[vol. III, pp. 617-618, n. 311]

J. M. J.

S. Ignazio, 9 luglio 1903

Carissimo D. Borio,

Il Signore ci liberò da un soggetto non idoneo all’Istituto, e ringraziamolo. Sebbene questo non sia il nostro fine, tuttavia il giovane un po’ di bene ha ricevuto dalla nostra educazione.

V. S. fa bene a insistere sulla natura dell’istituto sempreché le venga occasioni. Il tutto faccia in modo soave, perché i giovani ogni dì più amino la sublime vocazione, e non vi stiano come spaventati e paurosi di esserne cacciati. Una potente volontà di usare i mezzi per riuscire santi missionari basta, e il Signore con la sua grazia farà il tutto.

Le notizie del buon Ressicco mi danno pena. Quanto si deve essere pronti a licenziare chi non dà prove morali di vocazione; tanto è da sospendere per quelli di cui solo si tema della sanità corporale. Quindi per Ressicco io aspetterei la decisione; frattanto si curi con le cure ordinarie e si parli al medico. Il Signore aiuta sempre la volontà contro la debolezza di sanità. Forse per lo studio intenso superiore al suo ingegno deperisce; nel qual caso ci contenteremo di meno studio, purché supplisca la pietà e la serietà! Preghiamo e vedremo.

Essendo io lontano, nel bisogno di consigli si rivolga al R. C. Camisassa che è pure V. Rettore dell’Istituto; tuttavia desidero di essere al corrente di ogni cosa.

Il cambio di Vignoli, Panelatti, Varusio può farlo in modo semplice senza darvi importanza speciale.

Il Signore benedica i cari alunni e Lei in particolare.

In Domino aff.mo