Ufficio della Madonna. È una preghiera vocale, pubblica: un'imitazione dell'Ufficio divino che recitano i Sacerdoti, o piuttosto è lo stesso ufficio ma più corto, applicato alla Madonna. […]. Lo spirito dell'Ufficio della Madonna è spirito della Chiesa, non una preghiera privata. È proposto dalla Chiesa e quindi è la miglior preghiera per la Madonna. […]. E composto di salmi, inni, preghiere e aspirazioni che sono i versetti: in complesso è un mazzetto di fiori che si regala a Maria SS. Dopo il Breviario è la più bella preghiera. […]. Così se voi avete bisogno di grazie particolari e avete già fatto novene e non potete ottenerle, prendete l'Uff. della Madonna: è il mezzo più potente. Questa dev'essere la preghiera della Comunità, la nostra preghiera pubblica. Com'è bello! (Conf. IMC, III, 406-407).
Alle missionarie - «Era pure mio vivo desiderio che dai chierici tutti si recitasse, come fu per un decennio l'Uffizio della Madonna Consolata; alla quale preghiera comune dobbiamo certamente il singolare sviluppo dell'Istituto. Ma per motivi di giusta prudenza quest'onore dovetti riservarlo regolarmente intiero ai soli novizii, che rappresentano la comunità presso la nostra Patrona» (Conf. SMC, III, 541).
MESE DI MAGGIO
Ai missionari - «Questa pratica di devozione non è tanto antica, e S. Allonso il gran devoto di Maria non ne parla. Venne iniziata in Italia, dove si sparse per tutto il mondo. Era conveniente che come sono consacrati a Maria dei giorni, delle novene, a Lei si tributasse anche un mese intero, il più bello, il mese dei fiori. Adunque in questo mese, tutti i giorni del mese Le dedichiamo speciali preghiere, ossequi speciali e speciali atti di virtù; e voi ciò fate in comune ed in privato, specialmente coi fioretti, che l'ubbidienza vi assegna. Siate attenti a praticarli per formarne un bel mazzo da presentare a Maria SS. al termine del mese» (Conf. IMC, III, 649).
Alle missionarie - «Una volta non c'era ancora la pratica del mese della Madonna: direi che è una cosa moderna; e fortunati noi che siamo venuti più tardi. Fortunate voi che andrete in Africa (alle sorelle prossime a partire) sotto la protezione della Madonna. La Madonna si farà sentire, non vedere, questo non è necessario, ma sentire sì. Dunque questo mese fatelo con impegno; che sia un complesso di tutto quello che si fa per la Madonna lungo l'anno. Lungo l'anno la onoriamo un po' sotto il titolo dell'Addolorata, dell'Immacolata, e sotto tanti altri titoli. In questo mese invece la onoriamo sotto tutti i titoli.
Il nostro Arcivescovo e tutti i Vescovi invitano tutti i fedeli a celebrare bene questo mese e fare molte preghiere alla Madonna. « Ci raccomandiamo vivamente - dicono - che tutto il mese (notate non dicono solo parte, ma tutto), tutti i giorni si diano alla Madonna preghiere, ossequi e opere di virtù.
Che cosa bisogna fare per santificare questo mese? Pregare. Eh, pregare! Si prega già sempre. Sì, si prega già sempre, ma si possono aumentare ancora le preghiere, e più di tutto, si può pregare meglio. Ci sono delle aspirazioni che riempiono di fuoco; dirle con vivacità, in modo che la Madonna sia contenta» (Conf. SMC, III, 404).
L'INTERCESSIONE DI MARIA
Ai missionari - «La Madonna, dice S. Bernardo, è un acquedotto e una fontana. Una fontana perché tutte le grazie ci vengono di lì. “Omnia nos habere voluit per Mariam” [Ha voluto che avessimo tutto attraverso Maria]. Così abbiamo nell'oremus della Consolata. Non che il Signore non possa darci le grazie senza di Maria, ma Egli ha stabilito che tutte le grazie passassero di lì. È una disposizione di Dio che tutto avessimo di lì. Tutto da questa fontana. “De plenitudine ejus accepimus omnes” [Tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza]. Si può quasi dire: “Lì ce n'è finché si vuole”. E poi un acquedotto perché tutto deve passare di lì, è come una diramazione di acqua, che porta l'acqua. La Madonna è questo canale che porta noi la grazia di Dio» (Conf. IMC, II, 271-272).
«Quando uno può... e la Madonna è certo che può; e dicono con vera giustezza teologica, ciò che può per onnipotenza il Signore, lo può con la preghiera la Madonna. Non che la Madonna sia onnipotente ex se, ma per volontà di Dio, e c'è nell'oremus [della Consolata]: “omnia nos habere voluit per Mariam” [hai voluto che ricevessimo tutto per Maria]. Nessuna grazia il Signore ha voluto che venisse a noi, se non per mezzo di Maria, essa è tesoriera e dispensatrice. Ella può persino far violenza a Nostro Signore. È così bello quel miracolo delle nozze di Cana; questa donna!» (Conf. IMC, II, 555).
«Questa devozione è necessaria, perché il Signore: “Omnia nos habere voluit per Mariam!” [Ha voluto che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria]. Senza la devozione alla Madonna non si fa niente. Non è necessario sentirla sensibilmente, ma bisogna volerla e praticarla» (Conf. IMC, III, 574).
«Maria SS. ma è generosa e non lascia niente di impagato di ciò che facciamo per Lei. La vera e soda divozione a Maria SS. ma è segno di salvarci e santificarci. Questa è la volontà di Dio. Se siamo sempre gli stessi, se siamo incostanti nel bene, è perché non ricorriamo con confidenza a Maria SS.ma. Se volete salvarvi, santificarvi e salvare tante anime, uno dei mezzi principali è la devozione a Maria SS.ma» (Conf. IMC, III, 597-598).
Alle missionarie - «Questo mese parlerete della Madonna in modo particolare. Il Signore non si offende di questa preferenza. La Madonna, dice S. Bernardo, è come una fontana piena di grazie; è solo questione di andarle a prendere. Il Signore vuole che tutto passi per questa fonte. E’ un acquedotto, dice pure il Santo, un canale per il quale passano tutte le grazie che il Signore concede. Non bisogna avere mai paura di essere troppo divote della Madonna. Tolta la divinità, il culto divino che si deve a Dio, tutto il resto datelo pure alla Madonna. Essa è la padrona del Cielo e della terra; è potentissima e tutto ciò perché il Signore vuole così. Essa è la Madre di Gesù; e la Madre, in bel modo, è lei che comanda. Coriolano non cedette a nessuno tranne che alle istanze di sua madre. Il Signore cede sempre alla sua SS. Madre» (conf. SMC, I, 127-128).
«Mancherei al mio dovere se non prendessi tutte le occasioni propizie per parlarvi della cara Madonna. […]. Non si onora mai abbastanza la Madonna; qualcuno teme di amare più la Madonna che il Signore. Il Signore non teme perché di quello che si fa alla madre, un figlio è sempre contento. […]. Non avere mai paura di amare troppo la Madonna, di onorarla troppo. […]. Le nostre preghiere passano dalla Madonna, vanno a Gesù e a Dio. Bisogna passare per la scala della Madonna. Nella disposizione ammirabile di Dio tutte le grazie passano per Maria; è come un canale, è la dispensiera delle grazie; ed un'anima che voglia prenderle (le grazie) indipendentemente da Lei, non le prende.” Omnia nos habere disposuisti” [Hai voluto che tutto avessimo per mezzo suo]. E’ inutile, se non siamo devoti della Madonna, non faremo mai niente. Chi non ha devozione alla Madonna non ha vocazione a farsi sacerdote - dice una pia persona - a farsi religiosa, io aggiungerei. Non fa bisogno sentirla tale devozione, avere un entusiasmo esterno, ma sta nella volontà» (Conf. SMC, I, 344-347).
«Io il miracolo [che la casa madre non fosse requisita] non l'ho chiesto alla Madonna, ma ho lasciato tutto nelle sue mani e la Madre sa quello che fa... Se ha permesso così, il suo giudizio è retto» (Conf. SMC, II, 25).
«Pregate che il Signore ci aiuti anche materialmente. Nel Pater noi domandiamo il pane, nell'Ave Maria domandiamo la polenta... Un Canonico mi raccontava che una vecchietta dicendo mulieribus intendeva domandare la polenta alla Madonna. Essa non poteva pronunciare bene mulieribus [fra le donne], e così trasformava questa parola in melia [meliga, granturco]. Ricordatevi dunque anche voi di chiedere al Signore il pane ed alla Madonna la polenta! (sorride) (Conf. SMC, II, 323).
«La devozione alla Madonna non è solo un consiglio, è una necessità, poiché senza di essa non possiamo avere la salute eterna, non possiamo andare in Paradiso. Essa lo può, poiché per i suoi meriti è costituita così in alto che può tutto; la sua santità la mette al punto di ottenere la santità ai suoi devoti. Essa lo vuole. La Madonna, in Dio, con Dio, può tutto; Essa è corredentrice del genere umano perché ha sofferto col suo Figliuolo, ha partecipato alla sua passione; e fa anche noi partecipi dei suoi dolori. Il desiderio proprio di Maria è di salvare anime, cooperare perché il Sangue di Gesù non sia sparso inutilmente. Gesù sulla croce disse: “Sitio” [Ho sete]. Aveva sete di anime. E così pure disse: “Quae utilitas in sanguine meo?” [Quale utilità dal mio sangue?”]. E la Madonna che sempre si è unita a Lui nei dolori, non può voler altro che la salute delle anime. Questa devozione è pure necessaria non solo per andare in Paradiso, ma per farci più santi, per andare più in su, per giungere alla perfezione più alta» (Conf. SMC, II, 598).
«Quando sarete in Africa ed avrete bisogno di qualche grazia ricorrete a Lei. La Madonna è la riparatrice dei cuori. Vedrete che la Madonna vi farà la grazia di convertire molte anime» (Conf. SMC, III, 407).
«Per salvarsi è necessaria la devozione alla Madonna –bisogna passar lì- ma se già per salvarci, quanto più per perfezionarci… si, questo è ancor più fino… è proprio per lei. Si, una devozione tenera verso la Madonna… Fate così aumentate. Attaccatevi alla Madonna e vedrete» (Conf. SMC, III, 408).
«Pregate che la Madonna ci faccia questo regalo [approvazione definitiva delle costituzioni]. Del resto non perderemo la pace per quello se la Madonna non crede di darcelo. In sostanza io son qui (al Santuario) tesoriere, segretario e dovrei avere il diritto a prendere le grazie principali invece … tutti vengono a dire: Io ho ricevuto questa grazia…; io ho avuto questa… Ed io, io registro sempre… Ma pregate che il Signore faccia la sua santa volontà: è poi tutto lì, vedete!» (Conf. SMC, III, 436).
MARIA E LO SPIRITO SANTO
Ai missionari - «Domani comincia la Novena dello Spirito Santo. Questa Novena deve stare molto a cuore a tutti. È una novena prescritta da N.S. stesso agli Apostoli a nostro esempio. Nostro
Signore prima di partire ha detto agli Apostoli: “Ritiratevi a Gerusalemme ed aspettate lo Spirito Santo”. Ed essi sono andati a Gerusalemme nel Cenacolo, e là: “Erant perseverantes unanimiter in oratione cum Maria matre Jesu” [erano perseveranti nella preghiera con Maria la Madre di Gesù]. […]. Siamo nel mese di maggio, e perciò tutto quello che facciamo dobbiamo farlo per la Madonna affinché essa ci aiuti a ricevere bene lo Spirito Santo. La Madonna si è interessata molto per gli Apostoli quando erano nel cenacolo, ed ha influito molto che lo Spirito Santo entrasse abbondante in loro. E poi dicono i Santi che è la Madonna che ci aiuta a ricevere le grazie. Perciò domandiamo che ci ottenga i doni e le grazie dello Spirito Santo. “Si quis indiget sapientia, postu-let...” [Se uno ha bisogno di sapienza, la chieda], la domandi alla Madonna, ed essa gliela darà: il Signore ha disposto che ricevessimo tutte le grazie per le mani di Maria SS» (IMC, III, 575-577).
Alle missionarie - «Che cosa facevano la Madonna e gli Apostoli nel Cenacolo? Erano perseveranti nella preghiera con Maria Madre di Dio. Anche noi preghiamo, preghiamo con giaculatorie, e diciamo spesso: Veni, Pater pauperum [vieni, Padre dei poveri]. Vieni; io sono povera di virtù, di costanza, di volontà di ferro... Se uno si riconosce povero, lo Spirito Santo lo riempirà» (Conf. SMC, I, 373).
«All'Ascensione incomincia la novena allo Spirito Santo. Per questa novena Maria SS. e gli Apostoli si radunarono nel Cenacolo a prepararsi per la venuta dello Spirito Santo. Il Vangelo dice che erano « unanimiter », cioè tutti d'accordo, così pure voi in questa novena, guardate che non ci sia un filo contrario alla carità» (Conf. SMC, II, 265).
«Ah! la Madonna, è lei che intercede tutte le grazie e perciò intercede anche l'abbondanza dello Spirito Santo.In Africa avrete bisogno che lo Spirito Santo venga a scuotervi. Vengono quel giorni neri... ed allora invece di star lì per terra... pregate e lui viene... Fate bene questa novena e se il vostro cuore è duro lo Spirito Santo lo scuote, e se è buono lo fa sempre più buono.
Prima della vestizione e della professione si canta il Veni Creator per implorare lo Spirito Santo. A lui si attribuisce tutto il bene che si fa in Africa, iI cambiamento che ha fatto quella gente là!
In questo mese fate, in ossequio alla Madonna, cose anche piccole,ma che siano molte e costanti. E state molto unite con il Signore e con la Madonna per ottenere lo Spirito Santo» (Conf. SMC, III, 251).
«E’ lei [la Madonna] che ha tirato giù lo Spirito Santo. La Madonna è sempre lei che ottiene tutte le grazie e anche questa.
Quando sarete in Africa avrete bisogno che lo Spirito Santo venga a scuotervi... in quei giorni neri, invece di star lì, per terra, egli ci scuote.
Fate questa novena [dello Spirito Santo], e allora se il cuore è freddo si scalda, se è buono si fa più buono. L'importanza di questa novena... Fatela bene -
Se c'è lo Spirito Santo che influisce nel corpo dell'Istituto, allora si faranno prodigi» (Conf. SMC, III, 353).
«Erano perseveranti con Maria Mater Jesu [Madre di Gesù]. Ecco unitevi anche voi alla Madonna; Essa vi aiuterà a fare bene questa novena [dello Spirito Santo]; facciamo anche cose piccole, piccoli sacrifici in onore della Madonna, ma che siano molti e costanti» (Conf. SMC, III, 255).
TENEREZZA PER LA MADONNA
Ai missionari - «Mancherei al mio dovere ed al bisogno del mio cuore se lasciassi passare il mese di Maria senza dirvi qualche parola, per eccitarvi a sempre più stimare ed amare sì buona madre» (Conf. IMC, I, 289).
«Prima di tutto, bisogna che riguardiamo Maria SS. come nostra Madre, come vera nostra Madre. Don Cafasso diceva spesso, specialmente in confessionale, "Ricordatevi che avete anche una seconda Madre, Maria, che vi ama molto più che non la prima; s'intende però che non le prende il posto". In una madre si ha fiducia, le si vuoi bene: tutti vogliono bene alla loro madre; dunque noi vogliamo bene a Maria SS... diciamole anche noi, come S. Filippo, con affetto: Mamma mia, Mamma mia!» (Conf. IMC, I, 397).
«Domani comincerete la Novena della SS. Consolata. Non avete bisogno di esortazioni: chi non ha un po' di sentimento e d'amore particolare per la Consolata non ha cuore. Veneratela sotto tutti i titoli: ma in modo speciale dovete venerarla sotto questo. […]. Chi non ha questa devozione tenera alla Madonna non ha cuore e noi dobbiamo averlo il cuore» (Conf. IMC, III, 687).
«Poi arrivo in Chiesa [cattedrale] e là vi è una statua della Madonna: quella è la Madonna a cui voglio più bene dopo la nostra Consolata, quantunque è poi sempre la stessa Madonna. Faccio un inchino alla statua e penso che [nel mio funerale] mi deporranno lì davanti e allora Essa mi sorriderà» (Conf. IMC, II, 465).
«Quando guardiamo la Madonna e diciamo: “Monstra te esse matrem!” [Mostrati Madre], facciamo che possa dire: “Monstra te esse filium!” [Mostrati figlio]» (Conf. IMC, III, 598).
Alle missionarie - «Dobbiamo desiderare di sentire l'amore verso la Madonna; certe volte potremmo sentirlo se l'eccitassimo in noi» (Conf. SMC, I, 129).
«Oh! Signore che io vi ami! Domine ut amem Te (S. Agostino). Domandarlo alla Madonna che è la Madre del bell'Amore, ai Santi che si son distinti in quello (S. Teresa, S. Filippo, ecc.) (Conf. SMC, II, 142, 144).
«Oggi non ho ancor visto la Madonna: stamattina, quando son venuto via, era ancora chiusa; stasera sarà già chiusa, ed io non ho visto che la Madonna del Duomo, perché ho celebrato là la Messa cantata. Ho visto quella del Duomo, ma... non è la mia...» (Conf. SMC, II, 556-557).
«Interponete la Madonna [per sentire amore verso Gesù nel Natale]. Essa è la Madre del Bell'Amore. La Madonna ci dia la grazia di amar N. Signore» (Conf. SMC, II, 457).
«La Madonna è una Madre tenerissima, sta attenta a tutte le cose anche alle più piccole. Siete figli e figlie prediletti perciò vi si mostra Madre. Voi dite: Monstra te esse matrem [mostra che sei madre]... e lei dice a voi: Mostrami che mi sei figlia, e figlia in regola, non degenere. Dunque, avanti, coraggio, che ci facciamo santi» (Conf. SMC, III, 52).
«Se la Madonna mi dicesse: Vuoi sentirla la mia voce? - No, no, direi, la sentirò poi in Paradiso. Se vuol venire ad assistermi in punto di morte, bene; questo lo desidero, ma per sentir la voce, no no, la sentirò poi in Paradiso» (Conf. SMC, III, 405).
MISTERI E TITOLI DI MARIA
IMMACOLATA
Ai missionari - «Cominciare la novena dell'Immacolata, cominciarla bene. È la seconda festa di precetto della Madonna, l'Assunta è un po' più distratta per le vacanze, ora la gente è più idonea, è una festa che va al cuore; guardate di farla bene. E come fare per celebrarla bene? Dovete rallegrarvi colla Madonna di questo privilegio; ripetere di frequente la giaculatoria: “O Maria concepita...; sia benedetta la santa...”; dovete godere di questo privilegio di Maria. Il Signore non ha saputo fare di più per la Madre del suo divin Figlio. Fu un privilegio unico. Tanti furono santificati nel seno della loro madre, come S. Giovanni Battista, S. Giuseppe, solo Maria SS. per i meriti del suo divin figlio fu esente dal peccato originale» (Conf. IMC, II, 122).
«[L'Immacolata] È una festa che va al cuore, piena di gioia. Dobbiamo essere contenti che la nostra Madre sia stata immacolata fin dalla sua nascita. Sapete, Maria SS. non solo è Madre di Dio, ma è anche nostra vera Madre; ci ha partoriti là sul Calvario, quando Nostro Signore l'ha data per Madre a S. Giovanni, e in lui a tutti noi, perciò è Madre nostra. Ora il saperla immacolata è roba nostra, un figlio quando sa che la madre ha qualche cosa, ne gode, roba della madre, roba del figlio. Oggi perciò rallegriamoci colla Madonna. Com'è bello! Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione» (Conf. IMC, II, 437).
Alle missionarie - «Domani comincia la novena dell'Immacolata Concezione; la Madonna ha sempre una festa più bella dell'altra. Mi ricordo ancora delle grandiose feste che si fecero nel 1854, quando si proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione; tale festa eccitò un grande entusiasmo nelle popolazioni» (Conf. SMC, I, 237).
«Ella fu Immacolata, ma conosce tutte le nostre miserie, ci aiuta.
1° - La Madonna fu esente dal peccato originale. Tutti noi abbiamo il padre che è stato cattivo, che ha fatto bancarotta. Su, diciamola con trasporto la giaculatoria: Sia benedetta ecc. Su, con slancio...
Rallegriamoci e godiamo non solo oggi, ma sempre.
2° - Fu confermata in grazia. Noi tutti i momenti cadiamo. La Madonna non poteva più peccare. Diciamole che abbia pietà di noi che siamo così cattivi. E’ necessario domandare al Signore che ci confermi anche noi in grazia? No no; ma che ci aiuti a non farne tante.
3° - Il Signore le ha tolto il fomite della concupiscenza: quel1’inclinazione al male... Vedo quel che è bene e tiro di più a fare il male. La Madonna non l'aveva. Domandiamole di sempre combatterla: allora anche con questa miseria ci faremo tanti meriti.
4° - Ebbe poi tanta grazia da superare tutti i Santi. Ne ha per sé, ma anche per noi, quindi con un po' di confidenza possiamo farcene dare finché vogliamo. Se tutti possono farsene dare la missionaria deve pretenderne.
Oggi mentre ci rallegriamo con lei, domandiamole anche che abbia pietà di noi. Essa ci dirà: fa' quel che puoi ed io faccio il resto» (Conf. SMC, I, 348-349).
«Avete incominciato la novena dell'Immacolata? Deve essere una novena di rallegramenti, di congratulazioni alla Madonna e poi bisogna imitare le sue virtù. Sapete il privilegio dell'Immacolata Concezione? Contiene cinque cose:
1° L'esenzione dal peccato originale; 2° l'estinzione del fornite della concupiscenza. E’ confermata in grazia la Madonna, e fin dal suo concepimento ha avuto l'uso di ragione. 3° Abbondanza di grazia tale che in principio sorpassava già tutti i santi. 4° Aveva la piena cognizione, l'uso di ragione. 5° Era confermata in grazia, non poteva peccare. Guardate se non c'è da rallegrarsi. Il Signore ha messo in lei tutto quello che poteva fare. Non era ricca, non aveva molte cose umane, ma di cose spirituali era colma addirittura» (Conf. SMC, III, 166).
«Solo la Madonna in vista dei meriti della Passione di N. Signore fu preservata dal peccato originale. Infatti noi diciamo: Sia benedetta la santa Immacolata Concezione della Madre di Dio.
Questo è il gran privilegio che fu definito con dogma di fede.
La Madonna era quella che veniva a distruggere la potenza del demonio, che doveva schiacciargli la testa: era possibile che potesse, anche solo per un istante, essere sua schiava? Tota pulchra es, Maria, et macula originalis non est in Te [ sei tutta bella, o Maria, e in Te non c'è la macchia originale ]... Come è bello! Una volta sentii cantare questo versetto; lo cantavano così bene! Elettrizzava a sentire... Aver una Madre così bella, così pura! Dobbiamo avere una santa superbia. Bisogna che la lodiamo, che ci rallegriamo con lei per questo privilegio» (Conf. SMC, III, 166).
NATIVITÀ DI MARIA
Ai missionari - «Raccomandiamoci oggi. Solennità dalla nascita di Maria SS. che ci faccia rinascere ad una vita di fervore; che partecipi come missionarii dell'uffizio, della potenza e della felicità della gran madre incominciamo colla stessa volontà e costanza la via della nostra santità» (Conf. IMC, III, 230).
«La Festa della Natività di Maria SS. si potrebbe chiamare la festa delle Grazie. Le Regine nel giorno della loro nascita son solite a fare regali. […]. Come onorare Maria SS. ? Altra volta vi accennai 5 ossequi, come atti esterni; ora vi dirò di 4 interni: 1. Amare Maria di amor filiale; amarla più della nostra vita. 2. Rallegrarsi delle Sue Glorie; e ringraziarne la SS. Trinità. 3. Compatirla nei suoi dolori. 4. Mettere in Lei tutta la nostra speranza pei bisogni spirituali e temporali» (Conf. IMC, III, 443).
Alle missionarie - «A Maria Bambina domandiamo la grazia di rinascere veramente a vita nuova: vita religiosa - missionaria - Consolatina» (Conf. SMC, II, 337).
«Domani incomincia la novena della Natività poi quella del Nome di Maria; poi quella dell'Addolorata 'poi quella della Mercede che è la Madonna degli schiavi, perciò un po' nostra. Tutte in questo mese; però la più solenne è quella della Natività perché è l'anniversario della sua nascita. Nell'anniversario della nascita delle regine si fa festa ed esse concedono grazie e favori speciali, così fa anche la Madonna. E’ questa una novena a cui si deve dare molta importanza. […]. Mettetevi sotto il manto della Madonna» (Conf. SMC, III, 114; cfr. anche III, 115).
PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO
Ai missionari - «La Festa della Presentazione venne sempre celebrata in Oriente, dove la devozione alla SS Vergine fu in ogni tempo fiorente, e tanti Santi Padri, come S. G. Damasceno la esplicarono. Anche in Occidente era venerata la SS. Vergine sotto questo mistero, ma quasi privatamente, e solo P. Sisto V la prescrisse per tutta la Chiesa. Questa festa [devozionale] è propria delle anime pie, e specialmente dei religiosi e chierici. In Maria SS. nel Tempio, nei tanti anni che vi passò, abbiamo un modello di vita nascosta, come di Gesù nella Casa di Nazaret. Essa quivi 1) stava sempre alla presenza di Dio, in unione con Lui e lo serviva. ..-2) ubbidiva ai superiori con perfetta obbedienza...; - 3) attendeva allo studio ed ai lavori manuali. -Così si preparava all'alta dignità di Madre di Dio. Ecco ciò che dovete fare voi in questi anni destinati a prepararvi al sacerdozio; ai S. Voti ed all'apostolato...» (Conf. IMC, II, 116).
«I novizi devono prendersi Maria SS. come guida su cui formarvi; ed è appunto un esemplare imitabile: Maria SS. là nel tempio non ha fatto miracoli, né cose straordinarie: viveva di obbedienza. […]. Con questo modello non potete sbagliarvi» (Conf. IMC, III, 491).
Alle missionarie - «Oggi è la Presentazione di Maria Vergine al Tempio. Io son tanto devoto di questo mistero» (Conf. SMC, I, 232). uello che ha fatto Maria nel Tempio dobbiamo farlo anche noi; portiamoci qualche volta là e vedremo chee la Vergine non passò la vita in ginocchio a pregare; no, essa lavorava pure molto» (Conf. SMC, I, 93).
ANNUNCIAZIONE
Ai missionari - «Oggi è la festa della SS. Annunziata. Questa festa deve essere solennissima. […]. Che cosa dobbiamo fare noi per celebrarla bene? Bisogna in generale fare bene tutte le azioni di tutta la giornata, e in particolare mettere una speciale devozione nella S. Messa, nella quale si dicono quelle belle parole: “Et Verbum caro factum est!” [E il Verbo si fece carne] - E poi anche recitare bene l'Ave Maria: “Ave Maria, gratia plena!” [piena di grazia]. Che bella cosa! piena di grazia! “Dominus tecum!” [il Signore è con te]. Che bel saluto. Il nostro primo sentimento sarà quello di rallegrarci colla Madonna, “fecit mihi magna qui potens est!” [ha fatto in me cose grandi colui che è potente]. Bisogna che lodiamo la SS. Trinità per questo dono dei doni, e poi che lodiamo la SS. Vergine per le virtù esemplari che in questa occasione ha praticate, e in particolare quali sono le tre virtù praticate dalla SS. Vergine in questa occasione? L'umiltà, la castità e lo spirito di sacrificio» (Conf. IMC, III, 82).
Alle missionarie - «L'Annunciazione della SS. Vergine ci prova la sua grande umiltà: Ecce ancilla Domini [ecco la serva del Signore], e il suo grande amore. Ella sapeva, poiché aveva studiato la S. Scrittura, i patimenti, i dolori del Messia promesso; aveva veduto come in un quadro tutta la Passione di Gesù. eppure non esitò ad accettare e divenire nostra Madre» (Conf. SMC, I, 118).
«Quando vidi- la casa di Loreto e nella camera dell'Annunziata lessi le parole: “Hic verbum caro factum est” [Qui il Verbo si è fatto carne], mi son sentito, oh!... La Madre di Dio il giorno dell'Annunciazione ha esercitato tante virtù, ma mi pare, tre principalmente: umiltà, amore alla castità, spirito di sacrificio» (Conf. SMC, II, 50; cfr. 52).
«La grazia di Dio è la maggiore delle grazie che abbiamo in noi; e la Madonna fu riempita con pienezza di questa grazia. Ave Maria, gratia plena, disse l'Angelo Gabriele alla Madonna. Poi questa grazia, con la corrispondenza è sempre aumentata. La Madonna è morta di puro amor di Dio. Anche noi ad imitazione della Madonna dobbiamo dare molta importanza alla grazia di Dio» (Conf. SMC, III, 171).
VISITAZIONE
Ai missionari - «Certo che la Madonna, le ha esercitate tutte le virtù in quei tre mesi, che ha passato là, ma l'umiltà e la carità principalmente» (Conf. IMC, II, 625-626).
«S. Elisabetta la proclama solennemente Madre di Dio; “Benedicta tu in mulieribus!” ed aggiunge quella domanda: et unde hoc mihi ecc. S. Elisabetta ispirata proprio da Dio esclama: e chi son io che la Madre del Signore venga a me? E beata che hai creduto, perché saranno compite quelle cose che furono a te dette dal Signore. Beata quae credidisti quoniam perficientur ea quae dieta sunt tibi a Domino.
L'Angelo nel salutarla aveva detto: “Ave, gratia plena, Dominus tecum, benedicta tu in mulieribus...; e S. Elisabetta veduta la Madonna, anch'essa la saluta: “benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui”. E allora la Madonna ispirata anch'essa da Dio pronunziò quel magnifico inno: Et ait Maria: Magnificat anima mea Dominum! […]. Sapete, la traduzione si capisce tanto bene! L'altra la loda, ed essa rivolge tutto a Dio!» (Conf. IMC, III, 22).
«Oggi la S. Chiesa celebra la Festa della Visitazione di Maria SS. a S. Elisabetta, il secondo
Mistero dei Gaudiosi. Il Ven. da Ponte scrive che due cose particolari c'insegna questo fatto: che Maria SS. è il canale di tutte le grazie, e come dobbiamo ad imitazione della SS. Vergine combattere le tentazioni di vanagloria. Poteva il Signore direttamente santificare S. Giov. Battista; no, volle farlo per mezzo di Maria, ispirandole di andare... — Quando S. Elisabetta poi La lodò con quelle parole..., la SS. Vergine non s'insuperbì, né trovò scuse per negare o diminuire la verità, ma tutto riferì a Dio col Magnificat, come dicesse: Sì, è vero, ma ...» (Conf. IMC, II, 622).
Alle missionarie - «Nel mistero della Visitazione vi sono varie cose da notare: l° il Signore avrebbe potuto togliere il peccato originale a S. Giovanni Battista immediatamente; no, si servì della visita della Madonna. Ciò dimostra che tutte le grazie devono passare per le mani della Madonna. Quando siamo lì, maligni, abbiamo tentazioni, ricorriamo alla Madonna e diciamole: Maria, voi siete partita per togliere quella roba cattiva da S. Giovanni, così farete pure a me.
S. Elisabetta loda la Madonna; invece di star lì, insuperbirsi, far cerimonie, gnogne [far la smorfiosa], riferisce tutto al Signore. Io ho un po' d'ingegno, meno di quel che credo però; riferiamolo subito al Signore. Non dire: Tutto per “Dio” ed “io”, ma: tutto per “Dio solo”. Fate così e passerete bene la festa della visitazione» (Conf. SMC, I, 395-396).
«2° mistero gaudioso: Visitazione. Questo mistero è fatto per le persone di vita attiva. La Madonna c'insegna a vivere nel mondo. Che contegno avrà tenuto in casa di S. Elisabetta! Essa serviva come umile ancella, non era chiacchierona. Mi comporto io come la Madonna che faceva tutto per amore di Dio?» (Conf. SMC, II, 150).
PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO E PURIFICAZIONE DI MARIA
Ai missionari - «Quest'oggi è la Purificazione: è una delle feste più antiche, una volta era di precetto, perché ve n'è solo qualcuna superiore. Che cosa c'insegna? Tre verità: Ubbidienza, umiltà, spirito di Sacrifizio. Doveva stare nascosta 7 o 14 dì secondo che il nato era maschio o femmina e poi per 40 dì (oppure 80) non poteva entrare nel Tempio... Essa che pure era immacolata!...
I primogeniti dovevano essere consacrati a Dio. Essa non era certamente obbligata! Quasi poteva parer di scorno alla divina maternità. Ma come Nostro Signore volle essere ubbidiente fino alla morte, così anch'essa, bisogno o non bisogno, ubbidienza!... Non bisogna sofisticare. Ubbidienza cieca.
Umiltà! Essa conosceva la sua dignità, eppure volle comparire immonda, si poteva temere un disonore per Gesù, no, il Signore ci penserà Lui, Egli era venuto per umiliarsi fino alla morte! Sacrificio! Simeone predice quelle parole che la feriscono: tuam ipsius animam pertransibit gladius, ed Essa generosa rinnovò la volontà ferma: Ecce Ancilla Domini!
Queste applicazioni non sono mie: un giorno Mons. Gastaldi fece la predica con queste 3 applicazioni. Preghiamo e coraggio, avanti sempre!» (Conf. IMC, I, 497).
«La festa di quest'oggi è doppia; la Presentazione al tempio di Nostro Signore Gesù Cristo e la
Purificazione di Maria SS. I Greci la enumerano tra le feste del Signore; i Latini tra quelle della SS.
Vergine. Si benedicono le candele e si fa la Processione in memoria della andata al tempio di Gerusalemme della S. Famiglia, dove aspettano il S. Bambino il S. Vecchio Simeone in quel bel canto: “Nunc dimittis” Gesù è proclamato “lumen ad revelationem Gentium” [luce e rivelazione per le genti].
Noi meditiamo almeno due volte nella settimana questo mistero nel S. Rosario nel quarto mistero gaudioso» (Conf. IMC, III, 287).
«Facciamo come il Signore e la Madonna: se la Madonna avesse risposto: “Non sono obbligata”, non sarebbe andata alla Purificazione: infatti non aveva peccati, era nei suoi diritti!... Invece no! Ha voluto fare come le altre donne, fare come N. Signore che si è mostrato peccatore, debole.... Ha voluto praticare l'obbedienza, la castità, e la povertà: ha offerto i colombi e non l'agnello: tutto questo l'ha fatto non per necessità (Conf. IMC, III, 528).
Alle missionarie - «Oggi è la festa della Purificazione. Questa festa ha due nomi, perché ricorda la presentazione di Gesù al tempio e la purificazione della Madonna. I Greci festeggiano la Presentazione del Signore; noi latini amiamo di più festeggiare la Purificazione della Madonna. Certo vi sono le due feste assieme. (Dopo aver spiegato il tratto evangelico riguardo alla Presentazione e Purificazione, il nostro Ven.mo Padre continua: ):
Vedete, anche Nostro Signore fu rícomprato (come allora era usanza) per cinque sicli; e poi fu venduto per trenta denari. Noi dobbiamo meditare tutti i giorni questi misteri. Nel quarto mistero, per esempio, si può pensare alla presentazione e alla purificazione. Ma siccome sono i misteri della Madonna, meditiamo le virtù che essa esercitò in quest'occasione. E quali sono? L'ubbidienza, l'umiltà, la povertà e l'amore alla santa purità. Queste sono le principali.
Ubbidienza. Non era obbligata ad andarsi a purificare, che era santissima. Poteva non andarvi, poteva dire: questo non mi riguarda. Ma no, la legge lo dice e... avanti; e andò» Conf. SMC, II, 490).
«Quando mediterete il quarto mistero pensate che nella purificazione la Madonna nascose quattro virtù: ubbidienza, umiltà, povertà e purítà» (Conf. SMC, II, 491).
MADRE DI DIO E MADRE NOSTRA
Ai missionari - «La Vergine SS. era disposta a rinunziare alla dignità di Madre di Dio, piuttosto che perdere la sua verginità... era proprio disposta - “Quomodo fiet istud quoniam virum non cognosco?” [come può avvenire questo se non conosco uomo?]. Ne aveva fatto il voto... questo è certo. […]. Certamente in quell'istante [dell'Annunciazione] la Madonna fu illuminata a vedere le pene congiunte colla sua dignità. Doveva essere Madre di Dio, e perciò Madre Dolorosa; fu non solo un onore, ma anche un onere - ella dopo Gesù soffrì più di tutti» (Conf. IMC, I, 239).
«Devozione alla SS. Vergine: “Matrem Virginem Virgini commendavit [ha affidato la Vergine Madre ad un Vergine]. Noi siamo figli della Madonna! La Consolata la nostra Madre,» (Conf. IMC, I, 285).
«Sapete, Maria SS. non solo è Madre di Dio, ma è anche nostra vera Madre; ci ha partoriti là sul Calvario, quando Nostro Signore l'ha data per Madre a S. Giovanni, e in lui a tutti noi, perciò è Madre nostra» (Conf. IMC, II, 437).
«E anche Madre? È madre di tutti; madre di misericordia; ce l'ha data Nostro Signore: Ecce Mater tua! là sul Calvario. Perciò è la nostra madre vera. È nostra madre, e deve dirsi vera Madre, che ci ama con amore materno. Salve Regina Mater, non per castigarci, ma per farci del bene, e calmare le ire del suo Divin Figlio» (Conf. IMC, II, 685-686).
«S. Elisabetta la proclama solennemente Madre di Dio; “Benedicta tu in mulieribus!” ed aggiunge quella domanda: et unde hoc mihi ecc. S. Elisabetta ispirata proprio da Dio esclama: e chi son io che la Madre del Signore venga a me?» (Conf. IMC, III, 22).
Alle missionarie - «Così [nel Tempio, Maria] si preparava all'alta dignità di Madre di Dio» (Conf. SMC, I, 93).
«Questo cuore [di Gesù] dobbiamo adorarlo perché divino, sebbene umano e corporale. La Persona umana è assunta dalla Divinità e tutto diviene divino. La Madonna è veramente la Madre di Dio, benché sia Madre di un uomo» (Conf. SMC, I, 386).
«I teologi dicono che questi titoli di Regina e Madre convengono proprio a Maria SS.; così pure il terzo: Madre di misericordia. Infatti Gesù la diede a noi dalla croce qual nostra vera Madre.» (Conf. IMC, I, 425).
«Essa è Madre di misericordia, e come tale deve aver cura delle anime del Purgatorio» (Conf. IMC, I, 464).
«Io il miracolo [che la casa madre non fosse requisita durante la guerra] non l'ho chiesto alla Madonna, ma ho lasciato tutto nelle sue mani e la Madre sa quello che fa... Se ha permesso così, il suo giudizio è retto» (Conf. SMC, I, 25).
«Le fu rivelato che doveva divenire Madre di Dio, ma di un Dio Crocifisso; essa doveva essere la Madre dei dolori» (Conf. SMC, II, 51).
«Raccomandatevi al B. Cottolengo, e dite sovente la giaculatoria, se volete, con l'aggiunta che faccio io: Vergine Maria, madre di Gesù e madre mia, fateci sante. - Meglio al plurale, «fateci», che «fatemi» santa al singolare, perché siamo in comunità» (Conf. SMC, II, 264).
«Umiltà. Maria SS. fu umile. Quando le annunziarono che sarebbe divenuta Madre di Dio, invece di fare due salti (per allegrezza) disse: Io sono l'ancella del Signore. Mentre l'Arcangelo la proclamava Madre di Dio, essa si chiamava serva» (Conf. SMC, II, 317).
«La Madonna è una Madre tenerissima, sta attenta a tutte le cose anche alle più piccole. Siete figli e figlie prediletti perciò vi si mostra Madre» (Conf. SMC, III, 52).
ADOLORATA
Ai missionari - «Non voglio lasciar passare la festa di Maria SS. Addolorata senza una parola, senza dirvi qualche parola su questa devozione, sui dolori di Maria SS. Questa devozione è una delle più care alla Madonna, e una delle più utili a noi. […].Tutta la vita di Maria SS. fu tutta una vita di dolori e di pene, e tutto questo per noi e per la nostra salute. […]. Proponiamo dunque di essere molto devoti dei dolori di Maria, sia per dovere nostro che per utilità; e lungo l'anno quando abbiamo qualche dolore sappiamo a ricorrere a Gesù, ma anche alla Madonna e sopratutto consoliamola. […] Ma bisogna esserle devoti, ed in particolare dare pregio all'eccellenza e all'efficacia della devozione a Maria SS. Addolorata.» (Conf. IMC, II, 547-548).
«La devozione a Maria SS. Addolorata è una delle più profittevoli, delle più sode. Si tratta di dolori, di tribolazioni, di energia. Maria SS. nei suoi dolori non si lasciava abbattere, ma aveva energia: “stabat juxta crucem Jesu mater eius” [stava presso la croce di Gesù sua madre]. L'energia era una dote caratteristica della Madonna: partecipava a quella di Gesù. In questa divozione noi dobbiamo cercare d'imitarla, di ottenere da lei questa energia, questa attività» (Conf. IMC, III, 410).
Alle missionarie - «Tra le devozioni alla Madonna la più soda è quella all'Addolorata» (Conf. SMC, II, 552).
«Ricordate sempre che la devozione all'Addolorata è soda e serve tanto per aumentare nello spirito. Quando si pensa a quello che ha sofferto la Madonna, allora viene un po' di vergogna, perché non si è capaci a soffrir niente, non si è capaci di vincere noi stessi e le passioni. La Madonna ha sofferto tanto, è la Regina dei martiri. […]. Tutte le feste della Madonna bisogna farle bene. La Madonna non lascia passare una sua festa senza fare tante grazie. I devoti dell'Addolorata avranno il pentimento, il dolore dei loro peccati. E noi perché siam sempre gli stessi? […]. Ben, siate devote della Madonna, massime dell'Addolorata» (Conf. SMC, III, 126-127).
«Domandiamo quest'energia oggi, festa dell'Addolorata. Stabat... Sì, che era energica. Stabat juxta crucem [era in piedi presso la croce]... E’ divenuta Madre dolorosissima. Energica nel fare il sacrificio di N. Signore. E quando vedete (nelle immagini) la Madonna che cade, non è vero, la Madonna non è caduta. La devozione all'Addolorata è forte: il nostro Venerabile la prediligeva e li prendeva tutta quella energia. E’ una devozione soda, non solo di sensibilità» (Conf. SMC, III, 56).
«La Via Crucis ha incominciato la Madonna a farla; dopo la morte del Signore andava a far visita nei luoghi dove il Signore aveva sofferto» (Conf. SMC, III, 506; cfr. anche 504).
ASSUNTA
Ai missionari - «Certo è che la Madonna è in Paradiso in corpo ed anima, e speriamo che venga presto il giorno in cui la Chiesa, come ha già definito il dogma dell'Immacolata Concezione, definisca anche questa verità cattolica» (Conf. IMC, II, 652).
«S. Giovanni scrisse nell'Apocalisse queste magnifiche parole: Signum magnum...[segno grandioso...]. Primariamente questa donna è la S. Chiesa. Ma in senso figurato i Santi Agostino, Ambrosio, S. Bernardo ecc. vedono in questo gran segno, in questa donna Maria SS. Siccome, scrive S. Ambrogio, Maria SS. è madre di Gesù, ch'è capo della Chiesa, quindi essa è in certo modo madre della Chiesa. Maria SS. risplende in Cielo della chiarezza del sole, che è Dio, perché vi sta a destra di Dio: “adstitit regina a dextris tuis” [sta la regina alla tua destra] (Conf. IMC, III, 224).
Alle missionarie - «Questa solennità si celebrò fin dal tempo degli Apostoli, i quali ogni anno con piacere rammentavano il glorioso transito della SS. Vergine a cui assistettero. Papa Leone IV circa il 845 ordinò che se ne facesse l'Ottava.
Comprende tre feste; cioè il Transito, l'Assunzione e l'Incoronazione. La prima fu onorata dalla presenza degli Apostoli; e la seconda dagli angeli e santi del Paradiso e dallo stesso N.S. Gesù Cristo; la terza dalle tre Persone della SS. Trinità» (Conf. SMC, II, 119-120).
«Questo mese in cui ricorre la festa dell'Assunta, è il secondo mese di Maria SS. Bisogna venire al punto di morire di puro amor di Dio come la Madonna, perciò bisogna che non ci sia '1 fil [il filo]. Fate bene attenzione se quel che operate è il più perfetto, così verrà che non farete mai più niente di vostra testa; perché una cosa non basta che sia buona, per essere perfetta bisogna che sia migliore. Perciò pregare la Madonna affinché possiate fare il più perfetto. […]. Pregare la Madonna che vi aiuti a tagliare i fili che vi sono ancora nel vostro cuore ed a fare il più perfetto. Insomma preghiamo la Madonna in questa novena, e domandiamole che ci ottenga la grazia di fare il più perfetto anche senza farne voto» (Conf. SMC, II, 315).
«Siamo alla festa dell'Assunta, grande festa che è l'incoronamento di tutte le feste della Madonna. Deve essere al nostro cuore festa di consolazione, di piacere; dobbiamo godere in questo giorno colla Chiesa» (Conf. SMC, I, 405).
REGINA
Ai missionari - «La SS. Vergine è vera Regina perché figlia, madre e sposa del Re dei Re; e così le Regine di questa terra. Perciò nelle litanie ripetiamo: Regina ... Come pure è nostra vera Madre, dataci da Nostro Signore Gesù dalla Croce» (Conf. IMC, II, 681).
«Tutti i titoli convengono bene alla Madonna, ma questo [del Suffragio] le conviene molto. Se la Madonna è Regina del Cielo e della terra lo è anche del purgatorio: la Madonna è Regina di tutto» (Conf. IMC, II, 772).
«Dalla Purificazione a Pasqua la S. Chiesa ci la cantare l'antifona: Ave, Regina Coelorum... Recitiamo sovente con affetto e trasporto di gioia questa bella preghiera, in cui godiamo che la nostra cara Madre sia sollevata tant'alto da essere costituita Regina del Cielo e degli Angeli, tutta bella... e perché radice e porta della nostra salvezza preghi per noi il suo Divin Figliuolo» (Conf. IMC, III, 139).
Alle missionarie - «Lo spirito di sacrificio. Il Signore in quel momento le ha ispirato tutto quello che doveva essere; che doveva divenire Regina dei martiri» (Conf. SMC, I, 184).
«Nella prima parte [della “Salve Regina”] si danno cinque titoli alla Madonna. Le convengono questi titoli? Sì, ma non tutti allo stesso grado. Regina e Madre sono inerenti ad Essa; che sia Regina si capisce poiché figlia del Padre, sposa dello Spirito Santo e Madre di Gesù. Quindi nelle litanie diciamo di cuore: Regina Angelorum ecc., e siamo contente di lodare la Madonna. I teologi dicono che questi titoli di Regina e Madre convengono proprio a Maria SS.» (Conf. SMC, I, 425).
«Vedete, la Madonna ha tutti i titoli... Che vuol dire Madonna del Suffragio? Vuol dire che la Madonna non è solo Regina del Cielo e della terra, ma anche del Purgatorio. […]. Vedete, del
Purgatorio la Madonna è Regina, Madre e Consolatrice: ciò che diciamo nella Salve Regina. La Madonna nel Purgatorio ha il suo dominio come una vera regina, e questo per tutti quelli che là si trovano; e per i suoi devoti poi?...Il Signore la lascia poi fare [nel salvare le anime], le lasciò l'incarico di Regina» (Conf. SMC, I, 465-466).
«(Guarda un'immagine sul tavolo, Nostra Signora della Società di Gesù) Ah! noi avremo anche Regina Míssionariorum et Missionariarum [dei Missionari e delle Missionarie)... la Consolata... dicono che questa Madonna fa tutti i miracoli...» (Conf. SMC, II, 37).
«La Madonna nei suoi dolori ci è modello di fortezza cristiana e ci insegna a sopportare le miserie fisiche e morali. Impariamo quindi da Lei, Regina dei Martiri, e ricordiamo che per essere veri martiri bisogna pur esserlo nelle piccole cose cominciando da quelle corporali (Conf. SMC, II, 5455).
MEDIATRICE
Ai missionari - «Nella divina economia, come dicono i Santi con S. Bernardo, Ella è il primo gradino per cui noi ascendiamo a Dio; Essa è la nostra mediatrice presso Gesù, come Gesù è tale presso il Padre» (Conf. IMC, III, 66).
«Enumeriamo solo quante volte la invochiamo colla Ave Maria, tre volte replicate nei tre Angelus d'ogni giorno, nelle preghiere prescritte in Comunità e nel S. Rosario. Veramente si avvera la profezia di Maria SS.: Beatam me dicent omnes generationes...[Tutte le generazioni mi diranno beata]. Dopo Gesù i cuori cristiani invocano in ogni occasione la Divina sua Madre; anzi quasi più Lei che il Divin Figlio, per desiderio di Gesù stesso che la costituì nostra Madre, Regina e dispensiera delle grazie. Nella divina economia, come dicono i Santi con S. Bernardo, Ella è il primo gradino per cui noi ascendiamo a Dio; Essa è la nostra mediatrice presso Gesù, come Gesù è tale presso il Padre» (Conf. IMC, III, 417).
DEL SUFFRAGIO
Ai missionari - «Oggi è la Madonna del suffragio; ma non si fa dappertutto; anche noi una volta la facevamo, adesso non la facciamo più. Tutti i titoli convengono bene alla Madonna, ma questo le conviene molto. Se la Madonna è Regina del Cielo e della terra lo è anche del purgatorio: la Madonna è Regina di tutto: del Paradiso, della terra, e del Purgatorio. Essa è la Consolatrice, la consolazione del Cielo, della terra e del Purgatorio» (Conf. IMC, II, 772).
Alle missionarie - «Quest'oggi è la Madonna del Suffragio. Vedete, la Madonna ha tutti i titoli... Che vuol dire Madonna del Suffragio? Vuol dire che la Madonna non è solo Regina del Cielo e
della terra, ma anche del Purgatorio. Solo dell'inferno non lo è. Vedete, del Purgatorio la Madonna è Regina, Madre e Consolatrice: ciò che diciamo nella Salve Regina» (Conf. SMC, I, 465).
DELLA MERCEDE
Ai missionari - «E quest'oggi che festa è? ... È la festa della Madonna della Mercede... Io mi farei uno scrupolo se non vi parlassi di questa festa... È una festa nostra particolare e chi sa che un giorno o l'altro non la facciamo poi anche noi!... Sapete come è venuta questa festa?... C'era S. Pietro Nolasco... e allora in Spagna c'erano i Mori che l'avevano occupata, e vi esercitavano la schiavitù... […]. Vedendo questo, S. Pietro Nolasco pregava il Signore che gli insegnasse il modo di salvare tutta quella povera gente... E una volta gli è comparsa la Madonna, contenta nella faccia, ilare, dice il Breviario... e gli ha detto che le farebbe tanto piacere che fondasse una congregazione religiosa che avesse per fine di salvare gli schiavi, riscattare i cristiani, che si trovavano in schiavitù... Quei cristiani erano condotti in schiavitù con pericolo di perdere la fede, perché se rinunciavano alla fede erano lasciati liberi...
Questo Santo quando ebbe avuto questa visione, andò a contarla a S. Raimondo da Pennafort, e seppe che anche a lui era comparsa la Madonna alla stessa ora e gli aveva detto la stessa cosa... Mentre parlavano, ecco che arriva Giacomo di Aragona, che anche lui aveva avuto la stessa visione...: erano tre a cui la Madonna aveva detto che le avrebbe fatto piacere se fondassero quella Congregazione. Allora si son messi d'accordo... Il Re dava tutto quel che poteva... e con l'autorizzazione della S. Sede hanno fondato questa Congregazione; e oltre ai tre voti hanno messo anche un quarto voto che è quello di obbligarsi a rimanere loro schiavi al posto degli altri... di rimanere loro al posto quando non avessero più denaro per riscattarli... È un voto molto arduo... Hanno fatto un monastero con questa intenzione» (Conf. IMC, II, 705-706).
Alle missionarie - «Domani poi, è giorno dedicato alla Madonna della Mercede; pregatela molto che vi dia lo spirito vero della vostra vocazione; anche voi dovrete andare a liberare tante povere anime dalla schiavitù del demonio» (Conf. SMC, I, 173).
«Pregate la Madonna sotto il titolo della Mercede. Se qualcuno in Torino deve pensare alla Madonna della Mercede, siamo noi; e mi pare che la Madonna sia contenta che noi la festeggiamo sotto questo titolo. E col tempo ricorderemo poi di più questa festa» (Conf. SMC, I, 433).
DELLE GRAZIE
Ai missionari - «La Madonna, io l'ho già ringraziata, questa mattina ho celebrato sotto, nella Cappella delle grazie e vi ho ricordati tutti» (Conf. IMC, II, 421).
«La Madonna ti proteggerà! Raccomandati alla Madonna delle grazie: non fai torto alla Consolata. In Africa c'è una stazione dedicata alla Madonna delle grazie. Ha già fatto tanti miracoli, e ne farà anche qui!..» (Conf. IMC, III, 33).
«La Festa della Natività di Maria SS. si potrebbe chiamare la festa delle Grazie» (Conf. IMC, III, 443).
«Io dico sempre alle mie penitenti e ai miei penitenti, di mai andar via senza passare alla Madonna delle grazie, e stender le mani il più possibile, per ottenere tutte le grazie di cui hanno bisogno. Passano di là tutti i giorni» (Conf. IMC, III, 594).
Alle missionarie - «Quest'oggi è la festa della Madonna delle Grazie, occasione per ravvivare la nostra devozione alla Madonna... Aggiungere preghiere a preghiere affinché ci assista... » (Conf.
SMC, II, 180).
Madonna del Buon Consiglio. «Intanto vi dò una medaglietta benedetta dal S. Padre. Sopra c'è la Madonna del Buon Consiglio ed il Papa. Ho scelto la Madonna del Buon Consiglio perché mi piace tanto» (Conf. SMC, II, 542).
«[Alle missionarie partenti] Non siamo venuti qui per restare, ma per andare in Missione, e adesso è venuto questo tempo. Io ho detto alla Madonna delle Grazie: Voi che vi chiamate Madonna delle Grazie, adesso fate queste grazie. - Nella Messa ho fatto un lungo memento. Tutte le volte che venite alla Consolata, passate sempre di lì, e ditele: Non vogliamo andar via a mani vuote. Io vi raccomando sempre tutte. le mattine o quasi tutte, quando passo lì davanti alla Madonna. Le ho detto di far la grazia a quelle che partono. Le ho detto che completi il fagotto. Eh! ne avete fatti dei fagotti! I santi prendevano solo una croce, un bastone... e voi invece... Adesso si usa così, e finito. Ma questo non è il fagotto principale: il fagotto principale è quello delle virtù. Io vi ho raccomandate per questo ed ho detto alla Madonna» (Conf. SMC, II, 688-689).
FONDATRICE DELL'ISTITUTO
Alle missionarie - «Questa casa l'ha posseduta fin dal principio Nostro Signore, ed è proprio sua, come un campo è del suo proprietario, quindi non dite goffaggini col dire che il tale o il tal altro l'ha fondata; no, no, è la Madonna che la fondò, ed il principio è venuto da N. Signore» (Conf. SMC, I, 440).
«Non dite poi certe sciocchezze di... fondatore... E’ il Signore fondatore... è la Madonna. Fondatore?! che fondatore!... fonditore, di che cosa?... far andare in aria!...» (conf. SMC, I, 454).
«La vera Fondatrice è la Madonna» (Conf. SMC, III, 26).
MARIA “MODELLO”
Ai missionari - «Il B. Luigi M. Grignon dice: che bisogna ci facciamo schiavi volontari della Madonna, “farci schiavi della Madonna”. […]. Prendiamola anche come modello di tutte le nostre azioni; questo vuol dire fare tutto con Maria SS.: prenderla per socia, per modello. […]. Dunque quello che facciamo, facciamolo non solo ad imitazione della Madonna, ma anche nella Madonna. […]. In tutte le cose bisogna che ci domandiamo: Come le farebbe la Madonna? Facciamo tutto nelle sue mani, ed essa presenta tutto a Nostro Signore che è come padre, ed essa glielo presenta come se fosse roba sua e non nostra» (Conf. IMC, II, 694).
«Certo che la Madonna, le ha esercitate tutte le virtù in quei tre mesi, che ha passato là [presso la cugina Elisabetta], ma l'umiltà e la carità principalmente. […]. La Madonna ha fatto la vita ordinaria. Ha fatto tutto lo straordinario nell'ordinario. […]. Così la Madonna, faceva come le nostre buone donne, che vanno ad aiutare le vicine, comperare, faceva quello che deve fare una buona donna in casa, come una buona serva. Perciò non faceva delle cose straordinarie» (Conf. IMC, II, 625-626).
«Ricordiamo le virtù esercitate da Gesù e da Maria SS. nella Presentazione e Purificazione. Le principali sono l'ubbidienza, l'umiltà, la povertà, la purità ed il sacrificio. La legge obbligava solamente i primogeniti ebrei non Gesù primogenito di Dio Padre; le donne ebree infette di peccati ed immonde. Tale non era Maria SS. Eppure si assoggettarono alla legge. In ciò fecero atto di ubbidienza cieca» (Conf. IMC, III, 287).
Alle missionarie - «Domandiamoci sovente: Nelle mie azioni somiglio alla Madonna? Come farebbe la Madonna? I miei pensieri starebbero bene nella testa della Madonna? Poscia regoliamoci nei pensieri, parole ed opere come lei, ed in particolare imitiamola nella purità d'intenzione» (Conf. SMC, I, 93).
«La Madonna nei suoi dolori ci è modello di fortezza cristiana e ci insegna a sopportare le miserie fisiche e morali. Impariamo quindi da Lei, Regina dei Martiri, e ricordiamo che per essere veri martiri bisogna pur esserlo nelle piccole cose cominciando da quelle corporali. […]. Preghiamo la Madonna per divenire forti e robusti» (Conf. SMC, II, 254-255).
«La SS. Vergine sebbene eccellente in tutte le virtù, fu segnalata particolarmente nell'umiltà cui possiamo attribuire l'esaltazione, come S. Paolo dice di Gesù: ascendit quia descendit prius. Maria SS. venne incoronata d'una corona di 12 stelle: et in capite eius corona stellarum duodecim.
1°) Silenzio dei doni ricevuti - fatto di S. Giuseppe.
2°) Odiò le lodi. - turbazione alle parole dell'angelo: Ave...
3°) Ella dà la gloria a Dio solo: Magnificat...
4°) Ubbidì alle leggi ed alle autorità anche contro il suo onore: la purificazione.
5°) Si pose in ultimo luogo in tutto: Betlemme; Nazaret.
6°) Si pose sotto i minori, anche servendoli: S. Elisabetta.
7°) Si occupò negli uffici più umili: moglie di un artigiano.
8°) Non fece miracoli in vita sua, ne volle predicare (S. Tomm.) ma solo in segreto agli Apostoli. 9°) Gustava di essere povera e ne gustava le conseguenze: rigettata a Betlemme, non agnello ma due tortore nella purificazione e poi in Egitto.
10°) Sopportò con pazienza gli affronti: vita pubblica, passione.
11°) Soffri con pace e serenità le parole aspre, le riprensioni» (Conf. IMC, III, 139-140; cfr. anche Conf. SMC, II, 317).
«L'opera dell'apostolato è un'opera divina. S. Paolo diceva: Noi siamo aiutatori di Dio... Come!... quasi che il Signore avesse bisogno dei nostro aiuto. Sicuro... aiutatori [collaboratori], e voi aiutatrici [collaboratrici], corredentrici del genere umano, quasi come la Madonna. Essa è la prima corredentrice; noi, in una sfera certo minore, ma subito dopo di essa, quasi vicino. Voi siete ministresse della Chiesa. Quale eccellenza la nostra vocazione!» (Conf. SMC, II, 487).
FIDUCIA IN MARIA SS.
Ai missionari - «E se, per disgrazia, venisse il peccato... Ebbene, ricorriamo lo stesso a Maria... è “Refugium peccatorum...”, dunque, guardiamoci dal peccato mortale...; ma se ci fosse qualche cosa da aggiustare, preghiamo Maria SS. che ci aiuti al più presto» (Conf. IMC, I, 397).
«La Consolata ha fatto per questo Istituto dei miracoli quotidiani; ha fatto parlare le pietre, non avete visto ha fatto nevicare denari, non avete visto, voi dormivate. Nei momenti dolorosi la Madonna interveniva in modo straordinario, ho visto molto, molto [...], Il non avere mai lasciato accadere alcuna disgrazia, il pane quotidiano ... e... anche per questo vedete, lascio l'incarico alla Madonna, per le spese ingenti della Casa, e per le Missioni, vedete, non ho mica mai perduto il sonno o l'appetito, glielo dico, pensateci voi, se fate bella figura siete voi, io me ne vado» (Conf. IMC, II, 308).
«Quando si tratta della Madonna non bisogna aver paura anche di fare dei debiti, di fare delle imprudenze, e poi con la Consolata non si fanno delle imprudenze. Per questo non è mai basta. […]. Io per la Consolata ho dissipato [consumato] tutto ... » (Conf. IMC, II, 786-787).
Alle missionarie - «Nelle nozze di Cana, la Madonna era così sicura di ottenere il miracolo che non è stata a questionare niente. Tanta è la potenza della Madonna sul suo Divin Figliuolo! Il Signore ha messo tutto in mano alla Madonna..., e se la Madonna ha così a cuore le cose materiali, e se pensò di far cambiare il vino senza esserne pregata, tanto più avrà a cuore le cose spirituali» (Conf. SMC, II, 233).
I SANTI E LA MADONNA
S. Girolamo. «Non vi è Santo che non sia stato devoto della Madonna. Forse i Santi antichi l'avranno onorata meno? No, la più bella omelia di S. Gerolamo è quella sulla Madonna. Io non avrei pensato che quel santone piuttosto rustico fosse tutto tenerezza nel parlare della Madonna» (Conf. SMC, I, 348).
S. Domenico. «Da S. Domenico in giù, tutti i santi furono devotissimi del S. Rosario. S. Domenico non fu il fondatore, ma il propagatore di questa pia pratica» (Conf. SMC, II, 149).
S. Bonaventura dice: «Bonaventura: “libenter salutat (Maria) cum gratia si libenter salutamus cum Ave Maria. […]. «Chi saluta la Madonna, la Madonna lo saluta con dare proprio una grazia» (Conf. SMC, I, 422, 424, 426).
«S. Bonaventura dice che alla Madonna piace tanto il Deo gratias» (Conf. SMC, III, 336).
S. Alfonso. «S. Alfonso era devotissimo di Maria (Conf. IMC, II, 273). Era principio generale di S. Alfonso di parlare sempre di Maria, e si era proposto di non scrivere mai nessun libro e di non fare mai nessuna predica senza parlare di Maria. E l'ha sempre fatto, ed era tanto devoto della Madonna, che la Madonna per fare vedere che le era caro ha fatto» (Conf. IMC, II, 554; cfr. Conf. SMC, III, 68).
«S. Alfonso aveva fatto proposito di non fare alcuna predica senza parlare di Maria SS. e riservava sempre tutta una predica negli Esercizi Spirituali» (Conf. IMC, III, 303).
«S. Alfonso soggiunge che chi saluta Maria sarà da lei salutato» (Conf. IMC, II, 78).
«“Sancta Maria... prega per noi peccatori...”. S. Alfonso dice che con queste parole domandiamo la grazia della perseveranza. Ora è noioso ripetere alla Madonna che siamo peccatori? Si che lo sono» (Conf. IMC, III, 168).
«Pratiche:
1° - Tre Ave Maria mattino e sera, poi sempre l’Angelus bene.
2° - Mortificazioni in onore della Madonna.
3° - Uscendo ed entrando in casa tutti i santi salutavano il Signore e la Madonna.
4° - Prima e dopo ogni azione, se non si può dire tutta l’Ave Maria, dire solo:Ave Maria.
5° - Salutarla in ogni immagine che si trova.
Questi modi sono suggeriti da S.Alfonso per onorare la Madonna» (Conf. SMC, III, 451).
S. Bernardo. «Sapete di S. Bernardo che aveva l'abitudine di salutare la Madonna, e le diceva: “Ave, Maria”. Ed una bella volta la Madonna gli ha detto: “Ave Bernarde!”. Noi non abbiamo bisogno che ci risponda, perché ci insuperbiremmo, purché ci benedica» (Conf. IMC, II, 336; cfr. anche Conf. SMC, III, 405).
«Vorrei che la Madonna fosse contenta di noi ed alla vostra “Ave Maria” potesse rispondere come a S. Bernardo: “Ave, Bernarde”. Ma se non ci farà altrettanto ci benedirà di certo e ci darà una nuova grazia» (Conf. IMC, III, 678).
«[Nella “Salve Regina”] Le parole poi: “0 clemens, o pia, o'dulcis Virgo Maria”, non c'erano. Un giorno S. Bernardo, recitando la Salve Regina (S. Bernardo s'intendeva della Madonna, per la Madonna perdeva la bussola, cioè ne era innamorato), ebbene, S. Bernardo fu lui che aggiunse quelle belle parole recitandole dopo la Salve Regina; qualcuno le scrisse subito e così furono poi aggiunte» (Conf. SMC, I, 426).
«S. Bernardo dice: « Se Nostro Signore fu martire reale, la SS. Vergine fu martire di anima» (Conf. SMC, II, 254).
«S. Bernardo dice: “La vera devozione non consiste nel sentimento, ma nella volontà”. Se la volontà è pronta e desiderosa di darsi a Dio e di onorare la Madonna, anche se non si sente niente c'è devozione. Non è necessario sentire l'entusiasmo: è necessario solo aver volontà. Quando non sentite fervore nella preghiera pregate lo stesso» (Conf. SMC, III, 168).
S. Bernardino da Siena «diceva a Maria SS.: “Perdonatemi, ma io son qualche cosa sopra di voi. N.S. è disceso una volta sola nel vostro seno, invece io lo faccio discendere quante volte voglio. Così voi non potete assolvere i peccati, ed io posso...”» (Conf. IMC, III, 360; cfr, anche Conf. SMC, II, 202).
«S. Bernardino dice: La Vergine Maria nel regno del Purgatorio ha un vero dominio: Beata Virgo in regno Purgatorii dominium habet» (Conf. SMC, I, 465; cfr. II, 346).
S. Filippo Neri «diceva che se un sol giorno avesse tralasciato di recitare il Rosario per intero, non avrebbe tenuto quel giorno per grato a Dio. Detto Santo vien dipinto colla grossa corona in mano, ed una di queste corone si conserva come reliquia a Torino nella Chiesa di S. Filippo» (Conf. IMC, III, 164; cfr. Conf. SMC, II, 148).
«S. Filippo Neri dicendo « mamma mia » andava in estasi. Bisogna acquistare questa devozione, che essa sia cordiale, confidente» (Conf. SMC, I, 347; cfr. anche III, 406).
S. Francesco Saverio «prima delle sue prediche recitava l'Ave Maria, dopo, la Salve Regina» (Conf. SMC, I, 425).
B. Alano: «Al pronunziare il nome di Maria il Cielo gode, Satana fugge» (Conf. SMC, III, 451).
S. Carlo Borromeo «chiamava il santo Rosario divinissima orazione» (Conf. SMC, II, 149).
S. Francesco di Sales «recitava [il Rosario] tutti i giorni, e aveva fatto voto di mai lasciarlo, non se tutto intero e solo una parte, fatto sta che quando era stanco e i servi gli dicevano che si contentasse di recitare solo tre Ave Maria, egli non si contentava e lo recitava tutto. E aveva più da fare che noi; fondatore della Visitazione, ha scritto libri. Voi non è necessario che facciate voto, ma proponete di dirlo sempre bene» (Conf. IMC, III, 168; cfr. Conf. SMC, II, 148).
«S. Francesco di Sales ritornando da fare una predica scriveva: Sono dolente di non aver predicato più santamente e più affettuosamente nella festa della Madonna...» (Conf. SMC, I, 407).
S. Giovanni Berchmans. «Non crediamoci mai di essere troppo devoti della SS. Vergine; bisogna in questo mese di maggio fondarsi in tale devozione. Volerla anche se non si sente, perché non è necessario sentirla. S. Giovanni Berchmans diceva: Siate devoti della Madonna. Qualunque devozione pratichiate in suo onore, sia grande o piccola, siate costanti in essa» (conf. SMC, I, 128).
«S. Giovanni Berchmans diceva: Qualunque cosa, sia pur piccola, purché sia costante, piace alla Madonna» (Conf. SMC, III, 69).
S. Luigi Maria Grignon di Montfort. «Il B. Luigi M. Grignon dice: che bisogna ci facciamo schiavi volontari della Madonna, “farci schiavi della Madonna”. A noi piace di più essere figli. O schiavo libero. […]. E prima di tutto far tutte le nostre azioni in unione a Maria SS.» (Conf. IMC, II, 694).
«Vi voglio far sapere un bel metodo per finire il mese di maggio; è un metodo suggerito dal P. Grignon di Montfort. Esso consiste nel darsi intieramente a Gesù Cristo per mezzo di Maria; nel darsi tutto alla Madonna in qualità di schiavo per essere tutti di Gesù per Maria e far tutto con Maria, da Maria, in Maria.
1° - Con Maria. Prendere la SS. Vergine come modello, averla socia e compagna. Rinunziare a noi stessi, unirci alle intenzioni in lavoro con Maria. Così, se sbuccio patate, fare come la Madonna farebbe al mio posto.
2° - In Maria. Raccoglierci dentro noi stessi per formarci una piccola idea della SS. Vergine. Se prego, se ricevo Gesù sarà:
3° -Per Maria. Essa deve prendere le nostre preghiere e presentarle a Gesù.
4° - Da Maria. Noi, essendo schiavi, è giusto che tutto si faccia per lei. Si lavori quindi per Maria, e per lei si rinunzi al nostro amor proprio. E quando si ha qualche tribolazione si dica: 0 mia cara Padrona, o Mamma, è per te ch'io soffro, è per te ch'io faccio questo o quello.
Nostro Signore poteva farci direttamente tutte le grazie; no, ha voluto che passassimo per le mani di Maria; quindi tutte le nostre azioni per mezzo della Madonna devono tornare a Dio. L'Eterno Padre ha voluto passare per nostro Signor Gesù Cristo, e nostro Signore per la Madonna. Se nostro Signore ha voluto così, cosa andargli a dire?» (Conf. SMC, I, 369; cfr. anche 370).
«Come dice il B. Monfort, eleggere la Madonna per nostra Madre; di più, farci suoi schiavi. Essa ci tratterà bene. Bisogna far tutte le cose da Maria, con Maria, in Maria, per Maria» (Conf. SMC, II, 599).
S. G. Benedetto Cottolengo. «La Madonna! Uno dei caratteri del Cottolengo, lo dice l'inno, è la sua devozione verso la Madonna. Egli voleva che tutti i mesi dell'anno fossero mesi della Madonna. […] Raccomandatevi al B. Cottolengo, e dite sovente la giaculatoria, se volete, con l'aggiunta che faccio io: Vergine Maria, madre di Gesù e madre mia, fateci sante. - Meglio al plurale, «fateci», che «fatemi» santa al singolare, perché siamo in comunità» (Conf. SMC, II, 264).
S. Giuseppe Cafasso. «Il Ven. Cafasso diceva: Ah se potessi averla accanto al letto di morte!... E l'ha avuta» (Conf. IMC, III,169).
«Il Ven. Cafasso una volta lasciò una commissione ad un condannato affinché la portasse subito alla Madonna: “Ma non andrò prima da Nostro Signore”, soggiunse il barabba. “No, passerete prima dalla Madonna, rispose il Santo. Vedete, è la Madonna la commissioniera”» (Conf. SMC, I, 426).
«Don Cafasso diceva ai suoi sacerdoti: Quando andate a predicare, associatevi con la Madonna. Andate a predicare tutti e due, e ditele così: Io farò la voce, Tu farai la predica. Egli diceva che la
Madonna era la sua socia. Tra tutti e due facevano tutto. Diceva che l'aiutava a far del bene. Otteneva la grazia, perché la predica si imprimesse nei cuori. Io veramente volevo togliere questa parola «socia », eppure è lui che l'ha detta» (Conf. SMC, II, 304).
«Il Ven. Cafasso diceva ai sacerdoti che facessero tutto colla Madonna - io faccio la materialità ed essa mette lo spirito - la mia socia» (Conf. SMC, II, 306).
«Il Ven. Cafasso dice che questa è ubbidienza cieca [nella Purificazione di Maria al Tempio]. La Madonna sapeva che non era soggetta a quel comando, che non aveva nulla a che fare con quella legge, eppure andò» (Conf. SMC, II, 491.
«Don Cafasso diceva sempre: Quando andate a predicare, prendetevi sempre assieme la Madonna. Far tutto con Maria, tutto in unione a Maria, come se fosse Lei che lavorasse dentro di noi. Non andiamo mai a N. Signore se non per mezzo di Maria» (Conf. SMC, II, 597).
«La devozione all'Addolorata è forte: il nostro Venerabile la prediligeva e li prendeva tutta quella energia. E’ una devozione soda, non solo di sensibilità» (Conf. SMC, III, 56).