[vol. III, p. 622, n. 313]
J. M. J.
S. Ignazio, 15 luglio 1903
Carissimo D. Borio,
La ringrazio delle buone notizie del caro istituto, specialmente del buon animo del teol. Cagliero. È il buon Dio che opera in noi ogni cosa, Egli che diede al medesimo il velle, gli darà pure il perficere: Deo gratias!
Ho pure ricevuto due care lettere dai Diac.ni Vignoli e Barlassina, e sono contento dei loro sentimenti. Il Barlassina potrà andare quando crederà bene per i bagni; quanto all’idea espressami umilmente dal Vignoli di accompagnarlo, mi pare non effettuabile. Esaminando la cosa dall’alto temo che questo sarebbe un cattivo esempio... I giovani entrati non devono più uscire eccetto per necessità altrimenti non possibili a provvedervi nell’istituto. Barlassina va alla cura dei bagni perché ciò gli promisi prima di entrare, e poi non potrà venire a S. Ignazio, dovendo nel mese di agosto fermarsi a casa in assenza del fratello. Invece Vignoli si rifarà della debolezza dell’anno nelle ferie di S. Ignazio, che stimo anche più opportune alla sua costituzione. Tutto ciò dico a Lei, perché il buon Vignoli è tanto di buon spirito che non ha in mente che l’ubbidienza e ogni nostro desiderio e non aspetta motivi...
Ho ricevuto una bella lettera dal ch. Beltrandi, nella quale espri me buoni sensi di riconoscenza e di affetto all’istituto; il Signore lo benedica e guidi per la via ab aeterno destinatagli.
Bene di Ressicco, al mio ritorno, sabato, vedremo.
Tante cose in Domino ai cari giovani e a Lei particolarmente, di cui sono in Domino aff.mo