[vol. I, pp. 123-125, n. 44]
Eremo Torinese, settembre 1880
Caro T. Camisassa,
A V. S. R. dò annunzio d’una cosa che come fece e tuttora fa trasognare me, così procurerà grande stupore a Lei. Monsignor Arcivescovo mi costituì Rettore del Santuario e Conv. di Maria Cons. in luogo del C. Rovetti che sta per ritirarsi al Cottolengo. Nulla valse a far desistere dal Suo proposito Mons., non le mie giuste osservazioni, non i reclami di altre persone; non mi rimase che ubbidire. La voce dell’ubbidienza sciolse ogni questione, essa spero che scioglierà ogni difficoltà.
Ecco, mio caro, una notizia certo nuova a V. S. che come a mio Carissimo dò tra i primi. La faccenda però non termina a questo punto; facendosi in quel Convitto Casa nuova anche per l’ufficio di Economo, io d’accordo con il nostro Sig. Rettore Can. Soldati chiesi a Monsignore che mi aveva offerto di cercarmi un Sacerdote che mi piacesse per tale ufficio, chiesi, dico, V. S. R. Di grazia non si fermi sul nome di Economo, il quale nome Mons. mi disse di voler appunto con V. S. R. nobilitare, né adduca personali incapacità, perché Iddio come supplirà alle mie deboli forze, supplirà anche a Lei. Mons. approvò la mia domanda e già diede gli ordini opportuni perché sia supplito nella Vicecura di Pecetto, forse avrebbe a successore Don Ag[...].
Spero che V. S. R. accetterà quando a nome di Mons. gliene sarà fatto l’invito e comando e darà prova dello spirito d’ubbidienza acquistato in Seminario. Veda, mio caro, faremo d’accordo un po’ di bene, eserciteremo la carità con i vecchi Sacerdoti là ricoverati e procureremo di onorare con il S. Culto la cara nostra madre Maria Consolatrice. Del resto in questo nuovo ufficio spero che avrà campo di esercitare il S. Ministero più che a Pecetto.
Io son certo che V. S. vorrà imitare il suo antico Direttore nella ubbidienza agli Ordini del Superiore ed avrò la fortuna di dividere con una persona, che tanto amo e da cui ho sempre tanto ricevuto prove d’amore, i tanti nuovi travagli che mi aspettano.
Questa lettera non è per Lei un invito, è tutta privata; con essa solo intendo prevenirla di ciò che non tarderà ad arrivarle. Io mi porterò al luogo sul principio di ottobre, e faccia V. S. R. di far meco poi l’ingresso. In attesa di una sua pronta lettera, La prego considerare tutto il fatto a Suo riguardo come segno di stima e di amore che nutro per V. S. di cui godo sottoscrivermi aff. in G. C.